Numero: 3868
Soggetto: ASSESSORATO POLITICHE PER LA SALUTE
Data Risposta: 14/02/2017
Per sapere - premesso che: -
con la Legge Regionale 30 Giugno 2014, n. 9, risulta ratificata l'intesa tra la Regione Lombardia e la Regione Emilia-Romagna concernente il riordino dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna;
il predetto Istituto - che ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotato di autonomia amministrativa, gestionale e tecnica - nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, garantisce al Ministero della salute, alle Regioni stesse e alle aziende sanitarie locali le prestazioni e la collaborazione tecnico-scientifica necessarie all'espletamento delle funzioni in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare;
il 2016 appare come un anno horribilis per l'Istituto, atteso l'interesse di diversi soggetti istituzionali, tra i quali l'Autorità Giudiziaria, come attestato da una copiosa rassegna stampa al riguardo, sull'attività dello stesso. Infatti:
a) infatti, dapprima (Corriere della Sera, edizione di Brescia, pagina 3 del 30 aprile 2016) risulta che la "Unità organizzativa Sistema dei controlli, prevenzione della corruzione, trasparenza e privacy officer" abbia attivato la "sorveglianza amministrativa sull'attività dell'Istituto" in merito "ad alcuni presunti illeciti asseritamente posti in essere nell'ambito dell'Istituto Zooprofilattico, segnalati con alcuni esposti";
b) successivamente, risultano presentati più atti di sindacato ispettivo (Corrire della Sera, edizione Brescia, pagina 3, del 4 maggio 2016) da parte di deputati di diverse forze politiche, in ordine ad una consulenza tecnica che due dirigenti dell'Istituto Zooprofilattico avrebbero reso alla difesa di un veterinario imputato di adulterazione di sostanze adibite al commercio. Sempre lo stesso giorno, detto quotidiano, dava notizia della notifica di 22 provvedimenti di chiusura indagini nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Brescia sul "latte alle aflatossine". Nell'ambito dell'indagine in questione, si legge sul Corriere, : "...anche l'Istituto Zooprofilattico di Lombardia ed Emilia Romagna - secondo l'accusa - non avrebbe segnalato decine e decine di casi di contaminazioni e valori ben oltre i limiti. In media di cinque volte...";
c) infine, sul Corriere del Sera (edizione di Brescia, pagina 5, del 21 settembre 2016) viene data notizia di un esposto che i veterinari dell'Agenzia di Tutela della Salute (ATS, ex ASL) avrebbero presentato alla Procura della Repubblica di Brescia relativamente ai casi di alcuni animali "trascurati" all'interno dell'Istituto stesso;
atteso che detti fatti sono tutti noti alla Regione Emilia-Romagna, se e quali iniziative abbia assunto al riguardo la Giunta Regionale. In particolare se la Giunta regionale della Regione Lombardia e la Giunta regionale della Regione Emilia-Romagna abbiano valutato insieme la situazione e si sia convenuto - o meno - di dare attuazione a quanto disposto dall'articolo 8, comma 9, dell'Intesa in premessa evocata, riguardante le modalità per la risoluzione del contratto in essere con il direttore generale.
Tommaso Foti
DIBATTITO IN COMMISSIONE
COMMISSIONE IV – POLITICHE PER LA SALUTE E POLITICHE SOCIALI
seduta del 14 febbraio 2017
3868 - Interrogazione a risposta orale in Commissione circa problematiche riguardanti la situazione relativa all'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'EmiliaRomagna. A firma del Consigliere: Foti
ZOFFOLI: La parola a Foti per l'illustrazione.
(intervento del consigliere Foti fuori microfono)
Bene a questo punto la parola all'assessore per la risposta.
