Regione (Archivio)

Ospedale di Castel San Giovanni: incomprensibile tentativo di ridimensionamento da parte dell'Ausl di Piacenza, impedirlo con ogni mezzo

Data: 12/05/2016
Numero: 2642
Soggetto: Commissione, risponde Assessore alle Politiche della Salute
Data Risposta: 10/06/2016

Per sapere, premesso che: 

il presidio ospedaliero di Castel San Giovanni, ultimo ad ovest della Regione Emilia-Romagna, svolge una funzione particolarmente importante non solo per l'intera Val Tidone, ma anche per la confinante area lombarda della provincia di Pavia, tant'è che i dati confermano una significativa e consolidata mobilità attiva a favore della struttura stessa; 

appare evidente - in considerazione della posizione geografica più sopra illustrata, del rilevante bacino d'utenza che interessa il presidio ospedaliero di Castel San Giovanni e del fabbisogno di assistenza ospedaliera che si evidenzia - che risulta indispensabile non solo mantenere ma anche implementare i servizi ad oggi esistenti; 

i consigli comunali di Castel San Giovanni e Rottofreno hanno approvato, nel corso dell'ultimo biennio, dettagliati e significativi ordini del giorno volti a richiedere all'Ausl di Piacenza adeguate assicurazioni in ordine al mantenimento e all'incremento del livello delle prestazioni e dei servizi offerti ai pazienti, 

è qui il caso di ricordare che il decremento qualitativo e quantitativo dei servizi offerti nel presidio ospedaliero di Castel San Giovanni concretizzerà un inutile spreco di danaro pubblico, atteso che - come per altro sostenuto di recente dall'assessore regionale competente per materia in risposta ad altro atto di sindacato ispettivo presentato in merito dall'interrogante - gli investimenti strutturali realizzati dal 2006 al 2016 presso l'Ospedale di Castel San Giovanni hanno comportato un costo complessivo di oltre 10 milioni di euro e quelli tecnologici di oltre 2,5 milioni di euro. Pare quindi evidente che elementari ragioni di buon senso, di gestione oculata delle risorse economiche secondo i principi del buon padre di famiglia, dovrebbero suggerire ai vertici dell'Ausl di Piacenza di continuare a potenziare ed investire sul presidio ospedaliero che qui interessa; 

con specifico riferimento agli interventi strutturali, nel presidio ospedalieri di Castel San Giovanni risultano, infatti, completati i lavori riguardanti il nuovo pronto soccorso, Ia nuova terapia intensiva e subintensiva, ii nuovo comparto operatorio, ii rinnovo di alcune aree di degenza, l'allestimento delle palestre per la riabilitazione, il rinnovo architettonico di un'ala dell'edificio, sede di posti letto per degenti; 

per contro, nei giorni scorsi i medici della Val Tidone sarebbero stati allertati dai vertici dell'Ausl di Piacenza in ordine a future incomprensibili ed assurde decisioni riguardanti il presidio ospedaliero di Castel San Giovanni che verrebbero attuate nei prossimi mesi. Segnatamente: la riduzione, se non l'interruzione, dell'attività svolta dalla rianimazione, la soppressione della reperibilità dei medici interni nel fine settimana, l'apertura solamente dal lunedì al venerdì dei reparti di chirurgia e ortopedia, con spostamento dei traumi da operare al Polichirurgico di Piacenza. Decisioni queste che se attuate finirebbero ovviamente per determinare anche una sensibile riduzione, dal prossimo anno, dell'attività del pronto soccorso; 

dette ipotesi di evidente ridimensionamento, per usare un eufemismo, del presidio ospedalieri di Castel San Giovanni contrastano - come detto - con gli investimenti effettuati nel corso degli anni. In particolare, sarà qui il caso di ricordare che, nel luglio del 2013, venne inaugurato il nuovo comparto operatorio dotato di tre sale collocate al primo piano dell'ospedale, ala ovest, blocco A, realizzato con impianti di ultima generazione e con un sistema di controllo continuo di temperatura, umidità e qualità dell'aria. Illuminato con lampade scialitiche con luci a led, dotato di pensili chirurgo/anestesista all'avanguardia. Nelle dette sale operatorie si svolge sia l'attività chirurgica sia quella ortopedica. Al riguardo, giova qui ricordare che: 

