Rassegna Stampa

Per la Regione le esalazioni della Laminam non sono tossiche

Data: 28/04/2017

BORGOTARO L'ASSESSORE REGIONALE GAZZOLO È INTERVENUTA ALLA COMMISSIONE TERRITORIO 
Per la Regione le esalazioni della Laminam non sono tossiche «AI lavoro per stilare linee guida sulle emissioni». 
Intanto l'azienda riapre 

BORGOTARO «L'Ausl di Parma ha fatto delle rilevazioni da cui emerge che le emissioni della Laminam non sono nocive per la salute». A dirlo è stato ieri l'assessore regionale all'Ambiente Paola Gazzolo, intervenendo alla seduta di ieri della commissione Territorio, ambiente e mobilità della Regione. E intanto l'azienda di Borgotaro ha ripreso mercoledì l'attività dopo alcuni giorni in cui la produzione di ceramiche cotte era stata sospesa. La vicenda si riferisce alle esalazioni prodotte durante la fase di cottura dalle ceramiche, che aveva provocato decine di segnalazioni per i cattivi odori e problemi di lieve entità ad occhi e gola ad alcuni abitanti. «La ceramica.- ha spiegato la Gazzolo è un settore trainante. Negli ultimi anni il ricorso alla stampa digitale delle ceramiche ha portato all'utilizzo di coloranti nuovi, più ecologici, a base organica. Questi però in fase di cottura emettono forti odori. L'Ausl di Parma ha fatto delle rilevazioni da cui emerge che le emissioni non sono nocive per la salute. Comunque l'azienda ha sospeso la produzione di ceramiche cotte (ripresa comunque il 26 aprile) proseguendo solo quella del gres porcellanato e ha avviato un percorso per la risoluzione delle problematiche. In più, oltre al tavolo già attivo in cui enti, agenzie e aziende valutano le casistiche in modo da ridurre l'impatto della produzione, stiamo lavorando con Arpae per stilare linee guida sulle emissioni. Non ci sono scelte universali comunque, perché la diffusione degli odori dipende da molti fattori specifici dei territori». «Non tutto ciò che a livello di odori dà fastidio è nocivo, ma il problema delle emissioni della Laminam di Borgotaro deve essere risolto. Magari le prove che sta predisponendo l'azienda potrebbero svolgersi in altri stabilimenti, in modo da non creare disagio ai cittadini». Così Tommaso Foti, consigliere di Fratelli d'Italia-An, ha replicato alle parole dell'assessore Gazzolo. Foti ha chiesto all'assessore «che gli studi condotti dall'Ausl siano resi pubblici». 

«L'attività doveva rimanere sospesa»
«Bisognava risolvere il problema odori. L'attività che crea gli odori nauseanti doveva rimanere sospesa fino a quando non si troverà una soluzione definitiva al problema. Invece si sta facendo fare alla ditta quello che vuole, per cui sospende e riprende il lavoro a suo piacimento senza aver eliminato gli odori e le loro fastidiose conseguenze». Questo il primo commento del vicepresidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna ed esponente della Lega Nord, Fabio Rainieri, riguardo al dibattito svoltosi nella commissione Territorio e ambiente della Regione dove l'assessore Paola Gazzolo ha risposto alle due interrogazioni sul problema Laminam a Borgotaro, presentate una dallo stesso Rainieri e l'altra dal rappresentante di Fratelli d'Italia Tommaso Foti. «L'assessore ha affermato che si sta facendo tutto il possibile e che in particolare si stanno sperimentando nuove tecniche per l'abbattimento delle emissioni, ma queste rassicurazioni non possono bastare - ha quindi proseguito Rainieri -. Ci sono stati troppi interventi sanitari su persone che per queste emissioni si sono sentite male. Mi sembra chiaro che imporre di proseguire la sospensione della fase di cottura, che sarebbe l'unica misura sensata usando la prudenza necessaria in un caso del genere, è troppo difficile. Eppure è stato lo stessa assessore che ci ha detto che altrove il problema è stato risolto. Dunque non si capisce perché non è possibile sperimentare le soluzioni altrove, dove appunto non vi sono quelle situazioni climatiche e orografiche di Borgotaro particolari, che rendono queste emissioni così fastidiose. Ribadisco che non si discute l'importanza di questo stabilimento per l'economia della Valtaro, ma prima viene il benessere della popolazione, specie quella più debole composta da bambini e anziani. II lavoro deve risolvere un disagio, non crearne di ulteriori».

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