Rassegna Stampa

E.ROMAGNA: MAGGIORANZA ASSEMBLEA ESORTA PARLAMENTO A OK IUS SOLI

Data: 29/11/2017

La risoluzione del Partito democratico a prima firma Calvano e' stata sottoscritta anche da Giuseppe Boschini, Massimo Iotti, Stefano Caliandro, Francesca Marchetti, Gian Luigi Molinari, Barbara Lori, Roberta Mori, Paolo Zoffoli, Roberto Poli, Valentina Ravaioli, Giorgio Pruccoli, Enrico Campedelli, Luciana Serri, Lia Montalti, Luca Sabattini, Katia Tarasconi, Antonio Mumolo, Marcella Zappaterra, Nadia Rossi, Manuela Rontini. Il dibattito in Aula. Nel presentare la risoluzione Paolo Calvano (Pd) ha rimarcato come non si assista 'a improvvisi aumenti o crolli di immigrazione a seconda di chi governa. Sul tema che qui stiamo discutendo l'Italia e' rimasta indietro rispetto all'Europa dove si trovano diverse forme di Ius soli: come in Germania, Belgio, Irlanda, Francia, Spagna. Attualmente in Italia e' in vigore una normativa che genera un paradosso: un uomo adulto che arriva in Italia dopo dieci anni puo' richiedere la cittadinanza mentre un bambino che nasce nel nostro Paese deve aspettare la maggiore eta'. La norma ferma al Senato non da' diritti senza chiedere doveri e non toglie niente a nessuno. E' una questione di civilta". Dai banchi del Movimento 5 stelle e' stato invece Gianluca Sassi a motivare il voto d'astensione del proprio gruppo: 'crediamo che l'Italia sia indietro su questo intervento ma la legge in questione non taglia quelle difficolta' che oggi ci sono per ottenere la cittadinanza. Il tema della concessione della cittadinanza inoltre dovrebbe essere omogeneizzato a livello europeo e coinvolgere tutti i paesi interessati'. Critici invece i consiglieri di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale e della Lega Nord. E' Tommaso Foti (Fdi-An) ad aprire le contestazioni del centro destra: 'E' dal 1992 che ci sono modi alternativi per ottenere la cittadinanza rispetto allo Ius sanguinis. Non si capisce perche' oggi si vogliano introdurre, con la scusa dei minori, queste norme che per i minori non sono. L'automatismo che si vuole introdurre per l'ottenimento della cittadinanza italiana desta curiosita' proprio rispetto alle norme transitorie, che di fatto riguardano solo gli adulti e non i bambini. Probabilmente avete intenzione (rivolto al Pd, ndr) di perdere altri 100.000 voti. Il problema dell'integrazione non si risolve dando in mano un foglietto e dicendo a una persona: 'Sei un cittadino italiano'. Approvate questa norma e fare un ulteriore regalo al centrodestra. Sappiate che quando saremo al governo sara' la prima legge a essere abrogata'.

Mentre Silvia Prodi (Misto-Mdp) ha risposto a Foti, illustrando i motivi del sostegno al provvedimento: 'La legge del '92 e' un cinico percorso ad ostacoli. Non possiamo chiudere gli occhi davanti ai minori nati in Italia'. Parole a favore dello Ius soli sono arrivate anche da Igor Taruffi (Si): 'Come ha detto Bonaccini dobbiamo approvare una legge di civilta'. Si danno diritti senza togliere niente a nessuno e' un passo in avanti per il Paese e se dovesse essere posta la questione di fiducia in Parlamento la sinistra ci sara". I dati presenti nella risoluzione Pd approvata. In Italia, oggi, vivono cinque milioni di stranieri, pari all'8,3 per cento dei residenti a livello nazionale. In base ai dati del ministero dell'Interno sono regolarmente presenti in Italia 3.931.133 cittadini non comunitari, numero sostanzialmente stabile rispetto al 2015. La presenza non comunitaria risulta essere sempre piu' stabile sul territorio nazionale infatti cresce il numero dei soggiornati di lungo periodo che nel 2016 raggiunge il 59,5 per cento dei cittadini non comunitari regolarmente presenti. Anche la quota di minori non comunitari presenti in Italia e' sostanzialmente stabile. Dai dati Istat emerge che nel 2015 in Italia quasi 101.000 dei nati in Italia (20,7 per cento del totale) sono nati da uno o entrambi i genitori stranieri. I figli degli immigrati che frequentano la scuola sono il 9,2 per cento degli alunni, il 60 per cento di essi e' nato in Italia, percentuale che sale invece all'85 per cento nella scuola dell'infanzia. Gli stranieri contribuiscono alla creazione di valore aggiunto per 131 miliardi di euro (8,9% del PIL) versano Irpef per 7,2 miliardi e contributi previdenziali per 11,5 miliardi, con un saldo positivo di 5 miliardi sui conti Inps. L'attuale normativa. La legge italiana non prevede il riconoscimento del diritto di cittadinanza per il semplice fatto di essere nati in Italia. La condizione giuridica dei bambini di origine straniera nati in Italia e' strettamente legata a quella dei genitori: infatti solo se, dopo dieci anni di residenza legale, ottengono la cittadinanza questa si trasmette ai figli. I figli, in questo caso, possono fare richiesta di cittadinanza solo al compimento del diciottesimo anno di eta' (e non oltre il compimento del diciannovesimo) a condizione pero' che siano in grado di dimostrare di aver vissuto ininterrottamente sul territorio italiano. Inoltre e' cittadino italiano per nascita: si e' il figlio di padre o madre cittadini, quello di genitori ignoti o apolidi. La proposta ferma in Senato. Se verra' approvata dal Senato, e quindi diventera' legge visto il via libera di Montecitorio, introdurra' due istituti distinti: lo Ius soli temperato e lo Ius culturae. Diventera' cittadino italiano (Ius soli temperato) chi e' nato in Italia da genitori stranieri, se almeno uno dei due si trova legalmente In Italia e sia in possesso del permesso di soggiorno UE di lungo periodo. Se i genitori sono extracomunitari ci sono altri requisiti richiesti: un permesso di soggiorno in corso di validita' da almeno cinque anni, un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale, la

