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Regione

Bilanci IBC, procedure di vigilanza atti non rispettate; Foti: 'la commissione competente mai interpellata per esprimere i pareri ex lege'

Numero: 4595
Soggetto: Assessore alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalita'
Data Risposta: 09/05/2017

Per sapere, premesso che: - 

l'articolo 12 (Controlli sui bilanci e sugli atti. Vigilanza) della Legge Regionale 10 Aprile 1995, n.29 (Riordinamento dell'Istituto dei beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna), nella vigente lettera, così dispone:

nei fatti, dall'entrata in vigore della detta norma, non risulta all'interrogante - ma potrebbe essere in errore - che il bilancio preventivo, le sue variazioni e il rendiconto consultivo siano mai stati trasmessi alla Commissione assembleare competente per l'espressione ex lege del relativo parere; 

se l'omissione di cui sopra sia nota alla Giunta Regionale, a chi debbano ascriversi le responsabilità in merito alla omissione stessa, quali urgenti iniziative intenda assumere al riguardo.

Tommaso Foti

DIBATTITO IN ASSEMBLEA LEGISLATIVA

OGGETTO 4595

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'articolo 12 (Controlli sui bilanci e sugli atti. Vigilanza) della L.R. 10 Aprile 1995, n. 29 (Riordinamento dell'Istituto dei Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna). A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l'oggetto 4595, in attesa dell'assessore Bianchi, che all'inizio della seduta era presente. Aveva un impegno. Lo abbiamo chiamato affinché rientri in Aula.

Oggetto 4595: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'articolo 12 (Controlli sui bilanci e sugli atti di vigilanza) della legge regionale n. 29/95 (Riordinamento dell'Istituto dei beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna), a firma del consigliere Foti.

Risponde l'assessore Mezzetti.

Il consigliere Foti ha la parola.

 

FOTI: Presidente, nel corso di una recente audizione dei vertici dell'Istituto dei beni culturali si è parlato di molte cose, ivi comprese le spese che l'Istituto sostiene, la dotazione organica dello stesso e alcuni altri elementi affatto di dettaglio.

L'assessore Mezzetti sa meglio di me che dal 2015 è stata approvata una norma che la Giunta ha inopinatamente violato, che ha – debbo dire – dolosamente, stante l'elenco delle delibere che ho in mano, violato. In quella norma si prevedeva che, una volta che i vertici dell'Istituto, per il tramite dei loro organi, avessero approvato il bilancio, quest'ultimo venisse trasmesso alla Giunta per gli ulteriori compiti e per l'espressione del parere alle Commissioni assembleari competenti. È da due anni che non viene trasmesso assolutamente nulla alle Commissioni assembleari competenti. Se questa è la trasparenza, lo lascio giudicare dai fatti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

La parola all'assessore Mezzetti. Prego.

 

MEZZETTIassessore: Grazie, presidente.

Consigliere Foti, devo ammettere che, no, non sapevo meglio di lei. Lei ha detto: "Come l'assessore Mezzetti sa meglio di me". Non sapevo meglio di lei. Quando ho visto la sua interrogazione mi sono immediatamente detto (lo dico fuori verbale): se il consigliere Foti pone un problema di questo tipo, evidentemente è vero perché ne sa più di me di Regolamenti. Non eravamo informati né come Giunta né come sottoscritto di quanto esposto da lei, consigliere Foti. Per questo, abbiamo immediatamente predisposto una verifica, a fronte della quale, però, mi preme specificare quanto segue, perché la ricostruzione è leggermente diversa.

La procedura introdotta dalla legge regionale n. 9 del 16 luglio 2015, all'articolo 38, comma 4, rappresentava, all'epoca, una novità che non trovava precedenti nelle procedure consolidate all'interno della nostra Amministrazione, che ha finalità informativa. Infatti, la procedura prevede che la Commissione è chiamata a esprimere dopo l'approvazione dell'atto della Giunta (non prima), diversamente da quanto previsto da tutti gli altri provvedimenti, il cui parere è chiesto prima che sia approvato dalla Giunta. Questo non lo dico a giustificazione, consigliere Foti. È la diversità rispetto alle procedure consuete, che prima richiedevano il parere della Commissione prima che la Giunta adottasse il provvedimento. In questo caso, invece, dopo.

