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Sfida impari con Foti il Pd mette in campo Beatrice Ghetti

Data: 14/08/2022

Sfida impari con Foti il Pd mette in campo Beatrice Ghetti

Pare che sia stato ampio e a lungo infruttuoso il sondaggio interno per un "candidato kamikaze" del Pd da opporre, per il collegio uninominale della Camera, al veterano Tommaso Foti di Fratelli d'Italia. Alla fine ad accettare la sfida impari è stata Beatrice Ghetti, consigliera comunale di minoranza di Vigolzone, ex assessora nel Comune valnurese, segretaria del circolo locale e componente della segreteria provinciale. Se su questo fronte la partita appare proibitiva, il Pd potrà consolarsi con l'elezione praticamente certa di Paola De Micheli, che dovrebbe essere collocata come capolista nel listino del proporzionale della camera. Per l'uninominale del Senato (fino a Modena), il Pd schiererà invece un big nazionale non piacentino

Il Pd ha scelto: De Micheli capolista per Ghetti la sfida impari contro Foti

Dopo tanta fatica, il partito ottiene la disponibilità della consigliera di Vigolzone Al collegio del Senato un paracadutato

Individuare un candidato disposto a competere nella sfida impari con il centrodestra nel collegio uninominale della Camera. Come lo ha definito qualcuno in queste ore, pur con il rispetto che si deve a chi decide di metterci la faccia anche solo per puro spirito di servizio, «un candidato kamikaze». Da giorni il Partito Democratico, con in testa il segretario provinciale Carlo Berra, sfoglia la margherita. Operazione più che complicata considerate le sperenze di vittoria del centrosinistra ridotte al lumicino. Ma dopo aver incassato una serie di "no grazie", i dem sembrano aver trovato la figura disponibile a sfidare il "mostro sacro" Tommaso Foti, il rappresentante di Fratelli d'Italia che, salvo colpi di scena, dovrebbe correre per il centrodestra in quel collegio: si tratta di Beatrice Ghetti, consigliera comunale di minoranza a Vigolzone (lista civica Vigolzone Insieme), ex assessora del comune valnurese, segretaria del circolo Pd sempre di Vigolzone e attualmente membro della direzione provinciale del partito con delega a imprese e lavoro. Sfida improba, si diceva. Il collegio uninominale della Camera comprende la provincia di Piacenza più i comuni di Busseto, Fidenza, Fontanellato, Pellegrino Parmense, Polesine Zibello, Roccabianca, Salsomaggiore Terme e Soragna. Nella mappa pubblicata qualche giorno fa (di cui "Libertà" ha dato notizia nell'edizione del primo agosto), l'Istituto Cattaneo lo ritiene un collegio "sicuro" per la coalizione formata da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Ed in effetti è così storicamente. Nelle elezioni del 2018 il centrodestra ottenne il 47,4% e passò Tommaso Foti di FdI. Arrivare a Ghetti non è stato facile. Nei giorni scorsi il Pd aveva sondato tra i suoi amministratori ma aveva incassato diverse indisponibilità dovute a ragioni anche personali e professionali: quella del sindaco di Castelvetro Luca Quintavalla, della sindaca di Sarmato Claudia Ferrari, del giovane dem Francesco Lo Parco. A un certo punto era spuntata l'ipotesi Monica Patelli, sindaca di Borgonovo, ma essendo tra le papabili alla candidatura per la presidenza della Provincia, la pista si era subito raffreddata. Alla fine, insomma, la convinta disponibilità di Ghetti è andata a togliere un bel po' di castagne dal fuoco ai democratici. Se tuttavia sulla carta le possibilità di Ghetti di spuntarla paiono scarse, il Pd piacentino potrà comunque consolarsi con l'elezione pressoché certa di Paola De Micheli. Come già riferito, l'ex ministra e attuale consigliera comunale dovrebbe essere collocata come capolista nel listino del proporzionale della Camera, posizione che le dovrebbe garantire l'ingresso a Montecitorio per quella che sarebbe la sua quarta legislatura consecutiva in Parlamento. In ogni caso De Micheli e Ghetti dovrebbero essere le uniche due piacentine del Pd che prenderanno parte alla contesa elettorale del 25 settembre. Nel collegio uninominale del Senato, che si estende fino al territorio di Modena e viene considerato più contendibile rispetto a quello della Camera, il Pd nazionale potrebbe decidere di catapultare un proprio big per rendere la vita più difficile al centrodestra. L'ultima parola sulle candidature spetta comunque alla direzione nazionale convocata per oggi. Ieri invece Letta, sempre in direzione, ha presentato il programma elettorale del partito, di cui è stata diffusa una bozza di 34 pagine. Tre i pilastri: sviluppo, lavoro e diritti

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