L'ANIMA PIACENTINA DELLA NUMERO UNO: «BISOGNA RISCOPRIRE LA CAPACITÀ DI UNIRE LE FORZE IN UN UNICO PROGETTO»
Lunedì scorso l'assemblea
aperta a tutti voluta ed organizzata
dai Lupi biancorossi. Lunedì
prossimo un incontro a Palazzo
Mercanti , sede del Comune di
Piacenza "sponsorizzata" da Tommaso
Foti , che vedrà sedersi intorno
ad un tavolo amministratori
comunali, provinciali, regionali,
onorevoli, ex-onorevoli e imprenditori.
Lo scopo è uno solo:
riuscire a salvare la Wixo Lpr Piacenza,
fare di tutto perché la principale
squadra pallavolistica del
territorio possa essere al via anche
del prossimo campionato di Superlega.
I tempi si fanno sempre più stretti:
il 10 giugno è il termine ultimo
per la cessione dei diritti, un mese
dopo per l'iscrizione al campionato.
Che nella prossima stagione
"ritroverà" le retrocessioni:
due o tre, dipende da quante
squadre si iscriveranno.
L'obiettivo della riforma varata a
inizio settimana dalla Lega Pallavolo
presieduta dalla piacentina
Paola De Micheli, parlamentare e
commissario straordinario per la
ricostruzione del dopo-terremoto,
è arrivare a 12 squadre nel campionato
2019-20 e disegnare una
"nuova" A2 dalla stessa stagione.
Una Paola De Micheli che avrebbe
voluto partecipare all'assemblea
di lunedì scorso, dalla quale
l'hanno invece tenuta lontana impegni di governo. Per la Lega Pallavolo
c'era l'amministratore Massimo
Righi.
«Purtroppo anche alla riunione di
lunedì in Comune - ha sottolineato
la De Micheli - non potrò esserci,
perché impegni istituzionali mi
tengono lontano da Piacenza. Ma
gli attori di tutta la vicenda sanno
benissimo che sia come presidente di Lega Pallavolo che come piacentina,
sono sempre a disposizione.
E quanto la Lega Pallavolo
tenga a Piacenza l'ha dimostrato
con la presenza di massimo Righi
all'assemblea dei Lupi biancorossi
».
La Wixo Lpr è davvero al capolinea?
«Mi auguro proprio di no, i tempi
certamente si accorciano ma c'è
ancora spazio per trovare una soluzione.
Una cosa però è certa: ci
sono ancora temi all'interno della
società biancorossa che meritano
chiarezza. Noi come Lega
Pallavolo siamo sempre disponibili
nell'ambito, logicamente, di
regole che la società conosce bene.
Ed io come piacentina, al di là
di essere presidente della Lega
Pallavolo, lo sono ancora di più.
Ma certe cose non dipendono né
da me, né tanto meno dal Comune
di Piacenza».
Cosa si può fare per vedere Piacenza
ancora in Superlega?
«Ci vuole un progetto che unisca e soprattutto la capacità di tenere
unite tante anime, tanti soggetti,
come è stato fatto fino a qualche
anno fa. Io credo che solo l'unione
di più persone possa permettere
di andare avanti. Bisogna capire
se ci sono queste condizioni
all'interno della società; al di fuori,
credete, tutti stano facendo il
possibile, stanno dando il massimo.
Certo che è anche giusto interrogarsi
sulla questione sport a
Piacenza, un tema importantissimo.
Per città come la nostra, lo
sport è un traino e una cosa troppo
importante, lo vedo anche girando
l'Italia come commissario
per la ricostruzione dopo il terremoto».
L'obiettivo di salvare la società
sembra però lontano...
«Dall'assemblea di lunedì scorso,
mi è stato detto che da parte della
società, non è emersa nessuna disponibilità di riprendere un discorso
dalla A2 che, grazie alle riforme,
avrà sempre più importanza.
E' una porta che noi come Lega
Pallavolo lasciamo sempre
aperta. Una cosa è certa per restare
in Superlega: l'anima di tutto è
il diritto sportivo che in questo
momento è nelle mani della società,
non può certo essere calata
dall'alto un'altra licenza, soprattutto
anche alla luce delle riforme
appena varate».
Ma perché è così difficile trovare
sponsorizzazioni soprattutto a
Piacenza?
«Siamo reduci da una crisi importante
e le aziende non sono disposte
a mettere grandi cifre. La forza
di Piacenza per tanti anni è stata
la capacità di tenere uniti intorno
ad un progetto tanti soggetti
non solo piacentini. E così credo
si debba continuare a fare».
Libertà
