BORETTO, BOOM SUL PO Pesca di frodo in crescita, chiesti interventi -
BORETTO - DA anni il fenomeno della pesca di frodo, soprattutto ad opera di bande organizzate e attrezzate che arrivano dell'Est Europa, è una triste e grave realtà lungo il corso del fiume Po, anche nel Reggiano. Più volte le istituzioni locali (e non solo) hanno garantito interventi, hanno promosso incontri e avviato collaborazioni. Ma finora il fenomeno non è stato debellato. Anzi. Le bande dell'Est Europa continuano la loro pesca illegale nel Po e in altri corsi d'acqua. Con il contrasto al fenomeno che negli ultimi tempi è stato relegato ai controlli di carabinieri e guardie volontarie, che nei giorni scorsi hanno permesso di fermare dei pescatori abusivi, tutti rumeni, grazie al controllo stradale di un'auto (con all'interno pesce proveniente dal fiume Po) e al rinvenimento di una lunga rete nel canale Cartoccio, utilizzata da persone senza licenza di pesca. Qualche risultato, nelle scorse settimane, si è avuto nelle vicine province di Cremona e Parma. Ma nulla di più. Per questo il capogruppo provinciale Giuseppe Pagliani ha presentato un'interpellanza: «Cosa è stato fatto nel Reggiano contro la pesca di frodo?». E aggiunge: «Già nel 2011 ho presentato una simile interrogazione, senza ottenere adeguate risposte. E sul medesimo tema aveva fatto lo stesso l'onorevole Tommaso Foti in Parlamento. Cosa fa la Provincia contro questo fenomeno che coinvolge tutta la zona rivierasca compresa fra Brescello, Boretto, Gualtieri, Guastalla e Luzzara?».
Resto del Carlino Reggio Emilia
