Rassegna Stampa

Profughi, la gestione all'Asp crea tensioni in maggioranza

Data: 16/12/2017

Prevale l'intenzione di confermare il servizio attuale, ma nella Lega c'è chi vuole il cambio di rotta promesso e polemizza in consiglio

Intorno all'Azienda dei servizi alla persona (Asp) "Città di Piacenza" si gioca uno degli scontri politici di questa fine d'anno. Non solo tra maggioranza e opposizione, ma soprattutto all'interno della stessa coalizione di governo. Il segnale più chiaro si è avuto l'altro ieri in consiglio comunale, quando alla chiamata del punto all'ordine del giorno della seduta con l'interrogazione dei due leghisti Nelio Pavesi e Marco Montanari, il presidente dell'assemblea Giuseppe Caruso ha rilevato che nessuno dei presentatori era in aula, il che ha fatto decadere l'interrogazione stessa. Nella quale l'Asp era tirata in ballo per uno degli aspetti centrali della polemica, vale a dire l'affidamento all'Azienda della gestione dei richiedenti asilo che la giunta precedente le ha assegnato. Chiarire le intenzioni sull'accoglienza dei profughi al "Vittorio Emanuele", questa la richiesta alla giunta contenuta nell'interrogazione in cui si fa riferimento alla struttura di via Campagna che fa capo all'Asp e al cui interno soprattutto vengono ospitati ricoveri per anziani. Un'assenza non casuale quella di Pavesi e Montanari al momento della discussione dell'interrogazione. Era voluta, una forma di protesta "silenziosa", per così dire. La conferma è arrivata dai due stessi leghisti che, interpellati a margine della seduta, hanno, sì, confermato fiducia nel sindaco Barbieri, esplicitando però il dissenso per l'orientamento prevalente che dicono però di avere colto nell'amministrazione e nella maggioranza e cioè di lasciare che l'accoglienza dei profughi resti all'Asp. Una smentita, rilevano polemicamente, con quanto è scritto nel programma del centrodestra e con i ripetuti attacchi alla giunta Dosi che nello scorso mandato l'allora opposizione aveva rivolto a quella scelta del centrosinistra. E se è vero che grazie ai fondi statali legati alla gestione dei profughi i bilanci dell'Asp, che è al 96% del Comune, stanno rientrando dal profondo rosso, c'è una parte di coalizione, soprattutto all'interno della Lega che chiede con forza il rispetto delle promesse elettorali. A perorare la causa del mantenimento del servizio all'Asp è, comprensibilmente, il Pd che la indica come il migliore garante (pubblico) del buon funzionamento di un'accoglienza che in ogni caso va assicurata e che affidata a mani private si rivela spesso inadeguata, con contraccolpi negativi sul piano dell'inclusione sociale. In tema di Asp, ieri è intervenuto anche il consigliere regionale Tommaso Foti (Fdi), che apre un altro fronte: la gestione del personale infermieristico del pensionato «a cui è stato più volte modificato il rapporto di lavoro: prima titolare di incarico con partita Iva, poi trasferito a una cooperativa e quindi licenziato per essere assunto da un'agenzia interinale con contratto a tempo indeterminato». Lavoratori, segnala Foti, a cui «viene ora chiesto di dimettersi per proseguire, dall'1 gennaio, nell'attività, nuovamente con partita Iva». 

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