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Ponti sul Po, code e disagi - Ponti sul Po: lunghe code e rischio paralisi

Data: 05/09/2017

«Quali iniziative, anche nei confronti del Governo, intende assumere la Giunta al fine di ottenere uno stanziamento, con urgenza, per risolvere una volta per tutte i problemi strutturali dei ponti sul Po che collegano la Lombardia all'Emilia-Romagna?». A chiederlo, in un'interrogazione all'esecutivo regionale, è Tommaso Foti di Fratelli d'Italia-An. E' fondato, spiega il consigliere, «il rischio di una paralisi dei collegamenti stradali tra l'Emilia e la Lombardia: infatti, vari ponti stradali denunciano problemi».

Ponti sul Po, code e disagi 
Da Castelvetro a Boretto 
Lavori e sensi unici alternati rendono difficili i collegamenti con la Lombardia. 
Pendolari infuriati Panni 

VIABILITA' PROBLEMI A QUATTRO INFRASTRUTTURE 
Ponti sul Po: lunghe code e rischio paralisi 
Disagi a causa del senso unico alternato 
La rabbia dei pendolari: «Attese infinite» 

Si rischiano notevoli disagi, se non la «paralisi», nei collegamenti tra Emilia e Lombardia e, a farne le spese, potrebbe esserne soprattutto il territorio parmense che si trova nel bel mezzo di una situazione che, specie ora con la riapertura delle attività dopo le ferie, rischia di farsi pesante. Nel giro di 65 km, quattro ponti su quattro che collegano le due regioni hanno problemi. Su tre di loro vige il senso unico alternato; sul quarto, quello di ferro che collega Castelvetro Piacentino a Cremona, la stessa misura scatterà a giorni giungendo così a quattro ponti su quattro con la circolazione regolata dal senso unico alternato, con chiari ed evidenti disagi perla viabilità. Una tegola soprattutto per pendolari, lavoratori e imprenditori che, in un momento di crisi economica come quello attuale, non hanno certo bisogno di dover fare i conti anche con questi disagi.

La mappa del disagio, che tanti definiscono «della vergogna», è presto fatta. Partendo da ovest, ecco il citato ponte che collega Castelvetro a Cremona dove è imminente l'avvio di lavori che renderanno necessario il senso unico alternato, per almeno due mesi, anche di notte. Arrivando nel parmense, la situazione peggiora ed è rappresentata dal caso più incredibile: quello del ponte «Verdi» che collega Roccabianca a San Daniele Po, dove il senso unico alternato è una triste tradizione che va avanti da due anni a causa delle lesioni che riguardano la struttura. Il viadotto è rimasto chiuso oltre due mesi, tra la primavera e l'estate, per la sostituzione dei giunti. Ha riaperto il 9 luglio col senso unico alternato che è stato almeno raddoppiato rispetto al passato a causa, appunto, dei danni che ne minano la struttura e che potranno essere sistemati solo dopo che la Provincia di Parma avrà avviato i lavori necessari, se e quando arriverà il famoso milione di euro annunciato da tempo dalla Regione Emilia Romagna. Proseguendo verso est, ecco il ponte tra Casalmaggiore e Colorno, altra infrastruttura viaria fondamentale per i collegamenti tra Emilia e Lombardia e, nello specifico tra parmense e cremonese, dove da fine agosto, e quindi da pochi giorni, è scattato il senso unico alternato a causa di lesioni sulla trave di bordo rilevate dal personale della Provincia di Cremona. Situazione che sta determinando, in questi giorni, code anche di 40 minuti. Infine, dulcis in fundo, ecco il ponte tra Boretto e Viadana dove la circolazione si svolge a senso unico alternato. Stessa cosa riguarda, a poche centinaia di metri dal Po, il ponte «del diavolo», quello tra Roccabianca e Sissa Trecasali dove il senso unico alternato vige da tempo. Una maledizione, la definisce comprensibilmente qualcuno. Un paradosso, per qualcun altro. Le polemiche, soprattutto da parte di pendolari, lavoratori, camionisti e imprenditori sono tante. A farne le spese di questa situazione, guarda caso, è il sistema economico, specie quello parmense e cremonese, in un periodo, in cui non c'era certo bisogno di ulteriori problemi. C'è chi, di fronte a questa situazione, invoca l'attivazione di collegamenti direttamente lungo il Po, con imbarcazioni o con ponti di barche.

Gazzetta di Parma

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TommasoFoti
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