Rassegna Stampa

Una sorpresa anche per l'Anpi

Data: 18/07/2025

Lettera aperta al quotidiano Libertà del sig. Romano Repetti, presidente provinciale Anpi.

TRASFERIMENTO PREFETTO/1

Egr. direttore, anch'io, come i lettori che hanno scritto a Libertà, la sindaca Katia Tarasconi e Lei stesso, sono rimasto sorpreso del trasferimento via da Piacenza del prefetto Paolo Ponta, per decisione del Consiglio dei Ministri, dopo solo 20 mesi di esercizio della sua funzione nella nostra città. Lo abbiamo conosciuto come alto e autorevole funzionario dello Stato partecipe della vita della nostra comunità e quindi impegnato a collaborare al meglio con le istituzioni pubbliche locali. In questa città, Medaglia d'Ora al V. M. per il concorso dei suoi cittadini alla Liberazione dalla occupazione nazista e dal regime fascista, non aveva quindi fatto mancare il suo sostegno all'organizzazione, in capo al Comune, della manifestazione provinciale celebrativo dell' 80° di quell'evento, che è alla base della nostra Repubblica democratica. E non aveva mancato di portare il proprio saluto ai 4.000 cittadini presenti il 25 aprile nella Piazza dei Cavalli, sottolineando "il dovere di commemorare e fare memoria di chi ha rischiato e dato la propria vita perché noi vivessimo in democrazia". Mi ha colpito quindi leggere oggi su Libertà il comunicato critico degli esponenti piacentini dei partiti di centrodestra nei confronti della sindaca Tarasconi per aver espresso al ministro degli Interni Piantedosi la propria "perplessità per il trasferimento del prefetto arrivato meno di due anni fa". A dire quindi che per le forze politiche di centro destra il trasferimento a Lecco, città di 47.000 abitanti, del prefetto Paolo Ponta non era una sorpresa, come non lo era naturalmente per il ministro piacentino Tommaso Foti che, evidentemente, nel Consiglio dei Ministri aveva anche lui alzato la mano per il trasferimento, se non ispirato personalmente il provvedimento. Lui, ministro Tommaso Foti che, il 25 aprile scorso non era salito sul palco di Piazza Cavalli, a riconoscere e celebrare, a differenza del prefetto, i fondamenti delle Repubblica e della Costituzione che dovrebbero ispirare l'operato del governo. Quelli che stiamo vivendo sono tempi cosi, i cittadini lo abbiano presente.

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