a) l'equipe di chirurgia generale, diretta dal dottor Stefano Lucchini, si occupa della chirurgica generale in elezione e in urgenza, eseguendo interventi sull'apparato digerente, sulla tiroide, sulla parete addominale e sulle vene dell'arto inferiore. Il reparto è centro aziendale di riferimento di chirurgica coloproctologica e del pavimento pelvico e si occupa in maniera specifica della patologia maligna e benigna di colon, ano e retto. Gli interventi sono eseguiti sia con metodica tradizionale sia con metodica mini invasiva laparoscopica (chirurgia della colecisti delle ernie e dei laparoceli e chirurgia del colon). Per questi motivi molti pazienti operati arrivano dalle regioni vicine ottenendo una buona mobilità attiva per l'Azienda. Il reparto esegue in un anno più di 1000 interventi chirurgici cui si aggiungono circa 300 interventi di chirurgia ambulatoriale; 

b) l'equipe di Ortopedia di Castel San Giovanni si dedica alla chirurgia d'elezione e alla traumatologia. Il primo ambito riguarda gli interventi programmati per anca, ginocchio, spalla: si utilizzano sia tecniche di artroscopia sia di chirurgia aperta. Per quanto riguarda invece la traumatologia, si spazia dai problemi della popolazione anziana (particolarmente numerosa nel bacino d'utenza del presidio ospedalieri di Castel san Giovanni) alla cura degli sportivi, per i quali gli ortopedici utilizzano le nuove biotecnologie (fattori di crescita, cellule staminali ecc). Il numero degli interventi supera annualmente il migliaio; 

se, alla luce dei fatti esposti, la Giunta Regionale intenda fornire piene rassicurazioni in ordine alla precisa volontà della stessa di continuare a sostenere il potenziamento del presidio ospedaliero di Castel San Giovanni, anche in ragione della capacità attrattiva vantata dallo stesso nei confronti dei pazienti residenti nella confinante Regione Lombardia, e - conseguentemente - di partecipare ai vertici dell'Ausl di Piacenza la propria ferma contrarietà ad ogni e qualsiasi iniziativa volta a ridurre il livello quantitativo e quantitativo delle prestazioni offerte in detta struttura che deve non solo mantenere ma anche implementare le attività ad oggi svolte, che riscuotono il pieno consenso dei pazienti che alla stessa si rivolgono.

Tommaso Foti

DIBATTITO IN COMMISSIONE

COMMISSIONE IV – POLITICHE PER LA SALUTE E POLITICHE SOCIALI 
seduta del 14 giugno 2016 

2642 - Interrogazione a risposta orale in Commissione circa le azioni da porre in essere per sostenere e potenziare il presidio ospedaliero di Castel San Giovanni (PC), evitando la riduzione del livello quantitativo e qualitativo delle prestazioni offerte in tale struttura sanitaria. 
A firma del Consigliere: Foti 

ZOFFOLI: Siccome il consigliere Rancan che ha posto l'interrogazione 2706 non è ancora arrivato, partiamo con l'interrogazione …Rainieri, Rainieri, scusate, partiamo con l'interrogazione 2642: "Interrogazione a risposta orale in Commissione circa le azioni da porre in essere per sostenere e potenziare il presidio ospedaliero di Castel San Giovanni (PC), evitando la riduzione del livello quantitativo e qualitativo delle prestazioni offerte in tale struttura sanitaria. A firma del Consigliere: Foti". Se il consigliere Foti vuole introdurre oppure diamo subito la parola subito all'assessore… Bene assessore, a lei la parola per la risposta. 

VENTURI: Grazie Presidente, grazie al consigliere Foti; adesso le leggo la risposta relativamente alla sua interrogazione poi aggiungerò qualche considerazione, così, "a braccio…". "La riorganizzazione degli stabilimenti ospedalieri in ottica di presidio unico in Emilia-Romagna si basa sul modello "Hub & Spoke" (H&S), così come previsto dalla Dgr. 2040/2015 "Riorganizzazione della rete ospedaliera secondo gli standard previsti dalla Legge 135/2012, dal Patto per la Salute 2014/2016 e dal DM Salute 70/2015". ln particolare, gli obiettivi prioritari della riorganizzazione della rete ospedaliera, così come riportati dalla citata delibera sono: 

