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EMILIA-ROMAGNA: LEGGE URBANISTICA AL VIA DA GENNAIO, ACCOLTI DIVERSI EMENDAMENTI

Data: 20/12/2017

Sarà in vigore dal primo gennaio del 2018 la nuova legge urbanistica dell'Emilia-Romagna. La nuova disciplina regionale sulla tutela e l'uso del territorio andrà a sostituire la legge regionale 20/2000 ed è stata approvata ieri in Assemblea legislativa solo con i voti del Pd. Astenuti i consiglieri regionali di Forza Italia mentre tutto il resto dell'Aula (Lega Nord, Movimento 5 stelle, Altra Emilia-Romagna, Si, Mdp-Misto) ha votato 'no'. Assente Tommaso Foti, unico consigliere di FdI. Il voto contrario di Sinistra Italiana e Misto-Mdp ha creato un'incrinatura nella maggioranza. Lo scontro tra Pd e Si, Misto-Mdp e AltraER si è giocato sull'articolo 5, che regola il limite del consumo di suolo. Ha spiegato Igor Taruffi, capogruppo di Si in Aula: "Chiediamo che la quota di insediamenti in espansione realizzata nel periodo transitorio, ovvero a 18 mesi dall'entrata in vigore della legge, non sia superiore alla media del consumo di suolo rilevato negli ultimi dieci anni nella regione e, in caso contrario, domandiamo di applicare correttivi in ordine alla compatibilità". Taruffi pur riconoscendo che "eravamo vicini a un punto di equilibrio, ovvero l'astensione" esprime dispiacere per le distanze emerse col Pd. "Saremo qui anche fra qualche mese, quando discuteremo le conseguenze di questa legge" ha commentato Silvia Prodi (Misto-Mdp) che ha motivato il suo voto contrario dovuto a una valutazione tecnica della legge. "Una legge fatta di contraddizioni dove si pub dire addio alla pianificazione" ha commentato Giulia Gibertoni del Movimento 5 stelle.

"Il nostro voto di astensione non nasconde la spaccatura avvenuta in seno alla maggioranza" è stato invece il commento di Galeazzo Bignami di Forza Italia mentre più netta è la posizione di Pier Giovanni Alleva (AltraER) che non riconosce "alcun punto di incontro con Giunta e Pd". In Aula sono stati votati 48 emendamenti: accolti 21 del Pd, 2 firmati da Rainieri (Ln) per riconoscere gli alloggi di edilizia residenziale sociale come opere pubbliche con finalità sociale, uno di Galeazzo Bignami (Fi), quattro della Giunta. Accolto anche l'ordine del giorno di Tommaso Foti (Fdi) per istituire un'apposita unità tecnica di missione con compito di supporto agli enti locali per l'applicazione della nuova legge e quello del Pd per costituire "una base conoscitiva condivisa con gli enti locali e divulgare le buone pratiche amministrative e di governo del territorio". Respinti invece i quattro ordini del giorno di MSs: il primo per il non passaggio all'esame dell'articolato data l'assenza di modifiche rilevanti dopo la mobilitazione dei cittadini; il secondo che imponeva il divieto assoluto di realizzare una nuova Apea (area ecologicamente attrezzata) in presenza di abitazioni; il terzo contro gli oneri di urbanizzazione che i Comuni possono destinare agli enti della chiesa cattolica; il quarto che chiedeva una rielaborazione della legge regionale 20/2000. 

(Pbm/Adnkronos)

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