Si è arreso anche l'esercito. L'idea di realizzare un ponte di barche per sopperire alla forzata chiusura del ponte di Casalmaggiore sul Po sembra essere impraticabile. Il collegamento è stato dichiarato con urgenza off-limits fino a data da destinarsi. Ancora non risultano ipotesi sulla riapertura. La prefettura di Parma aveva immediatamente informato i vertici militari circa l'ipotesi ma dopo un confronto che ha coinvolto in linea gerarchica il Coi (Comando operativo vertice interforze), il Comando delle forze operative nord di Padova e il Genio pontieri, è emersa, almeno per il momento, l'impossibilità di proseguire con questa soluzione. Ponte sul Po chiuso: disagi e danni economici fra Parma e Cremona "Ci hanno spiegato - spiega a Repubblica Parma la sindaca di Colorno Michela Canova - che il materiale da loro impiegato non è utile per coprire una tratta così ampia come la nostra e che inoltre consente solo un passaggio temporaneo. Non può poi essere usato in modo continuato nel tempo. Il Coi trasmetterà agli enti interessati una nota dettagliata al riguardo. In sostanza non possono aiutarci". Canova è reduce da un vertice in prefettura insieme al presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli. La prima cittadina non ha intenzione di gettare la spugna: "Non mi rassegno a stare col ponte chiuso. Siamo nel 2017 non è possibile che non si possa pensare a un'intervento che traghetti la situazione. Questa non è più l'economia degli anni'50, rischiamo di creare un danno economico pazzesco, lasciando un territorio in sofferenza. Serve una soluzione alternativa". Intanto proseguono le verifiche dei tecnici della Provincia di Parma sull'infrastruttura: i danni alle travi aumentano e anche la ferrovia non garantisce una valida alternativa. Ponte sul Po chiuso: Sorbolo invasa dai tir Intanto si muovono anche i consiglieri regionali del Pd Barbara Lori e Massimo Iotti che hanno chiesto alla Regione interventi rapidi a favore di imprese e pendolari. "In merito alla situazione specifica del ponte, l'assessore regionale Raffaele Donini ha spiegato che dopo alcuni rilievi, sono in corso le indagini sullo stato corrosivo del manufatto e che quando saranno disponibili i risultati delle analisi e individuate le cause del degrado, si potranno definire le modalità di intervento per rispristinare la struttura" riportano Iotti e Lori. Nel frattempo, si ritiene opportuno "avviare un'interlocuzione tra le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia per intensificare i servizi di trasporto pubblico e, coinvolgendo anche il Governo, verificare lo stato degli attraversamenti sul Po che consentono il collegamento tra le due regioni". Oggi chiunque debba andare da Parma a Casalmaggiore o viceversa, ricordano i consiglieri, impiega almeno mezzora in più e può percorrere il ponte che collega Boretto a Viadana oppure passare dal ponte Verdi a Ragazzola di Roccabianca, rischiando ritardi ancora maggiori a causa del senso unico alternato per lavori. "La situazione per chi viaggia quotidianamente su queste strade è davvero insostenibile. Con la nostra interrogazione abbiamo voluto porre formalmente all'attenzione della Giunta tutte le problematiche connesse a questa situazione". L'assessore comunica poi lo stanziamento di un milione di euro in programma per il ponte Verdi, la riapertura al traffico con senso unico alternato per il ponte sul Taro, lavori in corso per l'attraversamento Viadana-Boretto, e, infine, specifica che i lavori sul ponte Po tra Pieve Morone e Castelsangiovanni sono di competenza della Provincia di Pavia. "Un bollettino di guerra dal punto di vista strutturale" commenta il consigliere Fdi-An Tommaso Foti.
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