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Rassegna Stampa

'La Pertite classificata a verde' Passa sul filo la proposta in consiglio


Parco integrale o parco "attrezzato" all'interno della ex Pertite? 
In consiglio comunale di Piacenza vince la linea "ambientalista", trasversale alle forze politiche e la maggioranza di centrosinistra si spacca. Alla fine di una lunga discussione - di cui vi diamo conto più sotto - è passata per 15 voti a 13 (per un solo voto) la proposta di riclassificare dal punto di vista urbanistico l'ex Pertite a "verde pubblico", contro l'attuale destinazione a "verde attrezzato". Come richiesto a gran voce dal comitato per il parco e affermato da diversi candidati alla poltrona di sindaco negli ultimi giorni. 

MAGGIORANZA SPACCATA - A favore hanno votato Andrea Tagliaferri, Christian Fiazza, Miriam Bisagni, Manuel Rossi del Pd e anche Sandra Ponzini del gruppo misto; favorevoli anche i consiglieri di centrodestra e i tre esponenti dei Cinque Stelle. Contrario il resto del Pd con il sindaco Paolo Dosi e i civici della maggioranza. Il dibattito in un consiglio comunale di Piacenza (ormai agli sgoccioli e in un clima già smaccatamente preelettorale) era scaturito sulla base di una proposta di delibera presentata da un gruppo trasversale di consiglieri: il tema posto è stato quello della classificazione urbanistica della superficie. Per tenere unito il centrosinistra, era stato presentato anche un ordine del giorno con la raccomandazione di mantenere la quota di verde attuale nella Pertite, senza tuttavia cambiare la classificazione urbanistica. Documento approvato, ma poi superato dal via libera alla proposta di modifica del Psc. Una scelta di cui la prossima amministrazione dovrà tenere conto e che sarà certamente al centro della campagna elettorale delle comunali. 

