Interrogazione di Foti al ministro dell'Interno. Il timore di legami con i fondamentalisti
Una locandina scritta in un
alfabeto ignoto alla lingua italiana
e un evento intitolato «7
Anniversario della rivolta siriana
tra sacrifici e speranze». Il
deputato di Fratelli d'Italia
Tommaso Foti vuole vederci
chiaro sulla doppia iniziativa
che si è tenuta il 23 e 25 marzo
scorso al centro islamico di
Strada Caorsana 43/A e in diverse
moschee italiane. E chiede
di monitorare attentamente
chi fa proselitismo per il fondamentalismo
islamico anche
nella nostra città. Ha così presentato
un'interrogazione al
ministro dell'Interno Marco
Minniti (è ancora lui a guidare
il Viminale in attesa della formazione
di un governo) per
chiedere «se queste iniziative
siano state opportunamente
monitorate dalle competenti
autorità di pubblica sicurezza e
se si sia registrata la partecipazione
ad esse di persone note
per simpatizzare con il fondamentalismo
islamico». E «se gli
interventi svolti nel corso delle
iniziative su indicate, in ragione
del contenuto degli stessi,
abbiano o meno necessitato di
essere segnalati all'autorità giudiziaria
competente».
Questo atto ispettivo giunge
proprio nel pieno della crisi siriana
e dopo i bombardamenti
degli Stati Uniti, della Gran Brategna
e della Francia per scongiurare
l'uso delle armi chimiche
da parte del regime di Assad
contro i ribelli. Foti fa presente
che «il pericolo di imminenti
attentati da parte di fondamentalisti
islamici in Italia
appare, secondo fonti della "intelligence"
italiana, oltremodo
fondato, tant'è che sono state
notevolmente rafforzate le misure
di sicurezza» e che, dunque,
occorre «non sottovalutare
l'attività di proselitismo a sostegno
del fondamentalismo
islamico che sempre più frequentemente,
attraverso iniziative
definite culturali, viene sviluppata
nel nostro Paese».
Le iniziative finite sotto i riflettori
sono avvenute il 23 ed il 25
marzo scorsi e si sono tenute in area lombarda e nel comune di
Piacenza. L'oggetto è: «7 Anniversario
della rivolta siriana tra
sacrifici e speranze », con relatori,
a seconda dei luoghi prescelti,
i professori Abdelfattah
Moro e Khoder Abdelmoti.
Sulle locandine che pubblicizzavano
queste iniziative - spiega
Foti - compare anche il nome
del signor Gazwan Mastri,
indicato quale «esperto di questioni
turco siriane». Le assemblee,
precisa Foti, si sono svolte
contemporaneamente in
queste sedi: moschea di Milano
in via Cascina Gobba in via
Padova 366, moschea di Brescia
di via Corsica 361, istituto culturale
islamico a Milano in viale
Jenner 50, centro islamico di
Piacenza in via Caorsana 43/A,
moschea di Saronno in via
Grieg 44, centro islamico di Segrate
in via Cassanese 3, moschea
di Cinisello Balsamo in
via Frisia 11, moschea di San
Giuliano Milanese in via Marzabotto
10.
Nel chiedere conto alle autorità
di eventuali accertamenti in
corso, Foti evidenzia un particolare:
«Nonostante le ingenti
risorse economiche destinate
all'integrazione e all'alfabetizzazione
degli stranieri, la locandina
che pubblicizzava l'evento
presso il centro islamico di
via Caorsana 43/A risultava redatta
con caratteri dell'alfabeto
ignoti alla lingua italiana».
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