Questa nuova procedura – ammetto – è sfuggita alla mia segreteria, la quale aveva erroneamente immaginato che la trasmissione avvenisse in automatico da parte della segreteria di Giunta, come avviene per tutti gli atti approvati dalla Giunta che, poi, diventano di competenza dell'Assemblea legislativa. Appurato che non è stato così, sarà cura della mia segreteria trasmetterli al più presto alla Commissione. Tengo, però, a precisare – pur non volendo, con questo, giustificare i miei uffici – che i bilanci vengono da tempo pubblicati nella Sezione trasparenza sul sito dell'Istituto (quindi erano pubblici e non c'è stata alcuna volontà di occultare i bilanci) e che a giugno verrà presentato in Commissione il rendiconto consuntivo dell'anno 2016, accompagnato dalla relazione sull'attività svolta, così come nel giugno 2016 facemmo per il rendiconto 2015. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Mezzetti.

Consigliere Foti, ha la parola per quattro minuti.

 

FOTI: Presidente, innanzitutto penso che le leggi non siano un problema di un consigliere, ma debbano essere un problema della comunità. Il rispetto delle leggi non è che viene richiamato da un consigliere ed è ignoto alla Giunta, se non altro perché le leggi sono pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione.

Penso che gli uffici dovrebbero preoccuparsi, innanzitutto, quando vi è una modifica di legge, di adempiere a quanto la modifica stessa prevede. Ciò che mi lascia ancora più perplesso è il fatto che si voglia dire qui che i bilanci sono pubblici. Quindi? La Commissione non si pronuncia? Se per legge deve esprimere un parere, qualcuno ha capito o non ha compreso all'interno degli uffici che manca una parte del percorso previsto dalla legge perché si possa dire che il bilancio, le variazioni di bilancio, il rendiconto consuntivo degli anni precedenti siano regolari. Qualcuno in questi dotti uffici della Regione sa che esistono anche istituti giuridici per i quali si può porre rimedio in sede di autotutela agli errori commessi. Ma che si accampi la diversità della procedura seguita, cioè che il parere viene ex post anziché ex ante, francamente mi sfugge. Anche perché pare evidente che, per come è stata strutturata la legge, questo è un parere che non viene rivolto all'Istituto dei beni culturali o alla Giunta in quanto tali, ma è un parere che la Commissione dà sugli atti assunti dall'Istituto dei beni culturali e fatti propri dalla Giunta.

Io non vedo, francamente, quali possano essere le giustificazioni di tipo teologico su questa vicenda. A casa mia si dice che, a volte, è meglio evitare di rammendare il buco che allargarlo. Avete semplicemente sbagliato. Touché. Basta. Fine delle trasmissioni. È, poi, evidente che l'Istituto dei beni culturali, con l'insieme dei dirigenti, dei direttori, non so se sospesi, non sospesi, autosospesi, con tutte queste procedure strane che si inseriscono al di fuori di ogni regola perché l'istituto dell'autosospensione non esiste, esiste l'istituto della dimissione o della rinuncia all'incarico.

Con tutto un armamentario di dipendenti, direttori, direttori generali, è mai possibile che nessuno si sia accorto di una modifica di due righe di una legge? Come Regione dovremmo smettere, finalmente, di dire di essere sempre i migliori. Nella sanità siete i migliori. Certo. Tanti arresti, come a Parma ieri, non si ricordano neanche in Sicilia. Un po' va bene, ma questa manovella del "migliore, migliore, migliore"… Forse sarebbe meglio vantarsi meno e cercare di stare più attenti per evitare quelle che, a tutti gli effetti, sono manchevolezze, e non da poco.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.



08/05/2017

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