Rassegna Stampa

Nuove mafie, il caso Parma arriva in Regione

Data: 24/08/2017

Migranti Interpellanza di Foti (Fdl-An) 
Nuove mafie, il caso Parma arriva in Regione 

«Al di là delle diverse posizioni politiche in materia di immigrazione, non c'è dubbio che quanto emerge dalla cronaca quotidiana dovrebbe suggerire agli amministratori pubblici valutazioni più meditate e iniziative per contrastare situazioni che non risultano più tollerabili». Tommaso Foti, consigliere regionale di Fdi-An, in un'interpellanza alla Regione fa riferimento all'articolo di fondo pubblicato dalla Gazzetta di Parma martedì scorso, dove si denuncia l'insediamento in città "della mafia nigeriana, espressione del più vasto fenomeno delle mafie etniche. Una mafia che prospera gestendo alla luce del sole il business della droga e della prostituzione». «Quanto rappresentato nell'articolo - commenta Foti pub essere esteso a ogni provincia emiliano-romagnola, dove le forze dell'ordine «devono quotidianamente occuparsi di persone dalla dubbia identità che, accampando fughe da teatri di guerra o persecuzioni, hanno invaso l'Italia». Una situazione «non più sopportabile, ma anche sconcertante - spiega - se si pensa che la Regione «mostra giustamente il pugno duro nei confronti delle associazioni mafiose presenti e attive sul territorio regionale», mentre il suo «silenzio è assordante nei confronti di queste nuove mafie, che delinquono e mettono a repentaglio la sicurezza delle comunità quanto e più delle altre. Si potrebbe sospettare - sottolinea - che la Regione consideri «la mafia come tale solo se italiana, mentre la consideri altra 'cosa' se straniera», ma la realtà ci conferma - evidenzia il consigliere - che sul territorio «si stanno radicando vere e proprie bande di delinquenti stranieri, che, approfittando di un buonismo mal inteso e, ancora peggio, praticato, spacciano, rubano, sfruttano e uccidono». Foti chiede quindi alla Giunta di esprimere un giudizio sul ripetersi sul territorio regionale di tanti episodi criminali e la invita ad assumere iniziative nell'ambito delle proprie competenze, anche a fronte del fatto che le norme contenute nella legge regionale 18/2016, Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell'economia responsabili, sembrano «del tutto inefficaci per contrastare adeguatamente queste nuove forme di mafia».

Gazzetta di Parma

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