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Regione (Archivio)

Istituto per la storia e la memoria del '900 Parri, caos al vertice e problemi di bilancio; la Regione chiarisca il suo ruolo e soprattutto i contributi erogati

Data: 14/12/2017
Numero: 5806
Soggetto: ASSESSORATO CULTURA, POLITICHE GIOVANILI E POLITICHE PER LA LEGALITA'
Data Risposta: 18/01/2018

Per sapere, premesso che: - 

è di questi giorni la notizia delle dimissioni presentate dal Presidente e dai componenti del Consiglio di Amministrazione dello "Istituto per la storia e la memoria del '900 Parri Emilia-Romagna" definito, nelle motivazioni espresse, "un Istituto altamente instabile e precario" con "condizioni economiche non sostenibili" e "l'emergere di problemi sottaciuti"; 

nei fatti viene denunciata la situazione di un bilancio sempre in sofferenza, ancorché, quantomeno la Regione Emilia-Romagna, sia nella legge di bilancio, sia nel bilancio dell'Assemblea Legislativa, abbia in più occasioni destinato contributi economici al detto Istituto; 

in un'intervista a il Resto del Carlino Bologna (14 dicembre 2017, pagina 7) il Direttore dell'Istituto sostiene che la situazione "purtroppo è il risultato di un'elezione, quella che ha indicato Panarari, molto tormentata e che ha visto contrapposti Comune e Regione, i due soci di maggior peso e che contribuiscono al mantenimento dell'Istituto". Ed ancora: "L'elezione del nuovo CdA e del Presidente è stata fatta senza tener conto dei desiderata del Comune. Non ne so il motivo, andrebbe chiesto a loro cosa non ha funzionato nei rapporti, ma di certo siamo arrivati a un consiglio diviso che ha eletto a maggioranza il candidato della Regione". Ed infine, in relazione al recesso dagli organi dell'Istituto e di una possibile riduzione dei contributi da parte della Regione "Le parole dell'Assessore Mezzetti mi stupiscono: è un amico e ha fatto molto per il Parri, forse in questo momento c'è qualcosa che non va nella comunicazione. Sui nostri bilanci e le nostre attività c'è un controllo completo e continuo almeno semestrale, Comune e Regione sanno tutto di noi"; 

quando l'opposizione sollevò nei mesi scorsi perplessità sul funzionamento e l'obiettività dell'Istituto, si ebbero a levare gli scudi in difesa dello stesso da parte della maggioranza - e non solo - evocando, giusto per buttarla in politica, la difesa dei valori antifascisti; 

se la Giunta regionale - anziché esprimersi solo sui media - intenda: 

1. chiarire, una volta per tutte, quali siano le reali ragioni di quanto sta accadendo; 
2. rendere noti i contributi erogati dalla Regione, ivi compresa l'Assemblea Legislativa, al detto Istituto negli ultimi cinque anni; 
3. spiegare le ragioni per le quali abbia prima indicato il nominativo del Presidente (oggi dimissionario) ed ora preveda - con qualche anno di ritardo rispetto a quanto richiesto dalle opposizioni - di recedere dalla qualità di socio dell'Istituto.

Tommaso Foti

RISPOSTA

Con riferimento alla interrogazione in oggetto si precisa quanto segue: 

1) L'Istituto per la Storia e le Memorie del Novecento Parri E-R, con sede a Bologna, nel 2013 ha assorbito tre rilevanti istituzioni attive nell'ambito degli studi e delle iniziative volte alla conservazione e valorizzazione della memoria e delle storie del Novecento, con particolare riferimento al territorio di Bologna e dell'area metropolitana: l'Istituto provinciale di storia della Resistenza "Luciano Bergonzini" (Isrebo); il Landis (Laboratorio Nazionale per la didattica della storia) e il Cedost (Centro di documentazione storico-politica sullo stragismo. Di conseguenza, nel territorio di Bologna e dell'area metropolitana non è più presente ad oggi alcun istituto culturale specificamente vocato allo studio della storia del Novecento a livello locale, eccezion fatta per la presenza attiva ad Imola del C.I.D.R.A. (Centro Imolese Documentazione Resistenza Antifascista e storia con- temporanea). 

