«Buoni spesa solo agli antifascisti»
Pioggia di critiche nei confronti di Pizzarotti
Il Comune: «Polemica senza senso: requisito previsto dal nostro regolamento»
Il Comune pretende il cosiddetto «bollino antifascista» anche da parte di chi chiede i buoni spesa erogati per far fronte alla crisi economica provocata dal coronavirus. Ma questa decisione fa insorgere il centrodestra, tanto che Forza Italia arriva ad invocare le dimissioni del sindaco Federico Pizzarotti. «Si dice il lupo perde il pelo ma non il vizio. È il caso di Pizzarotti, non più grillino nel voto, ma giacobino nel cuore. Chiede ai disgraziati, agli affamati, certificazioni di "antifascismó'. Qui l'unica cosa che vediamo di questa amministrazione è l'antintelligenza», scrivono il senatore di Forza Italia, Enrico Aimi, e l'esponente forzista (ed ex assessore comunale) Giovanni Paolo Bernini. «Molti poveri, a Parma, non sono "anti" nessuno: né antifascisti, né anticomunisti - aggiungono -. Hanno prima di tutto, fame. Pizzarotti, vergognati e se vuoi bene a Parma, dimettiti». Tommaso Foti, vice-capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera annuncia invece un'interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Il governo chiarisca se nell'erogazione dei pochi fondi che ha destinato ai comuni per aiutare con buoni pasto chi, in questo periodo di grave crisi sanitaria ed economica, non ha soldi nemmeno per mangiare, avesse previsto, così come sta facendo il Comune di Parma, che anche la pastasciutta dovesse risultare antifascista». «Trovo vergognoso - aggiunge Foti - che in qualunque momento un comune possa decidere a chi concedere buoni pasto e a chi no solo in base alle sue idee politiche. Ma farlo in un momento come questo, con l'Italia in ginocchio per l'epidemia Covid-19 è altresì squallido e indegno. ll governo faccia immediatamente chiarezza e prenda le distanze dal sindaco di Parma». Sulla vicenda è intervenuta anche la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, con un video su Facebook: «Questa iniziativa mi sembra molto stupida e mi pare che violi l'articolo 3 della Costituzione, che dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Chiedo al ministro degli Interni di intervenire». Duro anche il commento di Francesca Gambarini. «Se non ti dichiari antifascista a Parma non puoi accedere ai buoni spesa. Per il sindaco Pizzarotti anche l'emergenza creata dal coronavirus è un'occasione per dimostrare quello che è. Ci dica, chi non si riconosce nella Resistenza può quindi morire di fame?», si chiede la responsabile regionale di Cambiamo! Ma per il Comune questa è una polemica senza senso, perché quello sul bollino antifascista riguarda «un regolamento unico che riguarda la concessione dei patrocini, i contributi e l'utilizzo delle sale civiche del Comune di Parma. Un regolamento ampio, fatto di diversi articoli, tra cui uno in cui si richiede di ripudiare ideologie naziste e xenofobe e di riconoscersi nella Costituzione. È un regolamento, quindi, che non riguarda questo caso specifico».
Gazzetta di Parma
