Rassegna Stampa

Sala consiliare intitolata allo storico sindaco Alberici

Data: 30/12/2018

Alta Val Tidone: l'omaggio di amici e familiari. La commozione del figlio Walter: «Ci hai insegnato l'umiltà e l'amore per il lavoro»

"Onore della nostra terra, orgoglio della sua gente". Recita così la frase incisa su una targa che ieri è stata scoperta nella sala consiliare di Nibbiano, oggi sede principale del comune di Alta Val Tidone. La sala è stata dedicata ad un ex amministratore, e prima ancora un uomo, che forse più di ogni altro (almeno negli ultimi decenni) ha legato il suo nome a Nibbiano e alla sua amata Valtidone: Alessandro "Sandro" Alberici. Il nome dello storico ex sindaco, spentosi nel 2015, è ora fissato nei luoghi del palazzo municipale, dove Alberici spese gran parte delle sue energie per uno unico scopo: difendere e promuovere la "bandiera" della Valtidone. Difenderla mantenendo intatta la sua caratteristica di uomo libero e indipendente il cui unico punto di riferimento, ancor prima dei partiti, era la comunità da cui proveniva e a cui è sempre rimasto intimamente legato. «Per tutti era semplicemente Sandro», ha ricordato il sindaco Franco Albertini che insieme ai familiari ha scoperto la targa. «I rapporti personali con lui non esistevano perché subito con lui la cosa pubblica prendeva il sopravvento. Per lui amministrare voleva dire identificarsi totalmente con la sua gente» ha ricordato Giovanni Dotti, attuale assessore che in passato ha collaborato anche con le giunte di Alberici. «È stato un grande sindaco, ma prima di tutto un grande uomo che ha tenuta alta la bandiera della Valtidone quando ancora non era di moda farlo» ha sottolineato il parlamentare piacentino Tommaso Foti. Un amministratore ma anche un uomo che amava la caccia, il ballo e trascorrere le giornate nella piazza del paese. «Lo conobbi, giovanotti entrambi, su una balera del ballabile di Nibbiano» ha ricordato Corrado Sforza Fogliani nel ripercorrere le tappe di un impegno nato quando, a soli 28 anni, Alberici subentrò all'allora sindaco Baldini. Sforza Fogliani ha ricordato «l'indipendenza, il senso di uomo libero anche davanti ai partiti e il rispetto della cosa pubblica che lo caratterizzava anche a costo di sfidare l'impopolarità». Il ricordo forse più bello è stato però quello del figlio Walter che si è rivolto direttamente al padre: «Caro papà ti ringrazio perché a me, alle sorelle Germana e Daniela e alla mamma Luisa, hai insegnato l'umiltà, l'onestà e l'amore per il lavoro. Sei stato un grande papà ma anche un grande amministratore e sindaco».

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