L'assessore regionale Gazzolo annuncia la nuova concessione che varrà fino al 2046. Continua intanto il calo delle riserve di acqua potabile
L'agricoltura
userà la diga
di Mignano
fino al 2046
L'agricoltura può tirare un sospiro
di sollievo. L'assessore regionale
Paola Gazzolo ha annunciato
infatti la nuova concessione
per l'uso irriguo (quindi a vantaggio
dei campi e delle colture)
della diga di Mignano, in Valdarda:
avrà validità fino al 2046. In
condizioni ordinarie potranno
essere prelevati 1.900 litri al secondo
da destinare all'agricoltura
e 110 al potabile. L'assessore ha
così voluto mettere la parola fine
ai timori sollevati nei giorni scorsi
dal Consorzio di Bonifica sul
futuro della concessione ad uso
irriguo dell'invaso, che oggi a causa
della siccità è praticamente
vuoto. La concessione è stata comunicata
al Consorzio via Posta
elettronica certificata; ora dovrà
essere restituita firmata entro la
fine del mese.
«Scelta tempestiva»
«La scelta è stata assunta entro la
scadenza di fine agosto per assicurare
alle singole aziende agricole l'accesso ai fondi del Piano
di sviluppo rurale e garantire al
Consorzio di usufruire delle risorse
del Piano irriguo nazionale»,
spiega Gazzolo, dopo i timori,
relativi al futuro e all'atteggiamento
riscontrato - a detta del
Consorzio - in un recente incontro
con i tecnici a Bologna, sollevati
dagli agricoltori e sottolineati
poi sia da Jonathan Papamarenghi
(Forza Italia) che da Tommaso
Foti (Fratelli d'Italia).
Tre pozzi in Valdarda
«Parte dell'acqua dell'invaso viene
usata da inizio secolo per usi
idropotabili, aumentati nel tempo
con successivi Protocolli, ma
non mettiamo in dubbio l'utilizzo
irriguo», prosegue l'assessore.
Non solo. Nel Piano di interventi
da 8 milioni 650 mila euro, finanziato
dal Governo a seguito
della dichiarazione di stato di
emergenza nazionale relativo alla
siccità, sono stati programmati
tre nuovi pozzi in Valdarda per
640 mila euro, a Castellarquato,
Fiorenzuola e Cortemaggiore,
per una portata complessiva di
100 litri al secondo.
«Evitare i conflitti»
Milioni di metri cubi
Dunque, secondo Gazzolo, sarà
sempre garantito il mantenimento
dei quantitativi di acqua necessari
alle colture: «Come dicevo saranno
pari a circa 24 milioni di
metri cubi, grazie a scelte che rivendico
con orgoglio perché abbiamo
deciso di affrontare
l'emergenza guardando da subito
anche al futuro. Tutte queste
azioni sono state sempre condivise
con il Consorzio di bonifica
e le associazioni di categoria. La
Regione, di fronte alla grave crisi
idrica che ha colpito Piacenza, ha
dimostrato di saper giocare in
squadra». Di certo, se non pioverà,
anche la garanzia dei milioni
di metri cubi dalla diga sarà vana:
il livello è sceso ancora«Questi pozzi, più altre azioni in
corso di approvazione, aiuteranno
a garantire un adeguato rifornimento
idrico in caso di siccità»,
commenta Gazzolo. «Si eviteranno
così i conflitti sulla destinazione
della risorsa idrica, tra potabile
e agricoltura, che si sono verificati
nei mesi scorsi».
Libertà