La Legge Regionale n. 3/2016 dedicata alla Memoria del Novecento ha riconosciuto all'Istituto Parri il ruolo di coordinamento della rete degli Istituti storici presenti sul territorio regionale. Conseguentemente, il rinnovo degli organi amministrativi dell'Istituto medesimo, nel dicembre 2016, ha visto per la prima volta l'ingresso nel Consiglio di Indirizzo dell'Istituto medesimo dei rappresentanti di tutti gli Istituti storici del territorio regionale. Questo Consiglio, nell'aprile 2017, ha eletto il Presidente e il Consiglio di Amministrazione dell'Istituto, votati a maggioranza dai rappresentanti della Regione e degli istituti storici, ma non sostenuti dal Comune di Bologna – socio pubblico di riferimento, insieme con la Regione, dell'Istituto Parri -, che rivendica l'esigenza di conservare in capo all'Istituto la vocazione primaria di realtà istituzionale bolognese e metropolitana. 

Nei mesi successivi, il Presidente e il Consiglio di Amministrazione hanno evidenziato una serie di criticità interne all'Istituto, che hanno reso di fatto impossibile attuare la prevista azione di rinnovamento nell'ottica di una revisione dei costi della struttura attraverso un nuovo modello di governance e di un'innovazione nella progettazione culturale. Tale impossibilità ha indotto Presidente e Consiglio di Amministrazione a dimettersi dopo l'approvazione del bilancio consuntivo 2016. 

Queste le motivazioni che hanno spinto la Giunta ad attivare le procedure atte a recedere dalla partecipazione in qualità di socio di diritto della Regione all'Istituto Parri. Tale partecipazione trova la propria fonte esclusivamente nello Statuto dell'Istituto medesimo (art. 4, quarto comma, lett. b)). Ai sensi del medesimo Statuto, alla Regione viene altresì demandata la nomina di due componenti del Consiglio di Indirizzo (art. 8, primo comma) e la nomina del Presidente del Collegio dei Revisori (art. 7, primo comma, lett. d)). Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 2182 del 28 dicembre 2017, previa informativa alla Presidente dell'Assemblea Legislativa, si richiede all'Istituto di modificare il proprio Statuto relativamente a tale partecipazione. 

Parallelamente si è provveduto a modificare – con la Legge Regionale 27 dicembre 2017, n. 25 "DISPOSIZIONI COLLEGATE ALLA LEGGE REGIONALE DI STABILITÀ PER IL 2018" - la Legge Regionale n. 3/2016 sulla Memoria del Novecento, laddove, all'art. 4, secondo comma, riconosce il ruolo e l'attività svolta dagli istituti storici presenti sul territorio regionale associati o collegati alla rete dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) e promuove e coordina lo sviluppo di progetti di rete promossi dagli istituti medesimi, riportando in capo alla Regione medesima la promozione ed il coordinamento dello sviluppo di progetti di rete promossi dagli istituti medesimi. 

L'Istituto Parri, una volta perfezionati i passaggi formali previsti, assumerà quindi a pieno titolo il ruolo di istituto storico di Bologna e dell'area metropolitana, analogamente al ruolo che già svolgono gli altri istituti storici del territorio regionale, ciascuno in relazione al territorio di appartenenza. 

2) Si allega elenco dei contributi erogati dalla Regione, ivi compresa l'Assemblea Legislativa, all'Istituto Parri negli ultimi cinque anni (2013-2017). 

3) Come esplicitato nel punto 1) che precede, il Presidente attuale (oggi dimissionario) dell'Istituto Parri aveva ricevuto dalla Regione mandato di avviare un processo di rinnovamento interno all'Istituto nell'ottica di una riduzione dei costi di gestione e innovazione della progettualità scientifica. L'impossibilità a svolgere tale mandato da parte degli organi preposti – che ha portato alle attuali dimissioni -, unitamente alla volontà espressa dal Comune di Bologna di valorizzare l'Istituto Parri in un'ottica cittadina e metropolitana, hanno indotto la Regione ad avviare le procedure per recedere dalla qualità di socio di diritto dell'Istituto.

Massimo Mezzetti

In allegato l'elenco dei contributi assegnati


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