Rassegna Stampa

In Valdaveto le strade si spezzano, paesi al buio per 50 ore

Data: 14/12/2017

VERTICI ENEL SOTTO ACCUSA. PER I PRIMI INTERVENTI LA REGIONE STANZIA 2 MILIONI

Santa Lucia si dev'essere dimenticata di Coli, Castellarquato, Bettola, Bobbio, Pontedellolio, Piozzano, Pianello, Pradovera e degli altri paesi rimasti per più di 50 ore al buio e al freddo, non solo in alta collina ma anche, ancora ieri fino alle 20, in parte della Castagna, a Rivergaro. Il desiderio dei cittadini - tanti anziani, ma anche famiglie con bambini - era quello di avere la luce, il riscaldamento. E invece lungo le strade di parte del Bettolese si vedevano, ieri mattina, cittadini e titolari di attività (ristoranti, bar) gettare quello che avevano in frigo, ormai andato a "male", latte, pasta. Buona Santa Lucia. Via tutto, con la rabbia e la stanchezza che, invece, non se ne va. Chiudete gli occhi e immaginate di non poter più contare sul cellulare (qualcuno ha lo ricaricato in auto), sul telefono fisso, sui termosifoni accesi. Aggiungetevi che la strada, davanti a casa, frana. Va giù, finisce nella scarpata: ancora mangiata dal Nure, dall'Aveto, dal Trebbia. Un flash, come nel 2015. «Peggio», per qualcuno, sottolineando come l'emergenza questa volta sia andata avanti per tre giorni, passando dal gelo all'acqua, al vento, e alle strade che si sono nuovamente spezzate, come sulla provinciale 586 di Salsominore, a Ferriere. La foto in pagina parla da sè: crack. A Dezza di Bobbio, oltre a mancare luce e riscaldamento, la strada è rimasta a lungo interrotta dai rami, dagli alberi caduti. Una casa è rimasta isolata anche a Castellarquato, precisamente a San Lorenzo; un palo della luce, qui, sta per crollare. Eppure era in cemento armato. La strada è stata chiusa dal sindaco Ivano Rocchetta. Si potrebbe andare avanti per ore: «Già ieri ho sentito il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. La Regione chiederà lo stato di emergenza», ha garantito il presidente della Regione Stefano Bonaccini. «La richiesta potrebbe essere presa in considerazione già nella prossima seduta del Consiglio dei ministri. A distanza di 24 ore sono già arrivati i tecnici della protezione civile nazionale per effettuare sopralluoghi. In giunta abbiamo stanziato due milioni di euro per far fronte alle prime emergenze. Per l'energia elettrica abbiamo costantemente monitorato l'evolversi della situazione e abbiamo messo a disposizione ogni supporto. Dopodiché ognuno si prenderà le proprie responsabilità, a partire da Enel, per finire ai privati che non fanno manutenzione durante l'anno».

«Siamo stati lasciati soli» 
La dichiarazione da Bologna fa da amplificatore allo sfogo, in assemblea dei sindaci, del presidente della Provincia Francesco Rolleri e, poco dopo, in Prefettura, a quello del sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali. «Siamo stati lasciati soli da Enel, mentre contavamo 25 strade provinciali chiuse e quasi tutte le comunali», ha detto il presidente Rolleri, anche sindaco di Vigolzone (qui ieri mattina ancora 51 persone senza luce). «Enel aveva dato la sua parola. Ci doveva tempestivamente comunicare quali frazioni sarebbero rimaste ancora al buio, nella notte. Quella comunicazione non è mai arrivata. Se l'avessimo avuta avremmo attivato percorsi a sostegno dei cittadini più efficaci. Al tavolo convocato in Prefettura era stato garantito un numero riservato ai sindaci per le comunicazioni tempestive. Nessuno, a quel numero, ha mai risposto. Il nostro grazie va indubbiamente agli operai Enel, e a tutti gli altri, che hanno lavorato in condizioni disastrose pur di riparare i danni. Non va a chi doveva gestire la comunicazione di questa emergenza». Al mattino, ieri, ancora 4.400 cittadini erano al buio e al freddo: a Cadelmonte, Vaccarezza, Campolungo, comune di Bobbio, la luce è tornata solo alle 16. «A Bobbio, anni fa, c'era un centro Enel con 25 operai. Oggi sono solo in cinque e devono rispondere a un territorio da Ottone a Rivergaro. Questo è assurdo», ha detto il sindaco Pasquali.

«Si pagano i tagli» 
Massimo Tarenchi segretario della Filctem Cgil riprende la posizione nazionale espressa con Cisl e Uil, ricordando: «La consistenza del personale Enel ha registrato una riduzione (- 417 unità) pari all'1,8%. Sono diminuite le spese per manutenzione e riparazione impianti, con 33 milioni in meno. Servono investimenti, lavori in sicurezza, piena occupazione e presidio del territorio. Gli operai Enel lavorano in condizioni impossibili per amore del proprio lavoro». Il consigliere regionale Tommaso Foti (Fd'I-An) ha chiesto l'attivazione di una commissione d'inchiesta su Enel, per verificare il rispetto del contratto di servizio.  

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