I lavori si sono bloccati il 23 dicembre
Oggi gli operai tentano di intervenire
Foti (Fdi): «Io sto con i sindaci d'alta valle»
Oggi gli operai provano a ritornare sul cantiere del ponte provvisorio a Lenzino, per tentare di proseguire mani nella neve i lavori. Un
cantiere sfortunato, nato già tra le
polemiche il 24 novembre (con
partenza effettiva il primo dicembre), poi fermato per l'abbondante nevicata una prima volta, e ancora una seconda, per forza, il 23
dicembre. Lo stop non ci voleva,
perché i lavori proseguono a singhiozzi (una ventina i giorni di lavoro quelli che le ditte di Rimini
sono riusciti a fare), per un'ondata di neve pesante e anche pericolosa, che qui non si vedeva da decenni. «Il 2020 è stato davvero un
anno da dimenticare», spiega la
barista Chiara Macellari, la cui attività si affaccia sul cantiere. «Oggi riapro, soprattutto per garantire
il servizio per gli operai. Avrebbero dovuto lavorare anche durante
le festività natalizie, e invece la neve ci ha fatto l'ennesimo sgambetto. Che dire, continuiamo a tenere duro, anche perché non abbiamo alternativa». Da Roma viene
confermato che a breve - dicono a
giorni - dovrebbe iniziare l'iter parlamentare per la nomina del commissario della statale 45. Interviene il parlamentare Tommaso Foti
di Fratelli d'Italia: «Contrariamente però a quanto comunicato dal
sindaco del comune di Travo Lodovico Albasi su Libertà non risulta che la Camera si occuperà nella giornata di oggi della nomina.
Quando la Camera, e segnatamente la competente commissione VIII, sarà chiamata a pronunciarsi ad esprimere un parere al riguardo, essendo componente della predetta, renderò pubblico non
solo il mio giudizio ma anche il
mio voto rispetto ad una proposta
allo stato ignota». L'elenco delle
opere commissariate è intanto stato inviato già da settimane alla presidenza del Consiglio. Anas, in teoria, ha già il potere di accelerare i
cantieri, anche attraverso il recente accordo per i cantieri h24. «Penso comunque che il commissario
debba essere esterno ad Anas»,
continua Foti. «A meno che non si
dica che il commissario di Anas
serva per accelerare ulteriormente i lavori, anche se a questo scopo
basterebbe forse modificare alcune leggi. Per quanto mi riguarda,
io sto con i sindaci dell'alta valle, i
quali hanno chiesto che il nuovo
ponte, quello definitivo, non abbia
relazioni con il vecchio crollato, segnalato come a rischio da oltre dieci anni. Per quanto riguarda l'attuale cantiere, penso che i turni
h24 possano aiutare, così come la
tecnologia. Ricordo che il nuovo
ponte sul Po a Piacenza, più lungo
e complesso, venne inaugurato a
poco più di un anno dal crollo».
Libertà