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La risoluzione del Partito democratico a prima firma Calvano è stata sottoscritta anche da Giuseppe Boschini, Massimo Iotti, Stefano Caliandro, Francesca Marchetti, Gian Luigi Molinari, Barbara Lori, Roberta Mori, Paolo Zoffoli, Roberto Poli, Valentina Ravaioli, Giorgio Pruccoli, Enrico Campedelli, Luciana Serri, Lia Montalti, Luca Sabattini, Katia Tarasconi, Antonio Mumolo, Marcella Zappaterra, Nadia Rossi, Manuela Rontini. Il dibattito in Aula. Nel presentare la risoluzione Paolo Calvano (Pd) ha rimarcato come non si assista "a improvvisi aumenti o crolli di immigrazione a seconda di chi governa. Sul tema che qui stiamo discutendo l'Italia è rimasta indietro rispetto all'Europa dove si trovano diverse forme di Ius soli: come in Germania, Belgio, Irlanda, Francia, Spagna. Attualmente in Italia è in vigore una normativa che genera un paradosso: un uomo adulto che arriva in Italia dopo dieci anni può richiedere la cittadinanza mentre un bambino che nasce nel nostro Paese deve aspettare la maggiore età. La norma ferma al Senato non dà diritti senza chiedere doveri e non toglie niente a nessuno. E' una questione di civiltà". Dai banchi del Movimento 5 stelle è stato invece Gianluca Sassi a motivare il voto d'astensione del proprio gruppo: "crediamo che l'Italia sia indietro su questo intervento ma la legge in questione non taglia quelle difficoltà che oggi ci sono per ottenere la cittadinanza. Il tema della concessione della cittadinanza inoltre dovrebbe essere omogeneizzato a livello europeo e coinvolgere tutti i paesi interessati". Critici invece i consiglieri di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale e della Lega Nord. E' Tommaso Foti (Fdi-An) ad aprire le contestazioni del centro destra: "E' dal 1992 che ci sono modi alternativi per ottenere la cittadinanza rispetto allo Ius sanguinis.

Una discussione a cui ha deciso di prendere parte anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini: "Il consigliere Fabbri definisce una pagliacciata un provvedimento che le destre di Gran Bretagna, Irlanda e Germania hanno già approvato da tempo. A nostro parere questa è una legge di civiltà. Perché il concedere la cittadinanza dovrebbe distruggere il tessuto sociale?' Parole a cui hanno fatto eco quelle del capogruppo dem Stefano Caliandro: "Ogni volta che si parla dei diritti degli altri si palesa il solito spettacolo. Agli occhi dei bambini non esistono le razze, vorremmo dire ai nostri figli che i compagni di scuola con cui giocano hanno gli stessi loro diritti. Riconosciamo che l'immigrazione sia un problema, ma lo è anche il calo demografico e presto gli 'altri' saranno numericamente superiori ai cittadini dell'Unione europea. Come Pd insistiamo per chiedere al Governo di usare ogni mezzo politico per far approvare il provvedimento". Mentre Silvia Prodi (Misto-Mdp) ha risposto a Foti, illustrando i motivi del sostegno al provvedimento: "La legge del '92 è un cinico percorso ad ostacoli. Non possiamo chiudere gli occhi davanti ai minori nati in Italia". Parole a favore dello Ius soli sono arrivate anche da Igor Taruffi (Si): "Come ha detto Bonaccini dobbiamo approvare una legge di civiltà. Si danno diritti senza togliere niente a nessuno è un passo in avanti per il Paese e se dovesse essere posta la questione di fiducia in Parlamento la sinistra ci sarà".

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