Rassegna Stampa

Mignano, la Regione conferma l'uso irriguo

Data: 09/09/2017

L'assessore regionale Gazzolo annuncia la nuova concessione che varrà fino al 2046. Continua intanto il calo delle riserve di acqua potabile
L'agricoltura userà la diga di Mignano fino al 2046

L'agricoltura può tirare un sospiro di sollievo. L'assessore regionale Paola Gazzolo ha annunciato infatti la nuova concessione per l'uso irriguo (quindi a vantaggio dei campi e delle colture) della diga di Mignano, in Valdarda: avrà validità fino al 2046. In condizioni ordinarie potranno essere prelevati 1.900 litri al secondo da destinare all'agricoltura e 110 al potabile. L'assessore ha così voluto mettere la parola fine ai timori sollevati nei giorni scorsi dal Consorzio di Bonifica sul futuro della concessione ad uso irriguo dell'invaso, che oggi a causa della siccità è praticamente vuoto. La concessione è stata comunicata al Consorzio via Posta elettronica certificata; ora dovrà essere restituita firmata entro la fine del mese.

«Scelta tempestiva» 
«La scelta è stata assunta entro la scadenza di fine agosto per assicurare alle singole aziende agricole l'accesso ai fondi del Piano di sviluppo rurale e garantire al Consorzio di usufruire delle risorse del Piano irriguo nazionale», spiega Gazzolo, dopo i timori, relativi al futuro e all'atteggiamento riscontrato - a detta del Consorzio - in un recente incontro con i tecnici a Bologna, sollevati dagli agricoltori e sottolineati poi sia da Jonathan Papamarenghi (Forza Italia) che da Tommaso Foti (Fratelli d'Italia). 

Tre pozzi in Valdarda 
«Parte dell'acqua dell'invaso viene usata da inizio secolo per usi idropotabili, aumentati nel tempo con successivi Protocolli, ma non mettiamo in dubbio l'utilizzo irriguo», prosegue l'assessore. Non solo. Nel Piano di interventi da 8 milioni 650 mila euro, finanziato dal Governo a seguito della dichiarazione di stato di emergenza nazionale relativo alla siccità, sono stati programmati tre nuovi pozzi in Valdarda per 640 mila euro, a Castellarquato, Fiorenzuola e Cortemaggiore, per una portata complessiva di 100 litri al secondo.   

«Evitare i conflitti» 

Milioni di metri cubi 
Dunque, secondo Gazzolo, sarà sempre garantito il mantenimento dei quantitativi di acqua necessari alle colture: «Come dicevo saranno pari a circa 24 milioni di metri cubi, grazie a scelte che rivendico con orgoglio perché abbiamo deciso di affrontare l'emergenza guardando da subito anche al futuro. Tutte queste azioni sono state sempre condivise con il Consorzio di bonifica e le associazioni di categoria. La Regione, di fronte alla grave crisi idrica che ha colpito Piacenza, ha dimostrato di saper giocare in squadra». Di certo, se non pioverà, anche la garanzia dei milioni di metri cubi dalla diga sarà vana: il livello è sceso ancora«Questi pozzi, più altre azioni in corso di approvazione, aiuteranno a garantire un adeguato rifornimento idrico in caso di siccità», commenta Gazzolo. «Si eviteranno così i conflitti sulla destinazione della risorsa idrica, tra potabile e agricoltura, che si sono verificati nei mesi scorsi».  

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TommasoFoti
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