Lettere aperte al quotidiani Libertà
Caro direttore, ho trovato giusta la sua replica alla lettera del deputato Tommaso Foti. Un grande politico non deve offrire l'opportunità di essere criticato per ciò che dice. Al limite per ciò che fa; ma quando si cade nel disinteresse, allora si alzano i toni. Una vita passata in politica, per poi scadere di stile quando la maturazione come uomo e come politico dovrebbe essere culminata. Triste da rilevare. L'onorevole Foti cita Gramsci, e sembra per lui un faro illuminante, ne trae aiuto per uscire dall'angolo. Ma allora dovrebbe anche dire che Gramsci non è morto di gioia nelle carceri fasciste. Grazie a politici lungimiranti e capaci si è sentita la necessità di un Vannacci, un uomo tutto di un pezzo, che ora entrerà in politica, per cambiare le cose; segno inequivocabile che, così come sono, le cose non vanno. Manca ancora l'uomo solo al comando e forse lo abbiamo trovato. Quando arriva uno sconosciuto in politica, e fa promesse, sempre è accolto come il liberatore, perché la nostra politica è quella che vediamo in televisione, e il Paese Italia che sembra fermo e senza idee, e sull'orlo della crisi sociale, dovuto all'impoverimento di molte famiglie, è il frutto del loro lavoro.
Ermanno Migliorini
Badagnano - Carpaneto
La sinistra conosce la storia
Egregio direttore, voglio esprimerle il mio apprezzamento per la risposta alla lettera di Tommasi Foti su "Libertà" del 2 gennaio). L'onorevole Foti si è arrovellato in una missiva, a mio parere confusa, nel tentativo di giustificare un suo intervento alla Camera. Che Foti sia da sempre un attivista di una destra alquanto "spinta" i piacentini lo sanno bene. Ora però dovrebbe evitare certi palchi per esternazioni che troppo ci richiamano al periodo più nero della nostra Italia, ed evitare certe frasi come "la sinistra deve studiare la storia", storia che tanti intellettuali italiani conoscono molto meglio di lui.
Sergio Morandi
Piacenza
Libertà
