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Parma, 'bollino di antifascismo' per accedere ai buoni spesa; iniziativa censurabile, intervenga l'ispettorato per la funzione pubblica

Data: 15/04/2020
Numero: 4-05237 / Interrogazione a risposta scritta
Soggetto: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTRO DELL'INTERNO, MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Data Risposta: -

Per sapere – premesso che: 

alcuni utenti dei social network hanno segnalato e denunciato quella che gli interroganti giudicano l'inqualificabile, oltre che illegittima, pretesa del comune di Parma che – assegnatario con ordinanza n. 658 del 29 marzo 2020 della Protezione civile di risorse economiche da destinare ad acquisto di generi alimentari e di buoni spesa da erogare a cittadini singoli o famiglie che, in ragione dell'emergenza determinata dalla diffusione del virus Covid-19, si trovino in estreme difficoltà nel soddisfacimento dei bisogni primari di alimentazione – pretende dal richiedente i buoni spesa, nella fase di compilazione dell'istanza, una dichiarazione articolata in più punti, di adesione ad impegni di natura politica, estranea all'oggetto della stessa; 

in detto modulo, infatti, viene a giudizio degli interroganti arbitrariamente richiesta, a pena di esclusione nel caso in cui non sia resa, la sottoscrizione della dichiarazione prevista dall'articolo 5, comma 3, del « Regolamento per la concessione di contributi, vantaggi economici e patrocini » (approvato con delibera di consiglio comunale n. 80 del 24 settembre 2013, modificato con delibera di consiglio n. 13 del 26 marzo 2018 e delibera n. 99 del 19 novembre 2018), norma che testualmente recita: « Non possono inoltre beneficiare di contributi, vantaggi economici e patrocini i soggetti che, al momento della presentazione della relativa richiesta non dichiarino: a) di riconoscersi nei principi costituzionali democratici e di ripudiare il fascismo ed il nazismo; b) di non professare e non fare propaganda di ideologie nazifasciste, xenofobe, razziste, sessiste o in contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale di attuazione della stessa (XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana, articolo 4 legge n. 645/ 1952, legge n. 205/1993 e loro eventuali successive modifiche); c) di non perseguire finalità antidemocratiche, esaltando, minacciando od usando la violenza quale metodo di lotta politica o propagandando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni ed i valori della Resistenza; d) di non compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista e/o nazista, anche attraverso l'uso di simbologie o gestualità ad essi chiaramente riferiti; dando atto che la mancata presentazione di tale dichiarazione preclude l'accoglimento della richiesta »; 

l'applicazione dell'articolo 5, comma 3, del citato regolamento da parte dell'amministrazione comunale di Parma è, secondo gli interroganti, illegittima sia in ragione della violazione dei fondamentali diritti garantiti dalla Costituzione sia per essere esclusa dall'articolo 4, comma 1, lettera e) del regolamento stesso che prevede che detta disposizione non si applichi alle « ... forme di sostegno alle persone fisiche che si trovano in particolari condizioni di disagio riguardanti l'area della assistenza sociale. »; 

il diritto al cibo è un diritto umano fondamentale, riconosciuto da disposizioni giuridiche internazionali. E come tutti i diritti umani fondamentali non dev'essere sottoposto ad alcuna limitazione o condizione (si vedano, al riguardo, l'articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani e l'articolo 11 della Convenzione internazionale dei diritti economici, sociali e culturali come interpretati dal General Comment n. 12 The Right to Adequate Food 12 maggio 1999 – E/C 12/1999/5);

subordinare l'erogazione del bonus spesa alle dette condizioni è inqualificabile sotto il profilo politico e rappresenta, ad avviso degli interroganti, un tradimento dello Stato di diritto;

agli interroganti non appare legittimo il vaglio preventivo sulle opinioni delle persone per poter accedere ai servizi pubblici – ex articolo 5, comma 3, del citato regolamento – attesi gli evidenti profili di illegittimità costituzionale dello stesso –: 

se il Governo, considerato che gli interventi in questione sono finanziati con risorse statali, intenda immediatamente adottare le iniziative di competenza per escludere che, dichiarazioni di natura politica possano costituire condizione per beneficiare dei sussidi; se il Governo ritenga di dovere tempestivamente promuovere al riguardo, a tutela dei princìpi di trasparenza ed efficacia dell'azione della pubblica amministrazione, una verifica da parte dell'ispettorato per la funzione pubblica e dei servizi ispettivi di finanza pubblica presso il comune di Parma.

Interrogazione sottoscritta dai parlamentari: Foti, Bignami e Lucaselli.

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TommasoFoti
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