Rassegna Stampa

TRENI. ABBONAMENTI A PREZZI SBALLATI, IN EMILIA-R. ALT A RIMBORSI

Data: 16/11/2017

Niente rimborsi ai passeggeri di Trenitalia penalizzati da un errore di un algoritmo facendo pagare prezzi impropri per gli abbonamenti sovra regionali. I rimborsi li chiedeva la risoluzione di Tommaso Foti (Fdi), ma in commissione Mobilita' della Regione ha respinto la sua istanza con il voto contrario del Pd, l'astensione di Mdp e Si e il voto favorevole di Lega e M5s assieme quello dello stesso Foti. Il consigliere piacentino aveva chiesto di rimborsare o prevedere compensazioni per tutti quegli utenti di Trenitalia che, a partire dal 2012, per un algoritmo sbagliato, avevano pagato di piu' il loro abbonamento. I casi sarebbero circa 8.000 in Italia, piu' o meno 400 in ogni regione. "Il problema e' che e' esteso su tutto il territorio nazionale", segnala la dem Katia Tarasconi: il sistema di calcolo errato ha ridotto il prezzo dell'abbonamento in alcune Regioni e lo ha alzato in altre. Da ottobre 2017 il meccanismo e' tornato a funzionare e le tariffe sono state sistemate. E per i rimborsi, assicura la dem, una soluzione e' stata trovata in Conferenza Stato-Regioni lo scorso mese: "Chi ha pagato di piu' nel 2017, verra' rimborsato della differenza con l'abbonamento del 2018". Non e' invece percorribile l'ipotesi di compensazione con gli anni passati. Su questo punto anche la Lega Nord non ci sta. "Capiamo che si tratti di una questione delicata," ribatte Matteo Rancan (Lega), "ma un segnale ai pendolari va dato". "Leggo sul sito di Trenitalia che e' previsto un rimborso per chi acquistera' un nuovo abbonamento" incalza Marco Pettazzoni (Lega) "ma il pregresso?".

Sinistra italiana apprezza "il lavoro fatto dal Partito democratico per ottenere questo risultato, ma per noi le esigenze dei pendolari rimangono prioritarie" dichiara Yuri Torri. "Anche per noi sono importanti" ammette Tarasconi che insiste sulle difficolta', anche oggettive, nel ripagare i pregressi. Continua a parlare di "ingiustizia" Tommaso Foti: "Non e' cosi' che dovrebbe funzionare il rapporto Stato-cittadini" dichiara in replica a Tarasconi, "se Trenitalia fosse stato un privato avrebbe dovuto rimborsare, l'errore e' suo, non degli utenti che ora verranno ripagati solo per due mesi in 5 anni" rimarca, sottolineando inoltre che chi non vuole piu' fare l'abbonamento avra' perso del tutto ogni tipo di rimborso. 

(Red/ Dire)

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