LE REAZIONI
DURI ATTACCHI ALLA REGIONE.
ITALIA NOSTRA: «VUOTO ISTITUZIONALE»
«Disastro annunciato: Bonaccini si dimetta»
C'è chi parla di un «disastro annunciato», chi di «secessione dei collegamenti in atto tra Lombardia ed Emilia» e chi di fallimento della riforma delle province. Tante, anche ieri, le reazioni al provvedimento di chiusura del ponte sul Po tra Casalmaggiore e Colorno. «È un disastro ampiamente previsto -tuona il comitato Amici del Grande fiume -. Siamo di fronte all'ennesimo segno dell'assenza delle istituzioni, capaci solo di operare a posteriori, vantando un intervento tempestivo per la sicurezza delle persone. Ancora una volta, se non fosse stato per le segnalazioni di qualche privato, gli organi competenti, che forse si stanno riposando dalle ferie di agosto, avrebbero continuato a dormire sonni tranquilli. La situazione è scandalosa a vergognosa. Tutti i ponti sul Grande fiume, da Castel San Giovanni a Viadana hanno problemi strutturali, naturale conseguenza di anni di incuria e di superficialità amministrativa». «Vergognoso poi - prosegue la nota - il comportamento della Regione Emilia Romagna e del suo governatore Stefano Bonaccini, che da mesi annunciano di aver reperito un milione di euro per la messa in sicurezza del ponte Giuseppe Verdi di San Daniele Po/Roccabianca. Un milione di euro che sarebbe dovuto arrivare entro inizio settembre e che, invece, ad oggi non è nelle disponibilità della Provincia di Parma. Addirittura per il ponte di Ca_salmaggiore vediamo le istituzioni brancolare nel buio, al punto da non avere idee sui tempi della riapertura. Di Bonaccini pertanto chiediamo le dimissioni immediate. A fronte inoltre delle gravi crisi strutturali in cui versano i ponti sul Po nelle province di Parma, Nacenza e Cremona chiediamo ufficialmente alle procure della Repubblica, competenti per territorio, di intervenire verificando responsabilità da parte di coloro che avrebbero dovuto garantire la sicurezza dei viadotti. Infine chiediamo ai consiglieri regionali e ai parlamentari di sollecitare il Governo affinché preveda uno stanziamento straordinario per la messa in sicurezza di ponti che sono assi fondamentali per l'economia italiana». In un'interrogazione in Regione il consigliere Tommaso Foti (Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale) ha parlato di «secessione in atto della Lombardia dall'Emilia relativamente ai collegamenti infrastrutturali» e ha chiesto alla giunta regionale di «battere un colpo, anziché assistere passivamente a quanto accade», mentre il coordinamento locale di Colorno di Fdi-An ha auspicato che «non si debbano attendere anni prima della riapertura di un'infrastruttura vitale per il nostro territorio». Preoccupata anche Italia Nostra Colorno e Bassa Est: «Il vuoto lasciato dalla mancata applicazione della riforma Delrio ha prodotto un mostro istituzionale, ovvero un ente ancora attivo, la provincia, ma senza bilanci sufficienti per gestire attività fondamentali come viabilità e scuola. Tutto questo non è degno di un Paese che vuole definirsi civile ed evoluto come il nostro».
Gazzetta di Parma