VENTURI: Grazie presidente. Allora, con riferimento a quanto rappresentato nell'interrogazione si comunica quanto segue. La Regione Lombardia e la Regione Emilia-Romagna facendo seguito a due segnalazioni anonime risalti alla fine del 2015 , di cui una soltanto recapitata al Responsabile della prevenzione, della corruzione, della trasparenza della nostra Regione, relative a possibili irregolarità nella gestione di alcune attività dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna, hanno concordemente avviato una verifica ispettiva finalizzata all'individuazione di eventuali irregolarità. A tale scopo, la Regione Lombardia, territorialmente competente, ha formalizzato la costituzione di un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato due funzionari della Regione Emilia-Romagna. Il gruppo di lavoro ha concluso la verifica in data 15 dicembre 2016 redigendo una documentata relazione conclusiva delle verifiche ispettive e di audit svolte presso l'Istituto Zooprofilattico che è stata trasmessa dal Dirigente del sistema dei controlli, prevenzione della corruzione, trasparenza e privacy officer della Regione Lombardia al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della Regione Emilia-Romagna. Quest'ultimo ha inoltrato la relazione alla Giunta regionale in data 1 febbraio 2017. Gli esiti della verifica sono stati inoltre trasmessi dalla Regione Lombardia alla Procura della Repubblica di Brescia ed alla Corte dei Conti di Milano, territorialmente competenti, nonché al Ministro della Salute, in considerazione del fatto che l'Istituto rientra tra quelli vigilati dal Ministero stesso. Gli esiti sono stati anche trasmessi al consiglio di amministrazione dell'Istituto Zooprofilattico con l'invito a vigilare affinché l'Istituto stesso si conformi alle indicazioni ed alle considerazioni espresse dal gruppo di lavoro. La Regione Emilia-Romagna e la Regione Lombardia di concerto concorderanno gli eventuali provvedimenti necessari e vigileranno affinché l'Istituto Zooprofilattico adotti le misure necessarie per superare prontamente le criticità evidenziate nella relazione conclusiva del gruppo di lavoro, riservandosi di assumere ulteriori provvedimenti nei confronti dei vertici dell'Istituto, a seguito delle pronunce degli organi giurisdizionali.
ZOFFOLI: Bene, è previsto che il consigliere Foti dichiari la sua soddisfazione o meno rispetto alla risposta all'interrogazione.
FOTI: Signor assessore, grazie della risposta. Io rilevo alcune cose: che innanzitutto la fondatezza mi pare dell'interrogazione non è stata messa sicuramente in dubbio, perché i fatti oggetto dell'interrogazione stessa sono stati in un qualche modo confermati se non altro dalla verifica ispettiva che è stata svolta. Ora in relazione alla relazione che è stata trasmessa dalla Regione 2 Lombardia all'Emilia-Romagna e dal titolare del procedimento alla Giunta, i destinatari a cui questa relazione è stata inviata mi paiono abbastanza significativi, perché nell'ordine sono: la Procura della Repubblica di Brescia, la Corte dei Conti, il Ministero della Salute, essendo l'Istituto vigilato. Quindi, mi pare che anche sotto questo profilo debbo quantomeno arguire (non ho letto la relazione, chiederò di poterne estrarre copia ai sensi dell'articolo 30 dello Statuto), devo pensare che se è stata trasmessa quantomeno alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, da una parte si deve supporre un possibile danno erariale e dall'altra delle possibili violazioni della legge penale perché, diversamente, non avrebbe avuto un senso questa trasmissione. Proprio per queste vicende io vado alla parte finale della sua risposta, laddove si è detto che con la Regione Lombardia si sta valutando l'operatività, chiamiamola così, dell'Istituto. Ecco, io penso che l'Istituto in sé sia un Istituto prestigioso ed importante; probabilmente, diciamola così, una messa a punto, ma abbastanza robusta, va fatta. Io non voglio, come sempre, chiedere la testa di nessuno, però dobbiamo anche abituarci ad una cosa: chi fa il dirigente ed è lautamente pagato da dirigente, poi deve assumersi anche le responsabilità del lavoro che fa o che altri fanno per sé. Io penso che non sia bello che un Istituto di questo tipo sia ogni giorno… io qui ho una rassegna stampa, assessore, molto succinta, ma essere un giorno sì e un giorno no sul Corriere della Sera per fatti poco commendevoli non è simpatico rispetto neanche alla funzione dell'Istituto che, torno a ripetere, è un Istituto ad alta specializzazione. Quindi, io personalmente so bene che la Regione Emilia-Romagna, anche per ragioni statutarie, non ha un potere assoluto e univoco, però ritengo che una chiarezza rispetto al direttore dell'Istituto, a come si sta valutando oggi la relazione che avete a vostre mani e soprattutto alcuni elementi di chiarezza operativa per il futuro, siano indispensabili per evitare il ripetersi di una situazione che a mio avviso è poco commendevole. Dopodiché i dati che mi ha fornito ovviamente li saluto positivamente sotto il profilo dell'informazione ed invece negativamente sotto il profilo del merito, cioè sarebbe di gran lunga meglio che certe vicende non solo non si verificassero, ma fossero attenzionate per tempo perché, torno a ripetere, quando arriva la lettera anonima alla Regione Emilia-Romagna e alla Regione Lombardia debbo supporre che prima qualche comunicazione o qualche lettera fosse arrivata prima anche ai responsabili dell'Istituto; è un po' una moda quella di pensare che tutto vada bene, madama la marchesa, poi come si vede le cose non sempre vanno benissimo. Comunque la Regione Lombardia e la Regione Emilia-Romagna sulla base dei fatti hanno compiuto gli atti dovuti, io mi auguro che poi ci sia anche una sintesi finale rispetto alle valutazioni, soprattutto del direttore generale.
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