- ripuntualizzare le discipline H&S, come evoluzione di quelle già individuate dalla programmazione regionale, prevedendo che per queste sia il livello regionale a definire i bacini, le Unità Operative Complesse (UOC), gli assetti di rete e le relazioni, riavviando un lavoro di confronto specifico con le Aziende sanitarie e i professionisti e procedendo altresì ad un adeguamento/manutenzione delle reti esistenti; 
- portare la dotazione dei posti letto pubblici e privati accreditati regionali all'obiettivo indicato dal DM 70/2015 (3,7 posti letto per 1000 abitanti, comprensivi di 0,7 per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie tenuto conto del saldo di mobilità), mantenendo una visione di carattere regionale; 
- completare la definizione dei bacini di utenza e concentrazione delle UOC; 
- attuare una riorganizzazione che tenga conto dei volumi e degli esiti per le principali patologie in cui è comprovato che all'aumentare dei volumi le complicanze si riducono. 

Con riferimento a questo quadro normativo, al 30 marzo 2016 1'Azienda Usl di Piacenza disponeva di un numero di posti letto pari a 1.161, distribuiti tra strutture pubbliche e private accreditate, contro un obiettivo regionale da raggiungere entro 31 dicembre 2016 di 1.100 posti letto. La riorganizzazione in atto ha, quindi, come obiettivo principale quello di rientrare negli standard dotazionali prescritti dalla Dgr. 2040/2015, ridisegnando l'offerta ospedaliera in un'ottica di "rete" e nel segno della specializzazione, in modo da presidiare i seguenti aspetti strategici, tra loro correlati: 

- efficientamento e concentrazione della casistica; - mantenimento e sviluppo della clinical competence; 
- diminuzione e controllo del rischio clinico; 
- miglioramento della qualità e delle opportunità delle attività di ricerca; 
- aumento dell'attrattività di professionisti esterni; 
- sviluppo delle basi organizzative e dimensionali per diventare poli di riferimento interprovinciale, considerando le reti di area vasta organizzate secondo il modello Hub&Spoke e in base agli standard previsti dal DM 70/2015. 

Il presidio ospedaliero unico della Ausl di Piacenza si compone di diverse strutture ospedaliere, tutte organizzate secondo il modello "a rete" e finalizzato ad offrire un'assistenza adeguata ed appropriata al proprio bacino di utenza. ln tale contesto, in considerazione dell'evoluzione dei bisogni sanitari della popolazione di riferimento e in perfetto allineamento con i trend nazionali, perseguire e realizzare la specializzazione degli ospedali piacentini, in ottica di presidio ospedaliero unico, significa: 

- garantire la concentrazione della casistica dal punto di vista clinico e assistenziale, al fine di ridurre il rischio clinico; 
- garantire l'accesso ai servizi e alle prestazioni più frequenti in modo più diffuso sul territorio; 
- garantire l'approccio integrato multidisciplinare alla patologia oncologica attraverso la creazione di onco-team di patologia, in analogia a quanto già realizzato in ambito senologico; 
- garantire congrui tempi di attesa anche per i ricoveri, oltre che per le prestazioni ambulatoriali, con particolare attenzione ai ricoveri in ambito chirurgico; 
- attribuire ai tre ospedali della rete provinciale una forte caratterizzazione, valorizzando pienamente strutture e professionisti. 