LA DISCUSSIONE - In aula il documento è stato presentato da Andrea Gabbiani consigliere del Ms5: la richiesta prevede che la destinazione d'uso dell'area venga modificata da verde attrezzato a verde pubblico. Presente anche una delegazione del comitato a sostegno del Parco della Pertite. La risposta dell'assessore comunale Silvio Bisotti ha teso a giustificare le scelte dell'amministrazione comunale: "La proposta di destinare l'area a verde attrezzato non è stata compiuta per altri fini, o per altri interessi o ipotizzando la realizzazione di impianti sportivi, ma per lo stato di fatto dell'ex Pertite. L'area così com'è richiederà per forza una riprogettazione per renderla fruibile in sicurezza. Ma al centro sarà sempre presente la vocazione finale a parco urbano, voluta da tanti piacentini. Da qui la motivazione della classificazione proposta. Un progetto che dovrà trovare la sostenibilità economica. Per un'amministrazione coltivare un sogno non significa dimenticare la realtà. Noi vogliamo lasciare la destinazione a verde attrezzato, e esprimiamo parere sfavorevole alla richiesta". Tommaso Foti (FdI-An) ha sostenuto: "La Pertite è diventato tema della campagna elettorale, vedo che adesso tutti intervengono sul tema, con ipocrisia perché nessuno ha il coraggio di dire che si tratta di aree militari. E che lo stato maggiore dell'esercito non ha trovato un accordo con il Comune sulla pista prova per i carri armati, una delle ipotesi era l'ex caserma Artale. Ma mi risulta che sia stata ritenuta inadatta. Un'alternativa potrebbe essere l'area dei Dossarelli. La seconda ipocrisia: tra le aree indicate per il nuovo ospedale c'è la Pertite. La prima ipotesi è la Lusignani, la seconda è la Pertite. Queste grandi ipocrisie sono state coltivate nel corso degli anni. Io penso che il primo dovere di un'amministrazione sarà di mettere in ordine i parchi che ha già: parco della Galleana e campo Daturi. E poi il parco delle Mura ora può essere completato. L'autorità militare ha già detto che non ha bisogno del verde dei bastioni. Io devo poi capire perché non si è stato deciso di farsi dare la prima aliquota di verde (della Pertite, ndr) di cui l'autorità militare era disposta a liberarsi. Anche per la Galleana è iniziata così. Bisogna però smetterla con il gioco delle tre carte: si dice che è parco, poi che è verde pubblico attrezzato ma si intende pubblico, poi salta fuori l'ospedale. Poi salterà fuori che sulla Pertite sarà edificato lo stadio... Ricordatevi però che la partita delle aree militari non si risolve andando a firmare dei documenti. Se va avanti così, quel parco non lo vedremo mai'. Marco Tassi (Pdl) ha aggiunto: "Ma come si fa a promettere un parco quando a sette anni dalla manifestazione alla Pertite (girotondo ndr) non siete ancora sicuri su cosa realizzare? Forse è il caso di dire cosa volete fare all'interno della Pertite". Massimo Polledri (Lega Nord) ha detto la sua: "La politica deve dare la risposta, dopo sette anni questo è un altro fallimento accumulato da questa amministrazione. Sarà molto difficile fare il parco della Pertite, perché la bonifica ha costi enormi, e non abbiamo risolto il problema dell'arsenale, non siamo riusciti a trovare una pista da carico. Ho aderito alla Lega perché penso che la politica deve dire dei sì e dei no, invece oggi abbiamo sentito ancora dei 'ni'. Questa proposta di delibera migliorerà la situazione? Non credo". Lucia Carella (Pd) ha affermato: stiamo cercando di trovare una soluzione. "È un luogo che non ha mai fatto parte della città, se non per episodi tragici che appartengono alla nostra storia. Il percorso è lungo, difficile. Bene