Dopo le accuse il Consorzio va al contrattacco
INTERPELLANZA BIS DOPO QUELLA DEL 2015
Il presidente Brolli: «Il consigliere Alleva ha fatto contestazioni su cui c'era già stato un chiarimento in Regione»
«Discutibile confusione tra incarico politico e ruolo di avvocato di un dipendente»
CESENA «Accuse ed illazioni pretestuose ed infondate». Il presidente del Consorzio di Bonifica, Roberto Brolli, liquida così il contenuto di un'interpellanza presentata all'Assemblea Legislativa della Regione da Piergiovanni Alleva, consigliere del gruppo L'Altra Romagna, al quale rimprovera di avere ripetuto gli stessi rilievi che erano stati fatti nell'ottobre 2015 da un altro consigliere regionale, Tommaso Foti, di Fratelli d'Italia. Il Consorzio, senza entrare nel merito delle obiezioni fatte, si limita a dire di avere «già ampiamente risposto, confermando la correttezza del proprio operato e della gestione economica» e «anche la giunta regionale, all'epoca, ha già ampiamente riferito all'Assemblea sull'argomento, confermando la regolarità di tutte le attività istituzionali del Consorzio». Poi il contrattacco si fa pungente: «L'interpellante questa volta è il legale difensore di un dirigente consorziale nell'ambito di procedimenti disciplinari interni all'ente. Non può che ingenerarsi il sospetto che vicende personali vogliano insinuarsi in maniera strumentale». In particolare, il riferimento fatto nell'interpellanza a «procedimenti disciplinari non ancora né risolti né chiariti» viene indicato come un indizio della fondatezza delle contestazioni al centro della dura replica qui pubblicata: «È imbarazzante e quanto meno discutibile questa confusione e sovrapposizione fra la funzione istituzionale e politica di consigliere regionale e quella, indubbiamente di altissimo valore e di alta civiltà, ma pur sempre di difensore di un interesse privato e personale, dell'avvocato. Ci permettiamo di rilevare al riguardo che la difesa in sé è un valore costituzionale, e non l'interesse del difeso». Il finale è in crescendo: «Ci chiediamo come e dove ci dobbiamo difendere su questioni inerenti alle attività del Consorzio, svolte peraltro nella più ampia trasparenza: in consiglio regionale, nelle aule dove si amministra giustizia, o addirittura, in tempi di facile populismo, nelle piazze?».
Corriere Romagna Forli'-Cesena
