SAREBBERO BERSANI, FOTI, DE MICHELI E UN LEGHISTA NON ANCORA UFFICIALIZZATO
La XVIII legislatura della Repubblica
Italiana potrebbe salutare l'ingresso
di almeno quattro parlamentari
piacentini tra deputati e senatori.
Il computo è ovviamente ancora
approssimativo dal momento
che il termine per depositare ufficialmente
le candidature scade oggi
alle 20 e, soprattutto, che l'esito
elettorale potrebbe riservare sorprese.
Ma stando ai sondaggi che
circolano oggi e salvo cataclismi
elettorali, alcune proiezioni è possibile
farle fin d'ora. Ci sono infatti
alcuni esponenti con grandi possibilità:
Pier Luigi Bersani (Leu) in primis
la cui candidatura come capolista
nel proporzionale della Camera
nel collegio di Bologna (ma è candidato
anche in altri collegi) lo pone
con un piede già a Montecitorio.
Poi Paola De Micheli (Pd): il secondo
posto nel listino bloccato del Pd
alla Camera (collegio Piacenza-Parma-Reggio
Emilia) le fa dormire
sonni tranquilli. Un terzo piacentino
scaturirà dal collegio uninominale
della Camera dove il favoritissimo,
se verranno confermate le indiscrezioni
che circolano da giorni,
è Tommaso Foti (Fdi). Allo stesso
modo ci sono grandi probabilità che
sia un piacentino anche il futuro
parlamentare che si aggiudicherà il collegio uninominale del Senato
con un leghista che parte coi favori
dei pronostici. Per tutti gli altri piacentini
le speranze paiono risicate.
Sistema Misto
Tutto ciò è il frutto del Rosatellum,
legge elettorale assai complessa.
Frutto di un compromesso trovato
dalla maggior parte delle forze presenti
in Parlamento, il Rosatellum è
un sistema elettorale misto (per due
terzi proporzionale e un terzo maggioritario)
identico per le due Camere.
Il territorio nazionale è articolato,
per quanto riguarda la Camera,
in 28 circoscrizioni e ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi
uninominali ed in uno o più collegi
plurinominali. Al Senato il territorio
nazionale è ripartito in 20 circoscrizioni
corrispondenti al territorio
di ciascuna regione.
Come si eleggono i 630
deputati
232 con sistema maggioritario dove
vince chi ottiene più voti nei collegi
uninominali; 386 con sistema
proporzionale tra le coalizioni di liste
e le liste che abbiano superato le
soglie di sbarramento; 12 eletti nella
circoscrizione estera.
Come si eleggono i 315 senatori
1
16 con sistema maggioritario dove
vince chi ottiene più voti nei collegi
uninominali;193 con sistema
proporzionale tra le coalizioni di liste
e le liste che abbiano superato le
soglie di sbarramento; 6 eletti nella
circoscrizione estera.
Coalizioni e sbarramenti
Le liste possono coalizzarsi per sostenere
un unico candidato nel collegio
uninominale, ma tali coalizioni
devono essere omogenee sul piano
nazionale. Le soglie di sbarramento
sono del 3% per le liste singole
su base nazionale e del 10% su
base nazionale per le coalizioni; per
le coalizioni non vengono comunque
computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia
dell'1%. Ferme restando le medesime
soglie di sbarramento, al Senato
l'assegnazione dei seggi alle liste
con metodo proporzionale avviene
a livello regionale (alla Camera
avviene a livello nazionale).
Le liste bloccate
Sia alla Camera, sia al Senato, in
ogni collegio plurinominale, ciascuna
lista, è composta da un elenco di
candidati, presentati secondo un
ordine numerico. In nessun caso
una lista può avere un numero di
candidati inferiore a 2 né superiore
a 4. Sono le cosiddette "liste bloccate"
su cui vige il principio dell'alternanza
di genere. Per quanto riguarda
la disciplina delle pluricandidature,
la legge stabilisce che nessun
candidato può essere incluso in liste
con lo stesso contrassegno in più
di 5 collegi plurinominali, a pena di
nullità dell'elezione. Il deputato eletto
in più collegi plurinominali è proclamato
nel collegio nel quale la lista
cui appartiene ha ottenuto la minore
percentuale di voti validi rispetto
al totale dei voti validi del collegio.
Nessun premio di maggioranza
La legge non prevede alcun premio
di maggioranza esplicito, tuttavia
ottenere il 40% dei consensi in un
sistema tripolare come quello che
si profila rappresenta la soglia per
ottenere la maggioranza assoluta
dei seggi nei due rami del Parlamento.
Tuttavia se il 40% dei consensi
nel proporzionale rappresenta
una condizione necessaria per
governare secondo le proiezioni di
riporto dei seggi, per ottenere una
maggioranza stabile la coalizione o
la lista che volesse esprimere un
proprio candidato premier senza
ulteriori alleanze, dovrebbe vincere
nel 70% dei collegi uninominali.
Libertà
