Gianluca Sassi (M5s) ha replicato: "Ci interessa solo dare un apporto costruttivo a qualcosa che abbiamo rilevato". Il problema primario della partecipazione- ha ribadito- e' quello di definire il peso che l'amministrazione pubblica che ascolta i cittadini intende riversare nelle scelte che poi adotta". Critico Tommaso Foti (Fdi-An): "Personalmente non credo alla partecipazione organizzata, ma credo a quella indotta dalla buona politica. Evitiamo di istituzionalizzare i percorsi, se un cittadino vuole partecipare li provoca, li suscita e la politica risponde. Al di fuori di quest'aula nessuno riconoscera' che una pletora di dibattiti favorisce la democrazia". Raffaella Sensoli (M5s) con riferimento alla proposta di emendamento ha chiesto che i processi partecipativi possano essere estesi ai temi delle microaree per rom e sinti. "Il Comune di Rimini- ha segnalato in proposito- ha avuto il difetto di non aver creato un percorso partecipato, soprattutto con quei cittadini che saranno direttamente interessati da quelle scelte. Riteniamo che perche' non si ripeta la Regione debba intervenire per creare percorsi partecipativi". La legge ci consegna "un patrimonio di esperienza su cui gli stessi territori ci dicono che e' giusto continuare", ha concluso l'assessora al bilancio, Emma Petitti ricordando che il processo di revisione della norma terra' conto degli aspetti quantitativi (numero e distribuzione dei progetti sul territorio) e qualitativi (verifica della qualita' dei progetti) emersi dall'analisi fatta con la clausola valutativa. "L'obiettivo e' realizzare una cultura reale della partecipazione all'altezza della sfida che stiamo mettendo in campo, anche prendendo esempio dai progetti di partecipazione che si stanno attuando in Europa".
(Red/ Dire)
