Agenzia unica di trasporto, Donini: accorpare Piacenza con Parma
La Giunta regionale ha fatto dietrofront e l'assessore indica strade alternative.
"Aggregazione" parola d'ordine per le imprese
PIACENZA • La proposta di un'Agenzia unica di trasporto per tutta la regione è stata ritirata dalla Giunta di viale Aldo Moro a Bologna. «Era troppo contestata, soprattutto dai comuni delle province. E noi siamo per lavorare con i territori, non contro i territori», ha motivato l'assessore regionale al trasporto Raffaele Donini, intervenuto ieri mattina in Provincia, alla presenza di sindaci, rappresentanti sindacali del settore e altri portatori di interesse, per presentare il Piano regionale del trasporto, già riportato da Libertà. Una strada, però, va trovata: «E dobbiamo farlo entro tre mesi, perché così come sono strutturate oggi le singole Agenzie provinciali non sono considerate legittime», ha proseguito l'assessore. Lanciando, dunque, una proposta: «La strada alternativa all'Agenzia unica è quella dell'accorpamento. Ad esempio, di Parma con Piacenza. Ci sono territori che dicono non sia necessario, quindi ci siamo rivolti alla Corte dei conti, per capire se realmente le Agenzie provinciali non abbiano più legittimità di esistere, stando alla legge regionale». L'aggregazione, secondo Donini, sollecitato dal consigliere regionale Tommaso Foti di Fd'I-An, dovrebbe riguardare anche tutte le imprese di trasporto pubblico oggi sul mercato, quindi Tper, Tep, Start, Seta: «C'è un progetto di aggregazione in un'unica holding regionale delle aziende di trasporto a maggioranza pubblica. Ad ogni gara, infatti, si presenteranno sempre più colossi importanti di aziende di trasporto pubblico. Non voglio sentir parlare, sia chiaro, di privatizzazione. Il socio istituzionale, con ruolo preminente, dovrà essere la Regione, la quale riuscirà a garantire ancora i 40 milioni di euro necessari per garantire il sistema di trasporto, da sommare ai 360 milioni dello Stato. I Comuni, in questa partita, possono fare tantissimo, ad esempio per velocizzare il sistema. Ogni chilometro orario di velocità media corrisponde a cinque milioni di euro di risparmio per il bilancio regionale». Donini ha quindi lanciato un nuovo patto per il trasporto pubblico locale, «che responsabilizzi e valorizzi il molo di tutti gli attori, Regione, enti locali, agenzie, sindacati, imprese». Un patto, ha chiarito Donini, fatto «non per tagliare ma per qualificare e potenziare il trasporto». Numerosi gli interventi dei sindaci presenti: «Chiediamo che l'assessore Donini si attivi per poter avere una organizzazione più razionale e vicina alle esigenze del territorio della montagna, dovevi sono decine di frazioni per ogni comune», ha chiesto il sindaco di Coli, Luigi Bertuzzi. Per il sindaco di Rottofreno, Raffaele Veneziani, «in questo crescente neo-centralismo regionale, non ci si può più fidare della parola accorpamento dopo le esperienze fallimentari e complicate del parco del Trebbia, o di Atersir». Dal sindaco di Cortemaggiore, Gabriele Girometta, l'appello a dare vita a una interconnessione tra gomma e rotaie sia sulla via Emilia (ne riferiamo negli articoli sul ponte del Trebbia) che sulla Piacenza-Cremona.
FABRIZIO BADAGNANI (FAISA CISAL) L'autista: così mi sono preso due sberle «Mi sono preso due sberle anche pochi giorni fa. E non possiamo dire o fare nulla». Lo sfogo è di Fabrizio Badagnani, del sindacato Faisa Cisal, intervenuto ieri in Provincia all'incontro con l'assessore regionale Raffaele Donini. «I problemi di sicurezza sono ancora oggi trascurati. Lo dicono i controllori, lo dicono gli autisti. Ci vorrebbero cartelli multilingua che ricordano come comportarsi sui bus. Ci vorrebbe personale di polizia a bordo». Floriano Zorzella della Filt Cgil ha inoltre commentato: «Piena condivisione con il Piano presentato dall'assessore Donini, già concordato con le segreterie sindacali, sia confederali che di categoria. Per il resto, stiamo attenti al provincialismo, che ha portato Parma ad aver perso l'appalto pubblico. Ci vuole una clausola sociale regionale, più tutelante dunque per i lavoratori, anche quelli degli appalti».
Libertà