verificare lo stato degli edifici già esistenti, e mantenere le superfici che sono già occupate. Aree che possono essere utilizzate anche come parcheggi per chi vuole raggiungere l'area". Maria Lucia Girometta (FI) ha fatto notare: "Ho letto la presa di posizione di Paolo Rizzi, e io dico all'attuale maggioranza 'mettetevi d'accordo'. Perché se non passa la proposta di delibera non vedo come possiate proseguire". Mirta Quagliaroli (M5s) ha attaccato: "Questa è una presa in giro dei cittadini, sembra che si possa fare tutto e il contrario di tutto, mentre dall'azione amministrativa va pretesa chiarezza. Siamo in periodo elettorale, per questo motivo i cittadini sanno che le tante promesse elettorali che vengono fatte poi saranno disattese. La Pertite è stato un tema molto presente nel dibattito 5 anni fa, e non è stato fatto nulla. L'intervento di Rizzi manipola le parole: qui non ci sono garanzie. L'unica possibile è la classificazione a verde pubblico. Lo stesso ha fatto anche Massimo Trespidi, durante l'evento in piazza, ha posto il tema della Pertite". Claudio Ferrari (Pd) ha sottolineato: "Questa richiesta delibera rimette in discussione una storia complessa. Questa amministrazione ha rimesso in carreggiata procedimenti lunghi, sistemando pratiche annose come Borgo Faxhall, la Pertite è su questa linea d'onda. I militari hanno i loro tempi, e i rapporti vanno coltivati con attenzione. Noi non abbiamo voluto lasciare la partita ad un'altra amministrazione: noi indichiamo quello che vorremmo che fosse". Al termine della discussione, arriva la proposta di un ordine del giorno firmato da Rino Curtoni, Claudio Ferrari (Pd), Giovanni Castagnetti (Pc con Dosi), Roberto Colla (Moderati) che chiede che l'area della Pertite, "una volta passata di proprietà del Comune, mantenga inalterata la quota di fatto occupata dal verde, limitando gli interventi costruttivi all'uso degli attuali edifici". Nel documento si chiede che gli edifici presenti vengano riconvertiti per realizzare parchi giochi, museo dedicato alla storia della Pertite e alla tragedia di chi vi ha perso la vita. Ma Tommaso Foti (FdI-An) contesta il documento. 'Gli ordini del giorno di solito servono a dare un indirizzo, non capisco questo a quale aspetto della delibera si riferisca. Leggo poi che si fa riferimento a superfici piuttosto che a volumetrie. Sono due cose diverse'. 'Non dico che non possa servire. Ma non era questa l'occasione e il modo di presentarlo, tra l'altro contraddice anche la discussione già fatta in consiglio comunale'. Secondo Bisotti l'ordine del giorno è rafforzativo. "Mi sembra inopportuno sostenere che il ministero della Difesa nutra ancora perplessità su queste aree. Sono stati firmati due documenti nel 2014 e nel 2017. Mi sembra poco realistico mettere in dubbio la questione, oggi è una congiunzione di interessi per i beni pubblici dello stato che fa sì che il ministero della Difesa faccia questo tipo di scelte anche in un'ottica di spending review. Questa è una novità fondamentale, che io non metterei più in dubbio. Non esiste possibilità che si faccia marcia indietro. È solo una questione di tempo e di risorse". Ribatte Foti: "Quello che non dice Bisotti è che se le aree non vengono smilitarizzate appartengono alla Difesa. La pista dei camion è ancora di interesse della difesa". Per Andrea Gabbiani (M5s): "Questa è una deroga, non è ammissibile". Approvato l'ordine degl giorno presentato dalla maggioranza. Ora si vota per la proposta di riclassificazione urbanistica della Pertite: Sandra Ponzini (gruppo misto) annuncia il suo sì. Ok alla mozione con 15 voti a favore e 13 contrari.

