Rassegna Stampa

Ponte di Bobbio, chiesto l'intervento del ministro

Data: 28/08/2018

 Interrogazione dell'onorevole Foti: «Si assumano provvedimenti, anche straordinari, per tutelare migliaia di persone. Un caso simbolo di menefreghismo»

DOPO IL REPORTAGE DI LIBERTÀ LE FOTO DEI SUB HANNO EVIDENZIATO LE CONDIZIONI PREOCCUPANTI DEI PILONI

Ponte eroso, il reportage dei sub in Parlamento

L'ONOREVOLE FOTI: «ANAS ANCORA INADEMPIENTE, È ORA DI DARCI UN TAGLIO»

Il reportage subacqueo realizzato da Fipsas (circolo "Amici dell'elio") e da Libertà, ieri pubblicato in esclusiva sul nostro quotidiano, arriva in Parlamento. Preso atto delle inequivocabili foto scattate domenica mattina alle fondamenta del ponte di San Martino a Bobbio, sulla Statale 45, ormai quasi completamente erose dalle alluvioni (dal 2000 fino al 2015, e successive piene della Trebbia), è stato il parlamentare Tommaso Foti di Fratelli d'Italia a chiedere subito l'intervento del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli. Non è la prima interrogazione che Foti presenta: negli anni, sono state diverse le richieste del deputato piacentino ai governi, per chiedere un intervento non più rinviabile per sanare la situazione della Statale 45. Questa volta, a sostegno della sua richiesta, c'è anche tutta un'inedita documentazione fotografica subacquea: «La solidità e la sicurezza delle infrastrutture piacentine non possono più attendere, occorre una corsia preferenziale per evitare tragedie annunciate», ha sottolineato chiaramente Foti. «Quanto emerso dal recente reportage fotografico, prodotto da sub professionisti e pubblicato da Libertà, costituisce la conferma che non c'è peggiore sordo di chi non vuole sentire».

«Non ha imparato nulla» 
Il parlamentare ricorda anche il crollo del ponte del Po nel 2009: «Ad Anas, evidentemente quel crollo non ha insegnato nulla. Dopo il crollo del ponte a Genova era doverosa, seppure quella struttura fosse di competenza di Autostrade per l'Italia, una seria e professionale presa di coscienza da parte delle istituzioni competenti sui reali pericoli determinati da un precario stato di conservazione delle infrastrutture». E il deputato in quota Fratelli d'Italia continua: «Confidare nel la fortuna, con l'auspicio che sia quest'ultima a mantenere in piedi le opere pubbliche, è segno di manifesta irresponsabilità».

«Altro che cambiamento» 
Per il deputato del movimento politico di Giorgia Meloni non vi sono dubbi: «Il caso del ponte nei pressi di San Martino, le cui preoccupanti condizioni sono state denunciate in più occasioni, rappresenta l'emblema del menefreghismo, non certo del "cambiamento". Le tristi esperienze del passato insegnano che al menefreghismo, quando disgraziatamente si verifica qualche disastro, segue sempre la corsa allo scaricabarile, specialità in cui in Italia sono in troppi ad eccellere. È ora di darci un taglio».

L'appello di Foti (Fd'I) 
Il deputato di Fratelli d'Italia lancia quindi un appello: «Le istituzioni, locali e non, si sollevino con decisione anche contro tutti quei soggetti pubblici come Anas che è controllata per intero dal Ministero del Tesoro. Nonostante i significativi costi che gli italiani sostengono con le loro tasse, si mostra inadempiente, come nel caso di specie, agli obblighi manutentivi delle infrastrutture che le sono affidate». Non vi è dunque un minuto da perdere, per Foti. «Si assumano tutti i provvedimenti, anche straordinari, necessari a tutelare l'incolumità delle migliaia di persone che, non solo nel fine settimana, percorrono la Statale 45 e hanno diritto a viaggiare sicuri anziché dovere confidare nella dea bendata».  

La testimonianza 
Il ponte collega Bobbio all'alta Valtrebbia (Marsaglia, Cerignale, Ottone, Zerba...) e conduce alle località turistiche più gettonate, come la Berlina, sul fiume, o Brugnello e San Salvatore. E a quel tratto non esiste alternativa stradale realmente efficace, capace di sostenere soprattutto il traffico anche pesante che tenta di dare "gambe" alle attività rimaste in montagna. Emiliano Guastella, tra i tre sub che hanno effettuato l'immersione domenica mattina e ieri sono stati ringraziati dalle comunità dell'alta valle, sottolinea: «Quello che mi ha stupito era il fatto di vedere tanti bagnanti e turisti sotto al ponte, incuranti delle sue reali condizioni. Alcuni ci hanno raccontato di aver già segnalato il caso alle autorità competenti ma invano. Speriamo non accada qualcosa di già visto...».  

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