VERTICI ENEL SOTTO ACCUSA. PER I PRIMI INTERVENTI LA REGIONE STANZIA 2 MILIONI
Santa Lucia si dev'essere dimenticata
di Coli, Castellarquato,
Bettola, Bobbio, Pontedellolio,
Piozzano, Pianello, Pradovera e
degli altri paesi rimasti per più di
50 ore al buio e al freddo, non solo
in alta collina ma anche, ancora ieri
fino alle 20, in parte della Castagna,
a Rivergaro. Il desiderio dei
cittadini - tanti anziani, ma anche
famiglie con bambini - era quello
di avere la luce, il riscaldamento. E
invece lungo le strade di parte del
Bettolese si vedevano, ieri mattina,
cittadini e titolari di attività (ristoranti,
bar) gettare quello che
avevano in frigo, ormai andato a
"male", latte, pasta. Buona Santa
Lucia. Via tutto, con la rabbia e la
stanchezza che, invece, non se ne
va. Chiudete gli occhi e immaginate
di non poter più contare sul cellulare
(qualcuno ha lo ricaricato in
auto), sul telefono fisso, sui termosifoni
accesi. Aggiungetevi che la
strada, davanti a casa, frana. Va giù,
finisce nella scarpata: ancora mangiata
dal Nure, dall'Aveto, dal Trebbia.
Un flash, come nel 2015. «Peggio»,
per qualcuno, sottolineando
come l'emergenza questa volta sia
andata avanti per tre giorni, passando
dal gelo all'acqua, al vento, e alle strade che si sono nuovamente
spezzate, come sulla provinciale
586 di Salsominore, a Ferriere.
La foto in pagina parla da sè:
crack. A Dezza di Bobbio, oltre a
mancare luce e riscaldamento, la
strada è rimasta a lungo interrotta
dai rami, dagli alberi caduti. Una
casa è rimasta isolata anche a Castellarquato,
precisamente a San
Lorenzo; un palo della luce, qui,
sta per crollare. Eppure era in cemento
armato. La strada è stata
chiusa dal sindaco Ivano Rocchetta.
Si potrebbe andare avanti per
ore: «Già ieri ho sentito il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
La Regione chiederà lo stato di
emergenza», ha garantito il presidente
della Regione Stefano Bonaccini.
«La richiesta potrebbe essere
presa in considerazione già
nella prossima seduta del Consiglio
dei ministri. A distanza di 24
ore sono già arrivati i tecnici della
protezione civile nazionale per effettuare
sopralluoghi. In giunta abbiamo
stanziato due milioni di euro
per far fronte alle prime emergenze.
Per l'energia elettrica abbiamo
costantemente monitorato
l'evolversi della situazione e abbiamo
messo a disposizione ogni supporto.
Dopodiché ognuno si prenderà
le proprie responsabilità, a
partire da Enel, per finire ai privati
che non fanno manutenzione
durante l'anno».
«Siamo stati lasciati soli»
La dichiarazione da Bologna fa da
amplificatore allo sfogo, in assemblea
dei sindaci, del presidente della
Provincia Francesco Rolleri e,
poco dopo, in Prefettura, a quello
del sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali.
«Siamo stati lasciati soli da
Enel, mentre contavamo 25 strade
provinciali chiuse e quasi tutte
le comunali», ha detto il presidente
Rolleri, anche sindaco di Vigolzone
(qui ieri mattina ancora 51
persone senza luce). «Enel aveva dato la sua parola. Ci doveva tempestivamente
comunicare quali
frazioni sarebbero rimaste ancora
al buio, nella notte. Quella comunicazione
non è mai arrivata. Se
l'avessimo avuta avremmo attivato
percorsi a sostegno dei cittadini
più efficaci. Al tavolo convocato
in Prefettura era stato garantito
un numero riservato ai sindaci per
le comunicazioni tempestive. Nessuno,
a quel numero, ha mai risposto.
Il nostro grazie va indubbiamente
agli operai Enel, e a tutti gli
altri, che hanno lavorato in condizioni
disastrose pur di riparare i
danni. Non va a chi doveva gestire
la comunicazione di questa emergenza».
Al mattino, ieri, ancora
4.400 cittadini erano al buio e al
freddo: a Cadelmonte, Vaccarezza,
Campolungo, comune di Bobbio,
la luce è tornata solo alle 16. «A
Bobbio, anni fa, c'era un centro
Enel con 25 operai. Oggi sono solo
in cinque e devono rispondere
a un territorio da Ottone a Rivergaro.
Questo è assurdo», ha detto
il sindaco Pasquali.
«Si pagano i tagli»
Massimo Tarenchi segretario della
Filctem Cgil riprende la posizione
nazionale espressa con Cisl e
Uil, ricordando: «La consistenza
del personale Enel ha registrato
una riduzione (- 417 unità) pari
all'1,8%. Sono diminuite le spese
per manutenzione e riparazione
impianti, con 33 milioni in meno.
Servono investimenti, lavori in sicurezza,
piena occupazione e presidio
del territorio. Gli operai Enel
lavorano in condizioni impossibili
per amore del proprio lavoro». Il
consigliere regionale Tommaso
Foti (Fd'I-An) ha chiesto l'attivazione
di una commissione d'inchiesta
su Enel, per verificare il rispetto
del contratto di servizio.
Libertà
