I sindaci che avevano già pronta la valigia possono aspettare. Anche chi sta per finire il secondo mandato potrà infatti puntare al terzo, ipotesi fino a ieri consentita solo nei comuni fino ai cinquemila abitanti. Per questi ultimi si aprono addirittura le porte del mandato illimitato. Ora l'asticella, salvo sorprese dell'ultima ora, si dovrebbe alzare a 15mila, abbracciando quindi tutti e 28 i comuni chiamati al rinnovo di sindaci e consigli a giugno. C'è anche la data, leggendo i sei articoli della bozza di decreto che sarà sottoposta oggi al consiglio dei ministri: le urne per le Europee (per il Parlamento europeo si vota in tutti e 46 Comuni) e le Comunali (28 Comuni su 46) saranno però aperte a scaglioni.
Insieme alle Europee
Per le Europee si dovrebbe votare sabato 8 giugno dalle 14 alle 22 e domenica 9 giugno dalle 7 alle 23, quando inizieranno subito le operazioni di scrutinio. Per le Comunali, ieri si è creata una frattura interpretativa della bozza: c'è chi, tra cui l'Ansa, ha sostenuto che si voterà negli stessi giorni delle Europee (con spoglio al lunedì dalle 14) e chi invece ha capito che si voterà per le Comunali il 9 e il 10 giugno (domenica e lunedì), andando così al voto sfasato. Interpellato ieri sera l'onorevole Tommaso Foti chiarisce che il voto sarà sabato e domenica anche nei Comuni. La novità rispetto al passato, non un inedito, è dunque il sabato. Nella bozza di decreto viene fatto riferimento anche all'aumento negli onorari per uffici e seggi e dei due giorni di voto anziché uno, con più costi di 27,6 milioni.
Dove si vota?
I municipi coinvolti sono Alseno, Besenzone, Bobbio, Calendasco, Caorso, Castellarquato, Castelsangiovanni, Coli, Farini, Gossolengo, Gragnano, Lugagnano, Morfasso, Ottone, Pianello, Piozzano, Podenzano, Pontedellolio, Pontenure, Rivergaro, San Giorgio, San Pietro in Cerro, Sarmato, Travo, Vernasca, Vigolzone, Zerba e Ziano. Nel 2019, cinque anni fa, erano stati 30 (Cerignale e Corte Brugnatella sono andati al voto nel 2023).
Chi tenta il terzo?
Saranno chiamati alle urne circa 85mila elettori piacentini. Il bacino più popoloso è quello di Castelsangiovanni, che ha superato i 14mila abitanti ma non raggiunge ancora i 15mila, dando in teoria così alla sindaca Lucia Fontana la possibilità di tentare il tris. Potrebbero fare la stessa scelta anche i sindaci Alessandro Piva (Podenzano), Andrea Albasi (Rivergaro), Manola Gruppi (Pontenure), e i 4 richiamati in campo si sommano agli otto che già potevano puntare al rinnovo per la terza volta perché amministratori di Comuni sotto i 5mila abitanti. Questi ultimi sono Roberta Battaglia (Caorso), Roberto Pasquali (Bobbio), Federico Beccia (Ottone), Paolo Calestani (Morfasso), Lorenzo Burgazzoli (Piozzano), Patrizia Calza (Gragnano), Davide Zucchi (Alseno), Giuseppe Sidoli (Vernasca).
Mandato illimitato
Novità per i comuni con meno di 5mila abitanti dove non ci saranno limiti di mandato. Ricandidabili quindi Giampaolo Fornasari a Pianello, Romano Freddi a Villanova, Manuel Ghilardelli a Ziano e Lodovico Albasi a Travo che stanno per concludere il terzo mandato.
I futuri consigli
I 235 consiglieri eletti saranno così distribuiti: 10 per ogni comune sotto i 3mila abitanti quindi Zerba, Ottone, Piozzano, San Pietro, Coli, Morfasso, Besenzone, Farini, Villanova, Vernasca, Pianello, Travo, Calendasco, Ziano, Sarmato, per un totale di 150 rappresentanti; poi 12 per tutti i comuni con popolazione compresa tra i 3mila e i 5mila abitanti (Bobbio, Lugagnano, Vigolzone, Gragnano, Pontedellolio, Alseno, Caorso) per un totale di 84 futuri consiglieri; e infine 16 eletti a Castelsangiovanni, l'unico territorio con più di 10mila abitanti.
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