Rassegna Stampa

Quattro piacentini con la valigia pronta per Roma?

Data: 29/01/2018

SAREBBERO BERSANI, FOTI, DE MICHELI E UN LEGHISTA NON ANCORA UFFICIALIZZATO

 La XVIII legislatura della Repubblica Italiana potrebbe salutare l'ingresso di almeno quattro parlamentari piacentini tra deputati e senatori. Il computo è ovviamente ancora approssimativo dal momento che il termine per depositare ufficialmente le candidature scade oggi alle 20 e, soprattutto, che l'esito elettorale potrebbe riservare sorprese. Ma stando ai sondaggi che circolano oggi e salvo cataclismi elettorali, alcune proiezioni è possibile farle fin d'ora. Ci sono infatti alcuni esponenti con grandi possibilità: Pier Luigi Bersani (Leu) in primis la cui candidatura come capolista nel proporzionale della Camera nel collegio di Bologna (ma è candidato anche in altri collegi) lo pone con un piede già a Montecitorio. Poi Paola De Micheli (Pd): il secondo posto nel listino bloccato del Pd alla Camera (collegio Piacenza-Parma-Reggio Emilia) le fa dormire sonni tranquilli. Un terzo piacentino scaturirà dal collegio uninominale della Camera dove il favoritissimo, se verranno confermate le indiscrezioni che circolano da giorni, è Tommaso Foti (Fdi). Allo stesso modo ci sono grandi probabilità che sia un piacentino anche il futuro parlamentare che si aggiudicherà il collegio uninominale del Senato con un leghista che parte coi favori dei pronostici. Per tutti gli altri piacentini le speranze paiono risicate. 

Sistema Misto 
Tutto ciò è il frutto del Rosatellum, legge elettorale assai complessa. Frutto di un compromesso trovato dalla maggior parte delle forze presenti in Parlamento, il Rosatellum è un sistema elettorale misto (per due terzi proporzionale e un terzo maggioritario) identico per le due Camere. Il territorio nazionale è articolato, per quanto riguarda la Camera, in 28 circoscrizioni e ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi uninominali ed in uno o più collegi plurinominali. Al Senato il territorio nazionale è ripartito in 20 circoscrizioni corrispondenti al territorio di ciascuna regione. 

Come si eleggono i 630 deputati 
232 con sistema maggioritario dove vince chi ottiene più voti nei collegi uninominali; 386 con sistema proporzionale tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento; 12 eletti nella circoscrizione estera.   

Come si eleggono i 315 senatori 1
16 con sistema maggioritario dove vince chi ottiene più voti nei collegi uninominali;193 con sistema proporzionale tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento; 6 eletti nella circoscrizione estera.  

Coalizioni e sbarramenti 
Le liste possono coalizzarsi per sostenere un unico candidato nel collegio uninominale, ma tali coalizioni devono essere omogenee sul piano nazionale. Le soglie di sbarramento sono del 3% per le liste singole su base nazionale e del 10% su base nazionale per le coalizioni; per le coalizioni non vengono comunque computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia dell'1%. Ferme restando le medesime soglie di sbarramento, al Senato l'assegnazione dei seggi alle liste con metodo proporzionale avviene a livello regionale (alla Camera avviene a livello nazionale).

Le liste bloccate 
Sia alla Camera, sia al Senato, in ogni collegio plurinominale, ciascuna lista, è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un ordine numerico. In nessun caso una lista può avere un numero di candidati inferiore a 2 né superiore a 4. Sono le cosiddette "liste bloccate" su cui vige il principio dell'alternanza di genere. Per quanto riguarda la disciplina delle pluricandidature, la legge stabilisce che nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di 5 collegi plurinominali, a pena di nullità dell'elezione. Il deputato eletto in più collegi plurinominali è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio.  

Nessun premio di maggioranza  
La legge non prevede alcun premio di maggioranza esplicito, tuttavia ottenere il 40% dei consensi in un sistema tripolare come quello che si profila rappresenta la soglia per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi nei due rami del Parlamento. Tuttavia se il 40% dei consensi nel proporzionale rappresenta una condizione necessaria per governare secondo le proiezioni di riporto dei seggi, per ottenere una maggioranza stabile la coalizione o la lista che volesse esprimere un proprio candidato premier senza ulteriori alleanze, dovrebbe vincere nel 70% dei collegi uninominali.  

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