Dubbi e timori del deputato FdI: «Occorre intervenire con urgenza, in ballo 300 posti»
Tommaso Foti, deputato di
Fratelli d'Italia, harivolto un'interrogazione al ministro Luigi Di
Maio sulla Selta: «E' incomprensibile l'atteggiamento di Selta, che
ha tenuto nascosto ai dipendenti
ed alle parti sindacali lo stato avanzato della trattativa fallimentare in
corso presso il Tribunale di Milano»
«Il ministero dello Sviluppo economico – tuona Foti – deve immediatamente istituire un tavolo di
confronto al fine di fare fronte alla grave situazione che mette in discussione numerosissimi posti di
lavoro».
Per il parlamentare non vi sono
dubbi: «Nonostante il grido d'allarme delle forze sindacali e dei
sindaci, la società si è ben guardata dall'affrontare rapidamente la
gravità della situazione debitoria.
Un atteggiamento tanto inspiegabile quanto censurabile». Per il deputato di Fratelli d'Italia quanto
emerso dalla documentazione
presentata in tribunale è drammatico: «L'azienda detiene un mol
negativo per circa 3,3 milioni, la
perdita d'esercizio stimata al 31 luglio 2018 si attesta a 3,4 milioni, mentre l'esposizione debitoria
complessiva è quantificata in 47
milioni. Numeri disarmanti, che
avrebbero dovuto suggerire quanto meno, ancorché simbolicamente, uno stile ben diverso da
parte del consiglio di amministrazione, con particolare riferimento agli emolumenti liquidati ai suoi
componenti». Per il deputato non
c'è un minuto da perdere: «Il tribunale di Milano ha fissato al 1
aprile il termine per la presentazione da parte di Selta di una proposta definitiva di concordato preventivo e di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti. E' di tutta evidenza che il Mise deve intervenire con estrema urgenza, ci sono in ballo 300 posti di lavoro tra
Cadeo, Tortoreto, Avellino e Roma: non si può, in modo pilatesco,
far finta che nulla stia accadendo
quando si stanno spegnendo le luci su di un'azienda che ancora oggi può tornare ad essere leader nel
settore di sua attività».
Libertà
