Annuncio del ministro Foti al forum del Gruppo Libertà
La novità della mattinata arriva con il dolce, per intendersi alla fine dei cinque panel in programma, e la porta il ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Pnrr Tommaso Foti. « Perché non facciamo e non fate - dice il ministro con tutti gli operatori un osservatorio permanente della logistica, collegato con le politiche regionali? È il momento giusto, si può realizzare con la partecipazione delle forze sindacali e di tutti i soggetti della cultura della logistica, ad esempio il Politecnico e le università. In tal modo potrà essere un momento di crescita per tutta la città». Il forum allo Spazio Rotative ha infatti lanciato l'osservatorio della logistica, strumento di sistema capace di unire rigore scientifico, visione industriale, qualità informativa per una sempre crescente responsabilità territoriale. Ci si aspetta ora che aziende primarie in campo logistico e le istituzioni locali aderiscano e supportino l'osservatorio, intanto è stata incassata la piena disponibilità del Gruppo FBH e del Gruppo Libertà per farlo crescere. Nel corso del suo intervento Foti ha invitato a non definire la logistica un settore, dal momento che è «pilastro della politica industriale del Paese, pertanto bisogna necessariamente tenerne presente in qualsiasi piano industriale si voglia portare innanzi. Non si può prescindere da essa ». Il ministro ha poi osservato «che sta cambiando la tipologia della logistica, perché andiamo sempre più verso una logistica cosiddetta intelligente che richiede sempre più professionalità ». «Teniamo presente - ha aggiunto - che in Italia mancano qualcosa come 35 mila autisti professionali e abbiamo il 45% della forza lavoro che guida camion che ha più di 55 anni: è evidente che bisogna iniziare a puntare sulla professionalizzazione. A riguardo, non a caso gli ITS possono rappresentare un momento significativo per quanto riguarda l'elevazione dei lavoratori, nonché garantire la possibilità di accedere al mondo del lavoro con un'adeguata preparazione, così come tutti gli istituti tecnici». Nell'ottica del cambiamento, dopo avere chiarito che la logistica «è inutile localizzarla dove non serve», auspicando quindi «una politica e una governance nazionale e regionale», il ministro ha ribadito un concetto già emerso negli interventi precedenti, inerente alla «localizzazione felice di Piacenza, anche come retroporto di Genova e La Spezia», invitando a pensare a «all'interporto di Piacenza» e sottolineando l'importanza degli investimenti in infrastrutture.
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