Numero: 5802
Soggetto: Assemblea
Data Risposta: 21/12/2017
Richiesta di istituzione di una commissione speciale d'inchiesta, ai sensi dell'articolo 60, comma 1, del Regolamento interno dell'Assemblea Legislativa e dell'art. 40, comma 1, dello Statuto della Regione Emilia-Romagna, in ordine alle cause che hanno determinato l'interruzione della fornitura di energia elettrica in occasione di sfavorevoli eventi atmosferici.
Nella notte tra l'11 ed il 12 dicembre 2017, a seguito di abbondanti precipitazioni, ed in presenza di temperature inferiori allo zero, temperature tali per cui l'acqua piovana si tramuta rapidamente in ghiaccio, si è assistito all'ennesima emergenza che ha paralizzato in particolare la provincia di Piacenza, oltre a quelle di Parma e Reggio Emilia.
Va infatti rilevato come nel corso di detto evento meteorologico si sia registrata la caduta di numerosi alberi dovuta alla formazione repentina di ghiaccio sui rami. Tali cadute, oltre a provocare interruzioni della viabilità, hanno portato all'abbattimento delle linee elettriche nei punti nei quali, a causa di una insufficiente manutenzione, i rami degli alberi sovrastavano i cavi elettrici.
Nei fatti, ad esempio, all'incontro urgente tenutosi in Prefettura a Piacenza alle ore 13 del 12 dicembre, ENEL aveva garantito che la fase di emergenza era quasi superata; per contro, nella serata dello stesso giorno a Gropparello, nella zona compresa tra Cerignale e Ottone, a Castell'Arquato e Lugagnano, ma anche a Morfasso e in alta Val Nure migliaia di famiglie erano ancora prive di energia elettrica.
I disagi non hanno riguardato soltanto la montagna. In pianura, infatti, la zona est di Rottofreno è rimasta al buio a causa di un corto circuito durato circa 18 ore.
Pur non volendo speculare sull'ormai abituale "bollettino di guerra" - composto di interruzioni stradali, isolamento di frazioni e/o interruzioni di pubblici servizi - va evidenziato come l'interruzione della fornitura di energia elettrica protrattasi anche per due giorni, nel piacentino ha lasciato, ad esempio, più di 15.000 utenze senza riscaldamento, acqua corrente e servizio di telefonia.
Purtroppo non è la prima volta che si assiste ad ampie e continuative interruzioni nell'erogazione dei pubblici servizi in occasione di eventi atmosferici di non eccessiva intensità. Quello che lascia allibiti è che nonostante le reiterate rassicurazioni fornite dai gestori nelle sedi istituzionali, dette interruzioni si susseguono con sempre maggiore frequenza ed in presenza di fenomeni metereologici di normale intensità.
A tal fine si rammenta che il 16 febbraio 2015, a seguito delle eccezionali nevicate che avevano colpito il territorio regionale fra il 5 e il 6 febbraio 2015, si tenne un'audizione davanti la III Commissione Assembleare alla quale intervennero i rappresentanti di TERNA, ENEL, IREN ed HERA, in merito all'interruzione dei pubblici servizi verificatesi nel corso dell'evento emergenziale e nei giorni immediatamente successivi.
In quella sede, giustificando la situazione con l'eccezionalità dell'evento nevoso, era comunque stato chiarito dai gestori che sarebbero stati messi in atto tutta una serie di accorgimenti - tra i quali il controllo della vegetazione in prossimità di linee e cabine elettriche, ma soprattutto la realizzazione di connessioni a maglia - per evitare che l'eventuale guasto in una cabina o la caduta di una singola linea comportasse il ripetersi dell'interruzione della fornitura elettrica ad interi abitati.
Per venire a tempi più recenti, lunedì 13 novembre 2017 è stata sufficiente una nevicata, peraltro di modesta entità e preannunciata dai bollettini metereologici diffusi dalla protezione civile regionale, per mandare in tilt mezza regione.
Nell'occasione la caduta di 60 centimetri di neve nella zona appenninica ha comportato che decine di migliaia di famiglie, in alcuni casi anche per due giorni, siano rimaste prive di acqua, gas, collegamenti stradali e telefonici, ma soprattutto di fornitura elettrica. In alcune zone dell'appennino reggiano e bolognese a circa 3.000 famiglie non è stato erogato il servizio di fornitura di energia elettrica anche per settantadue ore.
La situazione è risultata talmente paradossale da indurre una cinquantina di Sindaci a minacciare un esposto alla Procura della Repubblica nei confronti di ENEL.
A seguito di detto evento, mercoledì 6 dicembre 2017, si è tenuta una seconda audizione, sempre davanti la III Commissione assembleare, dei rappresentanti dei fornitori di pubblici servizi coinvolti dall'evento emergenziale. Nel corso di detta seduta sono intervenuti il Responsabile Affari Istituzionali e Territoriali ENEL Italia, il Responsabile Macro Area Nord E-distribuzione, il Responsabile Area Operativa Firenze di TERNA, il Direttore tecnico Inrete Distribuzione Energia (Gruppo HERA), il Responsabile impianti Acquedotto di Hera Direzione Acqua, il Direttore 3° tronco AUTOSTRADE per L'Italia, il Direttore commerciale RFI SpA, il Direttore produzione Bologna RFI, il Direttore regionale ER Trenitalia, il Responsabile del Trasporto ferroviario TPER, il Dirigente Trasporto Automobilistico di TPER ed il Direttore regionale ER Trenitalia. Anche in tale occasione venivano assunti impegni precisi, soprattutto in ordine al taglio della vegetazione e alla manutenzione di linee elettriche e cabine.
A soli cinque giorni di distanza da quest'ultima audizione si è ripetuto quanto più sopra descritto nelle provincie su indicate.
Per tale ragione si avanza formale richiesta di istituzione di una commissione speciale di inchiesta, ai sensi dell'articolo 60, comma 2, del Regolamento interno dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, al fine di verificare:
1. il rispetto del contratto di servizio da parte dei fornitori di energia elettrica;
2. se e quali interventi di manutenzione della linea, della vegetazione attigua e delle cabine elettriche siano stati effettuati dai gestori del sevizio di fornitura elettrica a seguito delle rassicurazioni fornite nelle sopracitate sedi istituzionali;
3. la coerenza degli interventi attuati rispetto ai piani di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete elettrica;
4. le ragioni per le quali alle garanzie fornite dagli operatori di rete successivamente al verificarsi di eventi calamitosi non abbiano fatto seguito una efficiente risposta operativa degli stessi volta ad impedirne il ripetersi delle situazioni di disagio estremo.
Tommaso Foti
La richiesta è stata respinta dall'Assemblea Legislativa nella seduta del 21 dicembre 2017
