Rassegna Stampa

Nell'accordo anche il restyling della stazione piazzale più bello e sottopasso fino ai binari

Data: 05/05/2023

Polemico rimpallo di responsabilità della politica sullo stallo del polo del ferro

Non solo scalo merci alla Granella (polo logistico di Le Mose). C'è anche un ambizioso progetto di riqualificazione dell'area della stazione a piazzale Marconi sul tavolo del rinnovo degli accordi per il "polo del ferro". «Stiamo facendo a quattro mani il masterplan per l'area della stazione che era nel protocollo del 2019», ha riferito ieri l'assessora all'Urbanistica Adriana Fantini in relazione all'incontro del giorno prima con i vertici di Sistemi urbani, la società del gruppo Fs che si occupa delle partite immobiliari che riguardano i siti delle Ferrovie dello Stato. Alla riunione c'erano l'ad di Sistemi urbani, Umberto Lebruto, e il direttore Valorizzazione e sviluppo immobiliare, Giuseppe Savoia. «Con loro stiamo definendo l'elenco di funzioni da prevedere, ad esempio l'allungamento del sottopasso fino ai binari e in generale su come rinnovare il piazzale e tutta l'area», fa sapere Fantini, senza dimenticare le opportunità di rigenerazione urbana che offre la liberazione, sul fianco nord della stazione, del fascio di binari merci da spostare alla Granella: servizi alla mobilità (parcheg-gi pendolari, terminal bus). Sullo stallo del progetto del "polo del ferro" dopo il protocollo d'intesa siglato nel 2019 ha incrociato le lame la politica a fine 2021. Paola De Micheli (Pd), ex ministra dei Trasporti, aveva accusato il Comune (giunta Barbieri) del rischio di perdere un bel po' di investimenti pubblici e privati. Tommaso Foti (FdI) le aveva risposto così: anziché gettare la croce sulla giunta Barbieri ci si attivi per una corale azione della politica nei confronti dei soggetti privati, veri responsabili dello stallo. A metà 2017 è scaduta la convenzione urbanistica siglata nel 2004 tra il Comune e il Consorzio (Ap3) di soggetti privati (Ikea, Generali properties e la Real Estate Strategie Immobiliari dell'imprenditore Rossetti) che avrebbe dovuto realizzare le opere ferroviarie alla Granella. Nel novembre 2019 a Palazzo Farnese era stato firmato un protocollo interistituzionale che poggia sulla permuta dell'area dello scalo merci alla stazione che Rfi si impegna a liberare, con la Granella dove fare il nuovo hub della logistica intermodale. De Micheli aveva segnalato che, a fronte dei «lavori di modifica del raccordo sul lato nord della ferrovia Piacenza-Cremona» avviati da Rfi, «insieme al potenziamento del terminal a cura di Hupac», e quindi a fronte dell'impegno «da parte dello Stato e delle istituzioni sovraordinate », sono invece al palo «le attività di raccordo sul lato sud, a cura del Consorzio quale obbligo convenzionale ». "La partita decisiva si gioca a livello locale", ha concluso la deputata dem esortando il Comune a dare "un nuovo impulso perché le opere siano portate a termine". «L'unica colpa che ha la giunta Barbieri è di avere ereditato una convenzione che le precedenti giunte di sinistra, in 13 anni di validità (dal 2004 al 2017, ndr), sono riuscite a fare scadere», era stata la risposta di Foti che annotava come la convenzione urbanistica «non abbia trovato attuazione proprio nella parte riguardante le opere ferroviarie ubicate esternamente al comparto e precisamente all'interno dell'ambito AP6 - Granella», ovvero «il cosiddetto "fascio di presa e consegna" in area AP6, insieme alle "opere ad esecuzione obbligatoria"». Il fatto che la convenzione urbanistica sia scaduta, «comporta per il Comune non la facoltà ma l'obbligo di raggiungere l'obiettivo in essa previsto, senza per altro potersi sostituire all'operatore che doveva intervenire e ciò, se non altro, per le evidenti responsabilità che esporrebbero i suoi amministratori di fronte alla Corte dei conti», ammoniva Foti.

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