Polemica sul bando Ausl per reclutare giovani non laureati. Interventi di Foti e Tagliaferri
«Auguriamoci di non trovarci
nella situazione di marzo, ma se lei
avesse oggi la febbre chiamerebbe uno studente al secondo anno
di una professione sanitaria?! Non
credo, vorrebbe chiamare il suo
medico e se fosse domenica c'è la
guardia medica che potrebbe
eventualmente mandare le Usca
per fare un tampone...».
Risponde così Augusto Pagani,
presidente dell'Ordine dei Medici
di Piacenza, alla nostra domanda
su cosa ne pensa del bando Ausl
che, nel giro di poche ore, ha visto
alzarsi il tiro della polemica.
Con ordine, sul sito dell'Azienza
Usl di Piacenza è apparso un bando per potenziare il "triage telefonico" reclutando studenti al secondo anno e laureati in professioni
sanitarie (dalla medicina e chirurgia alla laurea infermieristica,
dall'ostetricia alla medicina riabilitativa, dalla biologia alla chimica
alla farmaceutica). Attività che si
potrà svolgere a domicilio, ci si può
candidare entro il 31 agosto, è previsto un incarico di lavoro autonomo. Sono inclusi anche i professionisti in pensione.
Il bando parla di "sorveglianza sanitaria" per ridurre la diffusione del
virus. "Il triage telefonico - recita
l'avviso Ausl - sarà rivolto ai pazienti con sintomi influenzali, così da
evitare il più possibile gli spostamenti negli studi sul territorio o nei
servizi sanitari (Pronto soccorso e
Continuità assistenziale)", tutto per
ridurre le occasioni di contatto. Si
cercano pure, con altro bando, dei
volontari a titolo gratuito da assegnare ai punti di controllo (ceck
point) all'arrivo in ospedale o nei
luoghi di supporto alle prestazioni sanitarie.
Timori per settembre
Insomma, sono iniziative che sembrano voler tamponare preventivamente eventuali recrudescenze
Covid, nell'ottica di partire con una
"armatura sanitaria". Forse perché
si teme di non avere sufficienti risposte dal territorio. Peraltro l'Ausl
fa sapere di tener pronta anche la
tenda del triage in presenza sanitaria davanti all'ospedale, quella
che ha lavorato intensamente la
scorsa primavera.
Tornando al triage telefonico, le
parole "sorveglianza sanitaria"
scritte a caratteri cubitali sul bando hanno fatto inalberare il consiglio dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e tanti medici di famiglia che (oltre a sentirsi scavalcati), contestano l'adeguatezza sanitaria del provvedimento, da qui una lunga nota critica
prontamente diffusa. «La sorveglianza sanitaria è un'altra cosa -
obietta Pagani - qui si dà un numero di telefono a cui si possono rivolgere cittadini con sintomi compatibili con la sindrome virale, sono pazienti malati che non vengono indirizzati al medico di medicina generale, al pronto soccorso
o alla guardia medica, ma a studenti di qualunque professione sanitaria. Il paziente che ha sintomi
deve sapere cosa deve fare, se dovrà assumere un farmaco, effettuare un esame, essere messo in isolamento, ci vuole la competenza
di un medico».
L'Ordine ufficialmente ha espresso le sue forti perplessità su una decisione ritenuta «inopportuna, inadeguata, pericolosa per gli stessi
operatori» ma è pronto a discutere con l'Ausl per cercare soluzioni
diverse nell'ambito della sorveglianza sul Covid.
E a dar man forte all'Ordine dei
Medici arrivano le prese di posizione dell'onorevole Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) e del consigliere regionale dello stesso partito
Giancarlo Tagliaferri.
Foti chiede chiarimenti e già ravvisa elementi di rilevanza penale
nel bando «ennesima dimostrazione di dilettantismo congenito
che caratterizza i vertici della sanità piacentina» a suo dire. Un'azione «irrituale quando non contro
legge» incalza, dove si afferma la
tendenza «ad equiparare la laurea
all'iscrizione ad un corso per conseguirla». Un esempio di «livellamento delle funzioni», dove si affidano competenze di tipo diagnostico a chi deve ancora maturarle.
Il parlamentare piacentino si rivolge al ministro della salute, Roberto Speranza perché scongiuri
quanto il bando dell'Asl di Piacenza prefigura.
Dal canto suo, Tagliaferri giudica
a sua volta che «affidare a studenti-lavoratori i triage telefonico anti Coronavirus è inopportuno e pericoloso» e invita la Regione a chiedere all'Ausl di ritirare il bando
«che porterà personale inesperto
a svolgere attività di selezione telefonica per aiutare chi teme di
aver contratto il Covid». Il consigliere ha presentato un'interrogazione dove chiede di far chiarezza
su quanto denunciato dal presidente dell'Ordine dei Medici di
Piacenza e anche lui affonda il "bisturi": «per questo tipo di attività
serve personale altamente specializzato sia sul versante infettivologico, sia su quello psicologico: gestire chi teme di aver contratto il
Covid non è come vendere abbonamenti telefonici».
Libertà
