La risoluzione del Partito democratico a prima firma Calvano e' stata sottoscritta anche da Giuseppe Boschini, Massimo Iotti, Stefano Caliandro, Francesca Marchetti, Gian Luigi Molinari, Barbara Lori, Roberta Mori, Paolo Zoffoli, Roberto Poli, Valentina Ravaioli, Giorgio Pruccoli, Enrico Campedelli, Luciana Serri, Lia Montalti, Luca Sabattini, Katia Tarasconi, Antonio Mumolo, Marcella Zappaterra, Nadia Rossi, Manuela Rontini. Il dibattito in Aula. Nel presentare la risoluzione Paolo Calvano (Pd) ha rimarcato come non si assista 'a improvvisi aumenti o crolli di immigrazione a seconda di chi governa. Sul tema che qui stiamo discutendo l'Italia e' rimasta indietro rispetto all'Europa dove si trovano diverse forme di Ius soli: come in Germania, Belgio, Irlanda, Francia, Spagna. Attualmente in Italia e' in vigore una normativa che genera un paradosso: un uomo adulto che arriva in Italia dopo dieci anni puo' richiedere la cittadinanza mentre un bambino che nasce nel nostro Paese deve aspettare la maggiore eta'. La norma ferma al Senato non da' diritti senza chiedere doveri e non toglie niente a nessuno. E' una questione di civilta". Dai banchi del Movimento 5 stelle e' stato invece Gianluca Sassi a motivare il voto d'astensione del proprio gruppo: 'crediamo che l'Italia sia indietro su questo intervento ma la legge in questione non taglia quelle difficolta' che oggi ci sono per ottenere la cittadinanza. Il tema della concessione della cittadinanza inoltre dovrebbe essere omogeneizzato a livello europeo e coinvolgere tutti i paesi interessati'. Critici invece i consiglieri di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale e della Lega Nord. E' Tommaso Foti (Fdi-An) ad aprire le contestazioni del centro destra: 'E' dal 1992 che ci sono modi alternativi per ottenere la cittadinanza rispetto allo Ius sanguinis. Non si capisce perche' oggi si vogliano introdurre, con la scusa dei minori, queste norme che per i minori non sono. L'automatismo che si vuole introdurre per l'ottenimento della cittadinanza italiana desta curiosita' proprio rispetto alle norme transitorie, che di fatto riguardano solo gli adulti e non i bambini. Probabilmente avete intenzione (rivolto al Pd, ndr) di perdere altri 100.000 voti. Il problema dell'integrazione non si risolve dando in mano un foglietto e dicendo a una persona: 'Sei un cittadino italiano'. Approvate questa norma e fare un ulteriore regalo al centrodestra. Sappiate che quando saremo al governo sara' la prima legge a essere abrogata'.
Italpress
La risoluzione del Partito democratico a prima firma Calvano è stata sottoscritta anche da Giuseppe Boschini, Massimo Iotti, Stefano Caliandro, Francesca Marchetti, Gian Luigi Molinari, Barbara Lori, Roberta Mori, Paolo Zoffoli, Roberto Poli, Valentina Ravaioli, Giorgio Pruccoli, Enrico Campedelli, Luciana Serri, Lia Montalti, Luca Sabattini, Katia Tarasconi, Antonio Mumolo, Marcella Zappaterra, Nadia Rossi, Manuela Rontini. Il dibattito in Aula. Nel presentare la risoluzione Paolo Calvano (Pd) ha rimarcato come non si assista "a improvvisi aumenti o crolli di immigrazione a seconda di chi governa. Sul tema che qui stiamo discutendo l'Italia è rimasta indietro rispetto all'Europa dove si trovano diverse forme di Ius soli: come in Germania, Belgio, Irlanda, Francia, Spagna. Attualmente in Italia è in vigore una normativa che genera un paradosso: un uomo adulto che arriva in Italia dopo dieci anni può richiedere la cittadinanza mentre un bambino che nasce nel nostro Paese deve aspettare la maggiore età. La norma ferma al Senato non dà diritti senza chiedere doveri e non toglie niente a nessuno. E' una questione di civiltà". Dai banchi del Movimento 5 stelle è stato invece Gianluca Sassi a motivare il voto d'astensione del proprio gruppo: "crediamo che l'Italia sia indietro su questo intervento ma la legge in questione non taglia quelle difficoltà che oggi ci sono per ottenere la cittadinanza. Il tema della concessione della cittadinanza inoltre dovrebbe essere omogeneizzato a livello europeo e coinvolgere tutti i paesi interessati". Critici invece i consiglieri di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale e della Lega Nord. E' Tommaso Foti (Fdi-An) ad aprire le contestazioni del centro destra: "E' dal 1992 che ci sono modi alternativi per ottenere la cittadinanza rispetto allo Ius sanguinis.
Una discussione a cui ha deciso di prendere parte anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini: "Il consigliere Fabbri definisce una pagliacciata un provvedimento che le destre di Gran Bretagna, Irlanda e Germania hanno già approvato da tempo. A nostro parere questa è una legge di civiltà. Perché il concedere la cittadinanza dovrebbe distruggere il tessuto sociale?' Parole a cui hanno fatto eco quelle del capogruppo dem Stefano Caliandro: "Ogni volta che si parla dei diritti degli altri si palesa il solito spettacolo. Agli occhi dei bambini non esistono le razze, vorremmo dire ai nostri figli che i compagni di scuola con cui giocano hanno gli stessi loro diritti. Riconosciamo che l'immigrazione sia un problema, ma lo è anche il calo demografico e presto gli 'altri' saranno numericamente superiori ai cittadini dell'Unione europea. Come Pd insistiamo per chiedere al Governo di usare ogni mezzo politico per far approvare il provvedimento". Mentre Silvia Prodi (Misto-Mdp) ha risposto a Foti, illustrando i motivi del sostegno al provvedimento: "La legge del '92 è un cinico percorso ad ostacoli. Non possiamo chiudere gli occhi davanti ai minori nati in Italia". Parole a favore dello Ius soli sono arrivate anche da Igor Taruffi (Si): "Come ha detto Bonaccini dobbiamo approvare una legge di civiltà. Si danno diritti senza togliere niente a nessuno è un passo in avanti per il Paese e se dovesse essere posta la questione di fiducia in Parlamento la sinistra ci sarà".
Adnkronos
