«CON L'ITALIA SCAMBI POSITIVI PER ORA NON INTERVENIAMO» DOMANI IN AULA IL DECRETO PA
L'Ue cerca il dialogo abbassando i toni con Roma, ma continua a battere sul tasto dei controlli sul Pnrr, come previsto dal regolamento del Recovery. Il governo non cambia rotta e si prepara a porre la fiducia domani a Montecitorio sul decreto Pa che esclude la Corte dei Conti dalle verifiche. La Commissione cerca dunque di calmare le acque sul Pnrr, ma insiste sul tema dei controlli. «Sono in corso scambi costruttivi» con l'Italia e «le autorità italiane forniscono ulteriori informazioni ove necessario», fa sapere un portavoce interpellato sullo stato delle trattative con Roma per lo sblocco della terza rata e le modifiche al piano italiano. «Come regola generale, non commentiamo i disegni di atti legislativi» nazionali, aggiunge il portavoce in riferimento alla Corte dei Conti, ricordando tuttavia che il regolamento sul Recovery fund «richiede un quadro di controllo su misura e proporzionato alla sua natura unica di programma di spesa dell'Ue». Parole che soddisfano il ministro Raffaele Fitto: «Questa precisazione risolve la questione», commenta, aggiungendo: «Il lavoro che portiamo avanti con la Commissione è assolutamente in perfetta collaborazione e soprattutto i rapporti dei vertici, cioè della presidente Meloni e della presidente von der Leyen sono di proficuo e positivo lavoro comune». Tanto che, assicura, la valutazione sulla terza rata «si concluderà positivamente, senza alcuna difficoltà». Anche FdI ostenta calma: «Probabilmente l'Ue è stata tratta in inganno da una polemica inutile messa in atto dal Pd e M5s», afferma il capogruppo Tommaso Foti. «Qualcuno in Europa – aggiunge – ha prima travisato, ma poi c'è stata una precisazione: hanno fatto un passo di lato perché si sono accorti che la nostra reazione è stata semplice, visto che quella norma era in vigore e non è mai stata contestata». Ma il tema del ruolo della Corte dei Conti resta al centro del dibattito politico. Il M5s non ha dubbi: «Un governo spregiudicato e arrogante in un colpo solo supera il controllo della Corte dei Conti e quello del Parlamento», protesta Vittoria Baldino. Duro anche il Pd: «Sul Pnrr il governo ha una sola fissazione: controllare tutto (a Palazzo Chigi) ed evitare i controlli di altri (Corte dei conti)». Italia viva sposa la linea del centrodestra: Luciano Nobili, approvando la tesi sostenuta dal costituzionalista Sabino Cassese, osserva che «sulla scelta di limitare il controllo preventivo della Corte dei Conti il governo ha fatto bene». Di parere opposto Osvaldo Napoli, di Azione.
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