Piacenzasera.it

Quindici a tredici. Un po' a sorpresa l'Amministrazione è andata sotto – tra gli applausi del Comitato degli Amici della Pertite – sulla proposta di modifica alla delibera del dicembre 2015 sull'area della Pertite, ancora di proprietà del Ministero della Difesa. A favore della classificazione della Pertite a "verde pubblico" - invece che "verde attrezzato" - si sono espressi in consiglio comunale i 5 Stelle, il centrodestra e Carlo Pallavicini di Sinistra per Piacenza. A loro si sono aggiunti pezzi di maggioranza, che hanno messo in imbarazzo l'Amministrazione, per l'ennesima volta costretta a fare un passo indietro. Sono stati Sandra Ponzini (Gruppo Misto ma appartenente ad Articolo 1) e Christian Fiazza, Manuel Rossi, Miriam Bisagni, Manuel Rossi e Andrea Tagliaferri del Partito Democratico. Così la Pertite da "verde attrezzato" diventa "verde pubblico". La modifica era stata chiesta da un gruppo di consiglieri: Andrea Gabbiani, Mirta Quagliaroli, Barbara Tarquini (5 Stelle), Carlo Pallavicini (Sinistra per Pc) e Miriam Bisagni, Andrea Tagliaferri e Manuel Rossi (Pd).«È una proposta – ha spiegato Gabbiani presentando l'atto - per cambiare la delibera da "verde attrezzato" a "verde pubblico". La cosa è sfuggita di mano, qua si voleva un parco, questa doveva essere la sua destinazione. Invece nella delibera del dicembre 2015 si dice altro». 

IL PARERE DI BISOTTI «Volevamo destinarla a verde pubblico – ha replicato l'assessore Silvio Bisotti - con "relativi servizi complementari di supporto". Questo era uno degli obiettivi di mandato. Con il Demanio si è avviato un protocollo per la dismissione di aree e immobili non più strategici per il Ministero della Difesa». «La bonifica dell'area – ha proseguito - non è stata una bella vicenda, e c'è ancora il problema dello spostamento della pista di prova carrarmati. E dobbiamo ancora pensare a come realizzare gli idonei servizi per l'area. Da parte nostra c'è stata perciò la proposta di destinarla ad "area verde attrezzato", non per altri fini, o per altri interessi, o addirittura ipotizzando la realizzazione di impianti sportivi non programmati – tra l'altro – nel piano delle opere pubbliche. Un'area del genere occorre di una progettazione per renderla fruibile, in sicurezza, e in modo funzionalmente integrato con il tessuto circostante. Ma questa riprogettazione prevede sempre l'idea di un parco urbano, ma questa classificazione è necessaria per recuperare gli edifici presenti al suo interno. Quindi, senza sconvolgere la vocazione finale attesa da tanti cittadini, è arrivata la proposta del dicembre 2015 in consiglio: ci vorrà perciò un progetto unitario da discutere nel futuro consiglio comunale per l'area. Occorrerà trovare le risorse – per 28 ettari di area – poi per renderla fruibile. Apprezzo l'interesse dei cittadini, come Amministrazione dobbiamo prevedere tutte le condizioni per rendere un bene utilizzabile in futuro e metterlo a disposizione. Per noi coltivare un sogno non significa dimenticare la realtà. Per questa ragione siamo contro questa modifica richiesta dai consiglieri». 