Dal luglio 2015, l'Azienda Usl di Piacenza ha avviato un complesso percorso di ridefinizione dell'intero sistema sanitario provinciale nel segno della condivisione con tutti gli interlocutori interni ed esterni. ln particolare, il percorso si è sviluppato attraverso incontri di confronto con la componente professionale, mediante il coinvolgimento del Collegio di direzione allargato e con gli attori istituzionali, mediante la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. Tale percorso si è concretizzato lo scorso 24 maggio con la presentazione di uno specifico documento alla Conferenza stessa. Per quanto riguarda il progetto di riorganizzazione dell'attività chirurgica a Castel S. Giovanni, si prevede non un depotenziamento ma, anzi, un aumento della produzione ospedaliera relativamente agli ambiti di chirurgia generale e vascolare, ginecologica e ortopedica. Infatti, dalle 12-13 sedute operatorie storiche, ora arrivate a 16-17 per il trasferimento di attività da Piacenza a Castel San Giovanni, si passerà prossimamente a 25-30 sedute alla settimana. Il progetto, nato in seno a gruppi di lavoro multiprofessionali gestiti dalla Direzione aziendale, intende avvalersi di modalità organizzative che ben si adattano ad ospedali di dimensioni medio- piccole, quale quello di Castel S. Giovanni, predisponendo piattaforme logistiche che permettano un'aggregazione funzionale ed organizzativa di più discipline afferenti alla medesima branca, concentrando l'attività durante la settimana ("week surgery") e sviluppando una forte integrazione con l'area medica, riabilitativa e territoriale per rispondere adeguatamente ai bisogni di medio/bassa complessità della popolazione di riferimento." Detto questo, io soffro sempre di costrizione della lettura, io vorrei dire, aggiungere, un paio di considerazioni. Una è legata alla scelta che ha fatto la Regione relativamente al riordino delle funzioni al servizio delle comunità locali: la scelta che abbiamo fatto è sostanzialmente, potrei dire, di devoluzione, comunque di decentramento. Noi abbiamo definito, approvato una delibera che abbiamo già discusso sul tavolo del Ministero che rispetto al DM fa diverse, ulteriori considerazioni di merito. Cioè non abbiamo fatto nostra la definizione "ospedali di primo, secondo e terzo livello" perché abbiamo detto che diverse delle cose che il decreto prevede, in questa regione, così come in altre regioni, le abbiamo già superate e abbiamo detto che la programmazione regionale nelle funzioni che riguardano servizi che sono, appunto, servizi delle comunità locali, vengono effettuati dalle aziende di riferimento, insieme alle conferenze sociali e sanitarie territoriali. Il che è quello che sta puntualmente accadendo anche a Piacenza, quindi il tema che riguarda l'opinione della Regione si ferma nel momento in cui abbiamo determinato diversi paletti all'interno dei quali le aziende e le conferenze dovranno rimanere per rispettare gli indicatori che abbiamo deciso d'inserire all'interno della delibera e che sono, peraltro, molto, molto di carattere generale. La seconda osservazione che faccio relativamente alla sua interrogazione, consigliere Foti, è legata alla questione degli investimenti negli ospedali. Allora, in generale, non lo dico in riferimento alla sua specifica interrogazione, ma più in generale è evidente che all'interno di qualsiasi ospedale, anche quegli ospedali che prima o poi saranno cambiati o che comunque sono in programma anche in termini di ristrutturazione, è una questione di carattere internazionale che gli investimenti si fanno fino all'ultimo giorno, nel senso che se anche, come abbiamo in programma, rifaremo l'ospedale di Piacenza, non è che potremo fermarci da qui a cinque anni perché fra cinque anni ci sarà l'ospedale nuovo. Dovremmo fare necessariamente degli investimenti, tenendo in equilibrio la necessità di garantire fino all'ultimo giorno il fatto che comunque siamo nelle condizioni di garantire la fruibilità delle tecnologie migliori ed il fatto che poi naturalmente ci si dovrà spostare. E questo vale anche per gli ospedali che non sono oggetto di ricostruzione o costruzione in altri luoghi eccetera, perché era una delle cose che mi hanno colpito di più nell'interrogazione: sono legittime queste considerazioni, ma ancora nel mondo non si è trovato un modo per evitare d'investire negli ospedali, anche in previsione di forti riorganizzazioni. Spero di essere stato utile nella risposta, grazie. 

