Rassegna Stampa

Omicidio stradale: Assemblea E-R,va cambiato,no fondi strade

Data: 18/10/2017

Omicidio stradale: Assemblea E-R,va cambiato,no fondi strade 
'Senza soldi Stato enti gestori non sono responsabili incidenti' 
Nessuna 'colpa' ricada sugli enti proprietari delle strade "laddove la mancata manutenzione che abbia causato l'evento mortale sia da attribuirsi a mancanza di fondi": l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione in questo senso, presentata dal Pd e con un emendamento M5s (opposizioni contrarie o astenute). Il documento impegna la Giunta regionale "ad agire a livello nazionale insieme al Ministero affinche' venga ridefinita la responsabilita' degli amministratori degli enti proprietari delle strade", ora additati dalla legge 41/2016 sull'omicidio stradale. Con l'entrata in vigore del "reato specifico di omicidio stradale e di lesioni personali gravissime - spiega la risoluzione - il Ministero dell'Interno e' intervenuto con una circolare" in cui "chiarisce che il reato di omicidio stradale si puo' applicare a tutti coloro che violano le norme che disciplinano la circolazione stradale, e dunque anche agli amministratori" pubblici ai quali "compete la tutela della sicurezza stradale". La conseguente sanzione penale "prevede la reclusione da 2 a 7 anni, anche per i gestori che, omettendo di garantire la sicurezza e la fluidita' della circolazione come richiesto dal codice della strada, dovessero essere riconosciuti responsabili della morte di un utente" della strada. Una responsabilita' che puo' ricadere sugli enti proprietari e gestori delle strade (Stato, Regioni, Provincie, Comuni e societa', pubbliche e private, che dallo Stato hanno avuto in concessione le autostrade) per "l'obbligo di tenere i percorsi efficienti e sicuri". Ma "per questi enti, soprattutto per quelli piu' piccoli - precisa il documento - e' sempre piu' difficile garantire una puntuale ed efficace manutenzione della rete viaria a causa della sostanziale contrazione delle risorse disponibili". "Nonostante le sollecitazioni dell'Anci, il problema non e' ancora stato risolto, per questo vorremmo sollecitare il Ministero a rivedere la norma", ha spiugato Alessandro Cardinali (Pd), primo firmatario. Andrea Bertani (M5s) ricorda il pasticcio delle Province: "la manutenzione delle strade provinciali non e' possibile perche' gli enti, che sarebbero dovuti essere aboliti, esistono ancora e in piu' hanno subito tagli"; "non e' scansando le responsabilita' che si risolve il problema - aggiunge Giulia Gibertoni (M5s) - ma dando le risorse". Per Massimiliano Pompignoli (Ln), "dallo Stato devono arrivare le risorse necessarie ai Comuni, poi si puo' parlare di ridefinizione della norma". Per Fabio Rainieri (Ln) questa risoluzione puo' diventare "una scusa: l'Emilia Romagna ha fatto la scelta di non dare le strade all'Anas, come ha fatto invece la Lombardia". Per Tommaso Foti (Fdi-An) "senza soldi dallo Stato gli amministratori hanno il dovere di chiudere le strade pericolose: si vuole forse stabilire che non c'e' responsabilita' per chi fa transitare su strade impercorribili?". Per Paolo Calvano, segretario regionale del Pd, "nessuno vuole esentare gli enti da responsabilita' oggettive, il tema e' quello delle responsabilita' soggettive: sfido qualsiasi governo a trovare risorse per mettere a posto le strade.

Ansa

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