IL DIBATTITO Tra i proponenti c'era anche Andrea Tagliaferri. «Chiediamo qualche garanzia, anche il nostro candidato sindaco Rizzi lo chiede. Questo modo di fare vostro ha sfiduciato un po' gli elettori. Ci vogliono parole chiare». Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) è intervenuto per sottolineare che è un argomento «per prestigiatori da campagna elettorale». «C'è ipocrisia: nessuno ha il coraggio di dire che una serie di aree militari che solo teoricamente può essere classificata. Qua ci voleva almeno un accordo sulla pista di prova: l'ipotesi percorribile era quella della caserma Artale, luogo ideale. Ma le autorità militari l'hanno ritenuto inadatto. O si definisce questo tema, magari accorciando la pista, o è inutile. Non si può nemmeno dire che questa delibera voglia "rafforzare"». Foti ha criticato l'ennesima riproposizione del tema in campagna elettorale: per lui la Pertita è strumentalizzata. «Intanto pensiamo a mettere in ordine i parchi che già abbiamo, la Galleana non è in condizioni ottimali, il Daturi è ripiegato su se stesso. La Pertite la vogliamo tenere come verde, o la si continua a mettere in gioco anche per altre idee? Perché non ci siamo fatti consegnare una parta di verde di questi 270mila metri quadrati? Volete ancora giocare su questi temi o chiudiamo il discorso con chiarezza? Non vale continuare a firmare protocolli e documenti. Mettiamoci d'accorso su questa pista». «Dopo sette anni di Reggi e Dosi – ha tuonato Marco Tassi del Pdl - non sapete ancora cosa farete della Pertite. Eppure questo parco nel programma elettorale ce lo avete messo. Il parco lo vogliono tutti e siamo ben lontani dalla concretezza. Ci sono una serie di opere messe sui volantini elettorali come piscina e piazza Cittadella che non sono neanche mai iniziati». «La politica – ha spiegato Massimo Polledri (Lega Nord) - deve dare risposte, e questo – dopo 7 anni – è un fallimento. C'è stata incapacità, lo si è visto anche su Palazzo Uffici e ora sul nuovo ospedale. Sarà difficile, se non impossibile, avere un parco alla Pertite: ci sono dei costi, a partire dalla bonifica, enormi e non preventivati. L'arsenale ci è costato alcuni milioni di euro per la manutenzione, nel frattempo, e ora il loro posto di lavoro è a rischio. La politica dovrebbe dire o "sì" o "no", invece oggi dall'Amministrazione abbiamo sentito l'ennesimo "nì": i problemi non sono risolti, si fanno solo promesse elettorali». «Non ritengo che questo percorso sia un sogno – ha commentato Lucia Carella del Pd - ci sono delle procedure da fare che si devono incontrare con le richieste e le volontà. Dobbiamo cercare di unire questi binari e trovare una soluzione. Qua c'è un disegno strategico, ci vuole del tempo, è un impegno di anni». Carella ha chiesto di non superare la superficie già costruita: «però è anche necessario realizzare alcuni parcheggi per i servizi, è impossibile pensare che tutti arrivino e accedano in bicicletta. Il parco deve essere accessibile». A sostegno della modifica invece Carlo Pallavicini (Sinistra per Piacenza). «Sono dieci anni che sento parlare di "rispettare i tempi" per questo percorso. Sono stato candidato due volte in una coalizione che prometteva il parco: il bilancio è insoddisfacente, è uno dei motivi per cui sono passato all'opposizione. Questa è l'immagine desolante e negativa della politica». Giovanni Castagnetti (Piacentini per Dosi) ha difeso la delibera del dicembre 2015. «C'è la fiera del retro-pensiero sulla Pertite, si pensa che vogliamo costruire sul 70% dell'area. È solo una possibilità, ma lo si dà per certo». «Ora il centrosinistra – ha detto Maria Lucia Girometta (Forza Italia) - ha un candidato sindaco che vuole il Parco, mettetevi d'accordo. Se il centrosinistra oggi vota contro non so come farete poi in campagna elettorale». «I cittadini – si è scagliata il capogruppo 5 Stelle Mirta Quagliaroli - vengono in presi in giro. Manca chiarezza e certezza nelle parole dell'assessore Bisotti. Per paura di perdere voti dite "tutto il contrario di tutto", tenete i piedi in due scarpe. Perfino Trespidi e il centrodestra». Il Pd si è affidato al suo capogruppo Claudio Ferrari. «Dimentichiamo la questione: non stiamo facendo un uso distorto delle norme o seguiamo interessi di bottega. Io ho capito cosa votavo a dicembre 2015, tutti qua dentro l'hanno capito. E ora si rimette in discussione una storia legata all'area della Pertite, una vicenda complessa. Ci abbiamo messi dieci anni a chiudere la partita sull'allargamento della Galleana, che coinvolgeva privati. A volte ci vuole del tempo, siamo in Italia, per risolvere le cose seguendo le regole. L'Amministrazione avrà avuto dei difetti, ma ha cercato di portare avanti progetti lunghi, complessi, complicati: in questo periodo si stanno concludendo delle pratiche storiche. Ci sono esigenze e tempi, i rapporti vanno coltivati con attenzione». Ferrari ha difeso la pratica di Bisotti. «Se la prossima Amministrazione farà qualcosa di strano là nella Pertite verrò io sotto al Comune a protestare. Ora, con la delibera, si definisce un percorso». Curtoni, Castagnetti, Colla e Ferrari avevano rafforzato la delibera del dicembre 2015 con un ordine del giorno. La richiesta serviva a precisare meglio il testo, chiedendo che sia «sia mantenuta, una volta passata al Comune, inalterata la quota di verde, limitando all'uso delle attuali superfici edificate gli interventi costruttivi esistenti, anche prevendo il loro spostamento all'interno dell'area». Si sta parlando perciò di non superare l'11% dell'area che già presenta costruzioni. La proposta è stata condivisa da Bisotti e dalla Giunta: è un «rafforzativo, serve a stringere ciò che abbiamo già sancito». L'assessore ha replicato ancora: «Il Ministero della Difesa non cambierà idea su quest'area, impossibile che rivoglia gli immobili e le caserme che ora non ritiene più necessarie. Non ci può essere un dubbio su questo, è solo questione di tempo». «Giusto questo atto, basta con il retro-pensiero. Chi va contro un atto come questo – ha tuonato ancora Castagnetti - è un delinquente». Al che il numero pubblico ha rumoreggiato e il consigliere della Lega Nord Polledri gli ha gridato: «Sei un pagliaccio! Pagliaccio!». Ma poi, dopo ancora tanta bagarre, si è approdati a una decisione che ha lasciato di sasso l'Amministrazione e accontentato il pubblico, che tra gli applausi ha salutato con soddisfazione l'ok alla modifica della delibera. «Siamo contenti – ha detto a caldo con gioia la portavoce del comitato della Pertite Maria Pia Romano -, non ce lo aspettavamo. È vero che questo atto potrà sempre essere modificato dal prossimo consiglio comunale e dalla prossima Amministrazione, ma intanto questo è un segnale, c'è una scelta politica chiara che orienta verso il verde pubblico». «Potevano pensarci già otto anni fa – ha aggiunto l'attivista Marco Natali -, bastava un atto come quello di oggi allora». «È una vittoria di Pirro – ha invece commentato laconicamente uscendo dall'aula l'assessore Luigi Gazzola - almeno così la Pertite non verrà tirata in ballo continuamente in campagna elettorale».

Ilpiacenza.it


10/04/2017

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