FOTI: Sì, io ringrazio l'assessore per la risposta, ma a me è noto che la Regione, e lei lo ha confermato signor assessore, abbia delegato poi a quelle che potremmo definire le comunità locali di definire la riorganizzazione ospedaliera, pur sulla base di obiettivi predeterminati perché lei stesso ha dato atto che debbano essere ridotti almeno per il territorio piacentino, tra privati e pubblici, entro la fine dell'anno 61 posti letto. Io penso che ciò che l'opinione pubblica gradisce è la verità; cioè, lei ha fatto riferimento ad un'ultima seduta della conferenza socio-sanitaria nella quale si dice che è stato presentato un documento, in realtà è stata è stata presentata un'autorevole opinione del signor direttore generale della ASL il quale, mi scusi, cito tra virgolette, ha così detto: "A giugno porterò proposte di riorganizzazione della rete ospedaliera e non saranno scelte semplicissime; io credo di doverne parlare prima qui che in altre sedi, anche sindacali". Ora, mi pare evidente che non è stato presentato alcun documento, ha detto semplicemente che dopo le elezioni… perché questo è la decodificazione di un progetto: lei è troppo esperto per non convenire con me che se un piano non è pronto il 24 maggio non può essere pronto il 7 di giugno, perché diversamente ci sarebbe da preoccuparsi su chi l'ha posto in essere quel piano. Il piano c'è, non è stato reso noto per motivi squisitamente elettorali. Tra l'altro consiglierei alla Giunta, almeno in provincia di Piacenza, a partire dal Presidente, di evitare inutili pellegrinaggi perché i risultati sono stati che dove è andato il Presidente della Giunta, il risultato del Partito Democratico è stato quantomeno fallimentare; mi permetto, così, di dare un consiglio di natura politica, in un ambito che è di natura tecnica. Ciò che però nel frattempo è successo, assessore, sono due fatti a mio avviso importanti sull'ospedale di Castel San Giovanni: le preoccupazioni sono talmente poco fondate che in un consiglio comunale a maggioranza centrodestra, dove, voglio ricordare, la sinistra ha sempre avuto storicamente una sua presenza prima sicuramente maggioritaria, oggi comunque rilevante, è stata istituita in consiglio comunale una commissione speciale - questo è il fatto di due giorni fa, tre giorni fa - proprio con l'obiettivo chiaro di impedire una spoliazione di alcuni compiti e di alcune funzioni dell'ospedale di Castel San Giovanni. La seconda è che sono state raccolte, inizialmente forse con una sottolineatura politica, poi sicuramente no, oltre 4500 firme in tre settimane a difesa dell'ospedale di Castel San Giovanni. Mi pare che questi riferimenti ,che non sono soltanto riferimenti di ordine numerico, ma di scelte politiche ben precise, trovino anche una valida obiezione anche dal personale medico. Perché io ho letto tra le righe ciò che lei ha detto, assessore, seppure in modo molto prudente, perché la scelta ultima spetterà alla conferenza socio-sanitaria che devo dire nel frattempo, dopo le elezioni del 6 giugno, cambia anche colore politico, perché a Piacenza avete proprio perso tutto… Sì, non è detto, vediamo Katia, vediamo… Avete perso il Comune principale che era in gioco che aveva il presidente della conferenza socio- sanitaria, ma andate avanti così, tanto non è obbligatorio capire, il prossimo anno avrete l'altro cinque a zero… E allora penso di dire che al di là del colore della conferenza socio-sanitaria, sicuramente troviamo una grossa, fortissima sottolineatura in due questioni: Fiorenzuola si è ribellata col voto alla scelta imposta dell'ospedale. (Questo è vero? Ah, non lo so… Avete perso contro nessuno, c'era scappato un candidato trentacinque giorni prima delle elezioni, vedete un po' voi, se volete decodificarlo politicamente, decodificatelo.) La seconda è che anche Castel San Giovanni che, attenzione, è un ospedale che ha una mobilità attiva, perché Castel San Giovanni, paradossalmente, nonostante abbia vicino a sé, come confini, due ospedali lombardi significativi, parlo di Stradella e Broni, ha un'attrazione positiva soprattutto da quell'area della provincia di Pavia. Debbo dire che ha anche una equipe chirurgica decisamente di livello. Vado alla conclusione, ma io pensavo, presidente, di poter trattare l'interrogazione e risoluzione assieme perché essendo lo stesso argomento, forse sarebbe stato meglio, però io dico, assessore, io capisco quando lei dice "decidono i livelli locali", dico anche però che, al di là degli investimenti che sono stati fatti e che io ho preso da una sua risposta ad un'interrogazione, non ho citato altro, lei ha scritto testualmente "la dimostrazione che noi siamo interessati a mantenere questa struttura è anche dovuta agli investimenti che abbiamo fatto"… Ecco io mi permetterei di dire che su Castel San Giovanni, a differenza di Fiorenzuola, dove può esserci una diversificazione delle funzioni, attenzione perché il bacino di utenza è totalmente diverso e non abbiamo a sette chilometri l'ospedale di Vaio, che è una cosa diversa; a Fiorenzuola a sette chilometri c'è un ospedale che sicuramente oggi è competitivo quasi con quello di Parma, probabilmente anche perché quello di Parma leggermente è sceso qualitativamente, ma sicuramente Castel San Giovanni invece è punto di attrazione addirittura verso la Lombardia. 

ZOFFOLI: Non abbiamo capito se è soddisfatto meno. 

FOTI: Non mi pare sia obbligatorio doverlo dire, ma se lo devo dire, prendo atto; se poi lei non ha capito non è obbligatorio. 

ZOFFOLI: Perfetto, siccome al termine della illustrazione della risposta è previsto che il consigliere dica solo se… Bene.


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