Rassegna Stampa

ELEZIONI. CENTRODESTRA-PIZZAROTTI PER STRAPPARE EMILIA-R. A PD

Data: 09/03/2018

Ora che "ci sono tutte le condizioni per mandare a casa la sinistra anche qui" il centrodestra deve giocare bene le proprie carte: obiettivo le regionali del prossimo anno, quando Stefano Bonaccini (salvo cambiamenti di scenario comunque non esclusi) si giochera' il bis in una regione diventata piu' che mai "contentibile". E Fratelli d'Italia, una delle sorprese del voto del 4 marzo con tre parlamentari eletti, una ricetta ce l'ha. Patto con la lista dei sindaci di Federico Pizzarotti e candidato presidente scelto "non al ribasso", con un passo indietro dei partiti. Ne e' convinto Tommaso Foti, numero uno regionale del partito di Giorgia Meloni, tornato in Parlamento insieme ad un altro ex parlamentare, Alberto Balboni, e alla new entry Ylenia Lucaselli. Per Foti "un ruolo rilevante lo giochera' la citta' di Parma", anche perche' alle regionali e' diverso, "bisogna sapere allargare". Certo, prima bisognera' far pace con lo stesso Pizzarotti, nelle ultime ore alle prese con uno scontro frontale con la Lega e in particolare un altro consigliere regionale, Fabio Rainieri. Poi, capitolo candidato: non e' indispensabile sceglierlo molto tempo prima ma "bisogna mettere da parte le bandiere di partito". Il modello e' quello che ha portato alla vittoria del centrodestra in Sicilia. "In questa regione- dice ancora Foti, presentando oggi gli eletti Fdi- era circolata la voce che Bonaccini si sarebbe dimesso prima della scadenza per votare insieme alle europee perche' non si voleva andare al voto a novembre. Adesso temo si voglia arrivare nel 2020. Quando dicevo che il centrodestra poteva vincere le regionali mi davano del matto, ma visti i risultati direi che ho avuto fiuto".

Per Balboni "il risultato dell'Emilia-Romagna e' tra i piu' clamorosi d'Italia perche' la sinistra e' crollata nelle sue roccaforti. A Ferrara in molte zone il Pd e' addirittura il terzo partito. C'e' una frattura irreversibile con gli elettori e questo apre le porte ad un governo di centrodestra anche qui. La vittoria su Zampa all'uninominale? Non l'ho mai vista a Ferrara, probabilmente perche' e' rimasta a Imola", ironizza Balboni. Peccato che i voti di vantaggio conquistati dalla dem nella cittadina romagnola siano stati molti di meno di quelli persi a Ferrara. Quello del 4 marzo e' stato "un risultato eccezionale in una terra rossa, difficile- aggiunge Lucaselli- Quello che abbiamo ottenuto a Modena, nonostante il seggio perso per pochi punti contro un ministro uscente (Beatrice Lorenzin, ndr) e' apripista per il futuro". La batosta in Emilia-Romagna non fa comunque perdere le speranze Pd per la Regione. "Nel 2019- scrivono in una nota i colleghi Pd Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi- la partita ci yedra' protagonisti con le nostre facce e i programmi chiari dei nostri candidati e sindaci, per le citta' e per la Regione con Bonaccini. E non basteranno candidati fantasmi qualsiasi, sospinti dai simboli nazionali, da parte di Lega e 5 stelle. Il campo sara' un altro. Non scontato, certo, ma un altro". Intanto, le tre elezioni di centrodestra in Assemblea legislativa modificano gli assetti dell'aula: Foti lascera' il posto a Giancarlo Tagliaferri, oggi sindaco di San Giorgio piacentino, mentre al posto di Galeazzo Bignami ed Enrico Aimi entreranno rispettivamente Michele Facci (che si aggreghera' pero' al gruppo della Lega) e Andrea Galli. L'ex M5s Gianluca Sassi, espulso, passa al misto. 

(Bill Dire)

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