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Salario minimo, bagarre in Aula - Il centrosinistra ritira le firme

Data: 06/12/2023

Tensione dopo l'ok in commissione Lavoro Conte strappa il testo della nuova proposta Schlein: «Siete a capo chino, senza dignità»

Scontro in Aula sul salario minimo. Dopo l'ok in commissione Lavoro alla delega al governo per una «equa retribuzione» la battaglia si sposta tra i banchi di Montecitorio. E in una seduta ad altissima tensione il centrosinistra unito finisce per ritirare le proprie firme dalla proposta che ormai non ha più nulla a che fare con quella originaria di 9 euro lordi l'ora per legge. Non solo, il leader M5s, Giuseppe Conte arriva a strappare il testo della nuova proposta in Aula. Intanto a pochi passi da Montecitorio il governo mette a punto una soluzione per i cittadini in vista della fine del mercato tutelato. Il Consiglio dei ministri dà l'ok a nuove norme sul mercato tutelato in particolare per la fornitura di energia elettrica per salvaguardare i 9 milioni di utenti nel passaggio alla concorrenza. In arrivo una specifica campagna informativa, nonché una costante attività di monitoraggio sulle attività degli operatori e sull'andamento dei prezzi definita da Arera in collaborazione con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative. Intanto alla Camera la situazione è incandescente. «State facendo carta straccia - attacca il leader M5s tra gli applausi dei suoi - del salario minimo legale. Questa battaglia è stata rallentata, ma la vinceremo perché il Paese è con noi». «Potevate avere un sussulto di dignità e invece niente. Siete rimasti a capo chino», dice la segretaria del Pd Elly Schlein rivolgendosi ai colleghi di maggioranza: «siete d'accordo sullo sfruttamento dei lavoratori». «Avete dato uno schiaffo al Parlamento», accusa il leader di SI, Nicola Fratoianni. Con la proposta della maggioranza «non solo si bypassa il Parlamento - accusa il segretario di +Europa Riccardo Magi - non solo si strumentalizza il CNEL quarta istituzione dello Stato, ma salta anche il confronto con le parti sociali». E anche Iv - con Luigi Marattin - accusa il governo: «calpesta i diritti delle opposizioni ». «Il ritiro della firma - replica il capogruppo FdI Tommaso Foti - ha funzione solo politica: in termini regolamentari non cambia nulla. Serve solo per un tg». Di lavoro parla anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella che alla cerimonia delle stelle al merito torna a sollevare i temi di «inoccupazione, bassi salari, precarietà» e «ritardo nell'ingresso dei giovani e delle donne nel mercato del lavoro ».

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