Rassegna Stampa

Studenti al telefono per assistenza Covid, i medici si ribellano

Data: 10/08/2020

Polemica sul bando Ausl per reclutare giovani non laureati. Interventi di Foti e Tagliaferri

«Auguriamoci di non trovarci nella situazione di marzo, ma se lei avesse oggi la febbre chiamerebbe uno studente al secondo anno di una professione sanitaria?! Non credo, vorrebbe chiamare il suo medico e se fosse domenica c'è la guardia medica che potrebbe eventualmente mandare le Usca per fare un tampone...». Risponde così Augusto Pagani, presidente dell'Ordine dei Medici di Piacenza, alla nostra domanda su cosa ne pensa del bando Ausl che, nel giro di poche ore, ha visto alzarsi il tiro della polemica. Con ordine, sul sito dell'Azienza Usl di Piacenza è apparso un bando per potenziare il "triage telefonico" reclutando studenti al secondo anno e laureati in professioni sanitarie (dalla medicina e chirurgia alla laurea infermieristica, dall'ostetricia alla medicina riabilitativa, dalla biologia alla chimica alla farmaceutica). Attività che si potrà svolgere a domicilio, ci si può candidare entro il 31 agosto, è previsto un incarico di lavoro autonomo. Sono inclusi anche i professionisti in pensione. Il bando parla di "sorveglianza sanitaria" per ridurre la diffusione del virus. "Il triage telefonico - recita l'avviso Ausl - sarà rivolto ai pazienti con sintomi influenzali, così da evitare il più possibile gli spostamenti negli studi sul territorio o nei servizi sanitari (Pronto soccorso e Continuità assistenziale)", tutto per ridurre le occasioni di contatto. Si cercano pure, con altro bando, dei volontari a titolo gratuito da assegnare ai punti di controllo (ceck point) all'arrivo in ospedale o nei luoghi di supporto alle prestazioni sanitarie. 

Timori per settembre 
Insomma, sono iniziative che sembrano voler tamponare preventivamente eventuali recrudescenze Covid, nell'ottica di partire con una "armatura sanitaria". Forse perché si teme di non avere sufficienti risposte dal territorio. Peraltro l'Ausl fa sapere di tener pronta anche la tenda del triage in presenza sanitaria davanti all'ospedale, quella che ha lavorato intensamente la scorsa primavera. Tornando al triage telefonico, le parole "sorveglianza sanitaria" scritte a caratteri cubitali sul bando hanno fatto inalberare il consiglio dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e tanti medici di famiglia che (oltre a sentirsi scavalcati), contestano l'adeguatezza sanitaria del provvedimento, da qui una lunga nota critica prontamente diffusa. «La sorveglianza sanitaria è un'altra cosa - obietta Pagani - qui si dà un numero di telefono a cui si possono rivolgere cittadini con sintomi compatibili con la sindrome virale, sono pazienti malati che non vengono indirizzati al medico di medicina generale, al pronto soccorso o alla guardia medica, ma a studenti di qualunque professione sanitaria. Il paziente che ha sintomi deve sapere cosa deve fare, se dovrà assumere un farmaco, effettuare un esame, essere messo in isolamento, ci vuole la competenza di un medico». L'Ordine ufficialmente ha espresso le sue forti perplessità su una decisione ritenuta «inopportuna, inadeguata, pericolosa per gli stessi operatori» ma è pronto a discutere con l'Ausl per cercare soluzioni diverse nell'ambito della sorveglianza sul Covid. E a dar man forte all'Ordine dei Medici arrivano le prese di posizione dell'onorevole Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) e del consigliere regionale dello stesso partito Giancarlo Tagliaferri. Foti chiede chiarimenti e già ravvisa elementi di rilevanza penale nel bando «ennesima dimostrazione di dilettantismo congenito che caratterizza i vertici della sanità piacentina» a suo dire. Un'azione «irrituale quando non contro legge» incalza, dove si afferma la tendenza «ad equiparare la laurea all'iscrizione ad un corso per conseguirla». Un esempio di «livellamento delle funzioni», dove si affidano competenze di tipo diagnostico a chi deve ancora maturarle. Il parlamentare piacentino si rivolge al ministro della salute, Roberto Speranza perché scongiuri quanto il bando dell'Asl di Piacenza prefigura. Dal canto suo, Tagliaferri giudica a sua volta che «affidare a studenti-lavoratori i triage telefonico anti Coronavirus è inopportuno e pericoloso» e invita la Regione a chiedere all'Ausl di ritirare il bando «che porterà personale inesperto a svolgere attività di selezione telefonica per aiutare chi teme di aver contratto il Covid». Il consigliere ha presentato un'interrogazione dove chiede di far chiarezza su quanto denunciato dal presidente dell'Ordine dei Medici di Piacenza e anche lui affonda il "bisturi": «per questo tipo di attività serve personale altamente specializzato sia sul versante infettivologico, sia su quello psicologico: gestire chi teme di aver contratto il Covid non è come vendere abbonamenti telefonici».

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