Rassegna Stampa

Profondo rosso per il Po - E le centrali ne soffrono

Data: 15/07/2026

LA CRISI IDRICA NEL PIACENTINO ANCHE IL GRANDE FIUME PREOCCUPA

Profondo rosso per il Po E le centrali ne soffrono

● Brugneto ad alta tensione: botta e risposta tra il ministro Foti e Orlando (Pd). I dati del Comitato difesa Valtrebbia smentiscono Genova

● Non solo il Trebbia: anche il Po nel territorio piacentino preoccupa. Gualtiero Fanti, che lo conosce profondamente, spiega che una secca del genere non si era mai vista negli ultimi 25 anni. «Sembra quasi un lago». E in effetti il livello dell'acqua sta creando problemi anche alle nostre centrali, in particolare a quella di Isola Serafini, che ha dovuto subire diverse interruzioni. «Ma nessuna ripercussione per i cittadini»,

Un Po sempre più magro, al punto da far affiorare il tronco di un albero

dice Enel. Sul fronte Brugneto-Trebbia acceso botta e risposta tra il ministro Foti e Orlando (Pd). Il Comitato difesa Valtrebbia, dati alla mano, dice che tutta quell'acqua del Brugneto non serve a Genova.

Sul Po con "Gualtiera" «Una secca mai vista sembra quasi un lago»

Viaggio sull'imbarcazione con l'esperto Fanti: «Siamo a un livello di portata d'acqua ridicolo. L'alveo si sta alzando molto»

Alice Morelli

PIACENZA

● «Vi porto in un posto dove sembra di essere fuori dal mondo», anticipa Gualtiero Fanti, appassionato di navigazione mentre dal molo della Nino Bixio, di cui è socio, ci accompagna a esaminare la situazione del Po. Fanti guada il Grande Fiume con la sua barca in legno ("la Gualtiera") da 25 anni, come se fosse un guardiano. Lo conosce a menadito e nel tempo lo ha visto cambiare: dalle disastrose alla più recente crisi se piene, alla idrica che sta per superare il record storico di secca avvenuta nel 2022. Ci traghetta, assieme alla sua fedelissima Moet, una cagnolina di 10 anni, all'altezza di Mortizza, dove nel bel mezzo del vasto letto d'acqua sono emerse delle lingue di sabbia sulla quale è cresciuta la vegetazione. «Questa è l'immagine che più di tutte dimostra quanto l'alveo del fiume si sia alzato – prosegue - Oggi siamo ad un livello di portata ridicolo. È quasi come navigare all'interno di un lago. L'acqua è ferma e non c'è corrente. Si può uscire infatti solo con una barca come questa, di una trentina di centimetri di profondità, altrimenti ci si arena sul fondo».

È l'istantanea della grave crisi idrica che stanno subendo gli affluenti, compreso il Po, a cui si aggiunge la crisi climatica con temperature che arrivano a toccare i 38 gradi, producendo l'evaporazione degli invasi e a nessun accenno a precipitazioni (le quali potrebbero aiutare a rimpolpare il fiume). Eppure, racconta Fanti «il Po è migliorato tanto negli ultimi anni. L'acqua è più pulita e sono tornati i pesci che non c'erano più: l'alborella, il cavedano, il luccio. Poi ci sono posti che sono di una bellezza unica, anche se ad oggi sono difficili da raggiungere dato il basso livello del fiume. Si tratta di lingue di sabbia bianche candide, lunghe un chilometro. Sembra di stare su spiagge tropicali, più che in Pianura Padana».

La domanda mentre il ronzio del motore ci culla durante la navigazione, viene spontanea: cosa prova quando esce con la sua Gualtiera? «Tanta serenità - risponde prontamente Fanti - Per questo spero che le persone tornino a conoscere e riscoprire questo fiume. Soprattutto spero di vedere sempre meno sacchetti e bottigliette di plastica in acqua o sulla riva».

A confermare le parole d'attaccamento del nostro traghettatore, è il presidente della Nino Bixio, Paolo Molinaroli: «Il Po è sempre stato croce e delizia per la Nino. Abbiamo la fortuna di poterci affacciare sulla sua bellezza, ma negli anni siamo stati testimoni della sua violenza. La piena più tragica è avvenuta nel 2000 quando l'acqua è arrivata fino alla nuova terrazza. L'anno scorso invece la sua furia ha raggiunto gli 8 metri e mezzo. Anche le secche del Po sono situazioni che ci capita di vivere spesso, ma la condizione di quest'anno inizia a preoccuparci seriamente».

Durante il rientro, il silenzio prende il sopravvento. Intorno a noi gabbiani, libellule, aironi. Una vegetazione immersa nei suoni della fauna che si mescola a sua volta con quello del (poco) vento. Tutto intorno, il verde degli alberi che incorniciano il letto del Po. O di quel poco che, in certi tratti, ne è rimasto.

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