Regione (Archivio)

Ospedale Borgo val di Taro, punto nascite a rischio; Foti: 'dichiarazioni di Venturi contraddittorie, fare chiarezza e mantenere gli impegni'

Data: 03/04/2017
Numero: 4403
Soggetto: Commissione IV - Politiche per la Salute e Politiche Sociali
Data Risposta: 02/05/2017

Per sapere - premesso che: - 

il punto nascite dell'Ospedale di Borgo Val di Taro (in provincia di Parma) è un prezioso servizio sanitario fornito alle famiglie dell'omonima Valle e l'importanza della funzione dallo stesso assolta è fuori di ogni ragionevole dubbio;

notevoli apprensioni ha provocato nella popolazione interessata una recente dichiarazione dell'assessore regionale alla Sanità, dr. Sergio Venturi, volta a collegare il mantenimento dei punti nascita negli ospedali di montagna ad una decisione tecnica prima che politica. Viceversa, l'assessore Venturi, intervenendo alla pubblica assemblea tenutasi in Sala Imbriani nel maggio del 2016, aveva assicurato - in presenza delle identiche condizioni organizzative che caratterizzano oggi il reparto in questione - che il punto nascita di Borgo Val di Taro non sarebbe stato chiuso; 

con la sottoscrizione della Conferenza unificata del 16 dicembre 2010 il Governo, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano si sono impegnati a sviluppare un programma nazionale di interventi nel triennio 2010-2012, articolato in 10 linee di azione da avviare congiuntamente a livello nazionale, per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascite e per la riduzione del taglio cesareo, raccomandando, tra le altre cose, di adottare stringenti criteri per la riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a 1.000 all'anno e la parallela attivazione, completamento e messa a regime del sistema di trasporto assistito materno (STAM) e sistema di trasporto in emergenza del neonato (STEN); 

l'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna, nella seduta del 25 giugno 2015, ebbe ad approvare - all'unanimità dei presenti - una risoluzione che, con specifico riferimento al riordino della rete ospedaliera e dei punti nascita, stante l'obiettivo primario di garantire la sicurezza delle prestazioni sanitarie erogate, impegnava - tra l'altro - la Giunta Regionale

il decreto ministeriale 11 novembre 2015, che integra i compiti e la composizione del Comitato Percorso Nascita Nazionale (CPNN), prevede la possibilità che le Regioni o Province autonome possano presentare, una volta sentito il parere del relativo comitato percorso nascita regionale (CPNR) al tavolo di monitoraggio di cui al decreto ministeriale 29 luglio 2015 "eventuali richieste di mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui in deroga a quanto previsto dall'Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010". Inoltre il comitato nazionale "esprime il proprio parere entro novanta (90) giorni dalla richiesta avanzata dalle Regioni e Province autonome, fatto salva l'interruzione dei termini per richiesta di integrazione di elementi informativi alla Regione richiedente"; 

se e quali iniziative siano state assunte dalla Giunta Regionale per dare seguito al predetto impegno alla stessa conferito dall'Assemblea Legislativa e, in particolare, quale sia la posizione della Giunta Regionale, al di là delle contraddittorie dichiarazioni rese da alcuni suoi rappresentanti, in merito all'auspicato - dal territorio, come dall'interrogante - mantenimento in attività del punto nascite dell'Ospedale di Borgo Val di Taro.

Tommaso Foti

RISPOSTA

L'Accordo della Conferenza Unificata del 16 dicembre 2010 ha previsto per la riorganizzazione dei Punti nascita l'adozione di stringenti criteri che fissano il numero di almeno 1.000 nascite/anno quale parametro standard a cui tendere per il mantenimento dei Punti nascita. La possibilità di mantenere Punti nascita con numerosità inferiore 1.000 nascite/anno, viene prevista solo sulla base di motivate valutazioni. 

Nel 2016 il Punto nascita di Borgo Val di Taro ha registrato 124 parti (nel 2015 erano 157) con una percentuale di tagli cesarei primari del 28% (nel 2015 era del 23%), a fronte di un'indicazione del DM 70/2015 che prevede, in questi casi, una percentuale di tagli cesarei non superiore al 15%. 

L'esiguità della casistica dei nuovi nati e la tendenza alla progressiva contrazione del quadro demografico locale e regionale, mettono a rischio la garanzia di acquisire e di mantenere una adeguata competence ed expertise per il personale (come peraltro dimostra l'alto tasso di tagli cesarei). Le maggiori Società scientifiche del settore, quali la Società Italiana di Neonatologia, di Pediatria e di Ginecologia-Ostetricia, hanno più volte sottolineato la rischiosità di situazioni non rispondenti a standard scientifici internazionalmente riconosciuti. 

Per questa ragione, la riorganizzazione della rete regionale per la nascita dovrà prevedere delle modalità organizzative in grado di assicurare le condizioni di massima tutela per la salute e di sicurezza per la donna, il bambino ed il personale sanitario, che è l'obiettivo da sempre perseguito in questa Regione. 

In merito alle decisioni relative al Punto nascita di Borgo Val di Taro, si ribadisce che esse verranno prese sulla base delle valutazioni della Commissione consultiva tecnico-scientifica "Percorso Nascita", a cui la Dgr. 2040/2015 ha affidato il mandato di condurre valutazioni approfondite della situazione assistenziale perinatale territoriale e ospedaliera. La Commissione non ha ancora terminato il proprio lavoro, tant'è che tra i compiti della Commissione che è appena stata nominata viene espressamente richiamato l'approfondimento sulla rete dei punti nascita regionali richiesto dalla Giunta Regionale. 

È intenzione della Giunta chiedere comunque alla Commissione nazionale la possibilità di derogare rispetto agli standard previsti. 

Questo Assessorato è consapevole dell'importanza degli ospedali nelle zone di montagna, così come del loro valore sociale, tant'è che la Regione, in condivisione con le Conferenze Territoriali Sociali e Sanitarie e con le Aziende sanitarie, è impegnata in progetti di miglioramento delle strutture attraverso investimenti a favore degli ospedali di montagna per i quali saranno messe in campo risorse aggiuntive pari a circa 9 milioni di euro, oltre alla disponibilità h24 sette giorni su sette del Servizio di elisoccorso notturno. Tutto ciò verrà realizzato con l'intento di preservare e garantire costantemente qualità e sicurezza delle cure erogate alla popolazione. 

Si ribadisce, infine, che questo Assessorato ha assicurato nei mesi passati ed assicurerà in futuro la più ampia disponibilità a confrontarsi con le Istituzioni e a raccogliere le istanze provenienti dai territori.

Sergio Venturi

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