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Regione

Reggio Emilia, antagonisti di sinistra negano la tragedia delle Foibe; Foti: 'Condannare le offese, individuare i responsabili e procedere secondo la legge'

Numero: 4089
Soggetto: Assemblea

L'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna 
premesso che: 

in concomitanza alla manifestazione organizzata in Piazza Prampolini a Reggio Emilia da alcuni comitati civici in ricordo dei Martiri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata si è tenuta una contro manifestazione organizzata dal centro sociale AQ16, dai cosiddetti antagonisti, da appartenenti a Rifondazione Comunista, Carc e anarchici; 

nel corso della detta manifestazione, durante un pubblico comizio tenutosi a circa 250 metri dalla sede Municipale, è stato più volte ribadito pubblicamente che "LE FOIBE SONO UN FALSO STORICO, NON FURONO UN OLOCAUSTO ITALIANO". Dette affermazioni offendono la memoria di migliaia di Italiani, rispetto a vicende che videro coinvolte in manifestazioni di raccapricciante ed inaudita violenza persone di diverse idee politiche, quando non di nessuna; 

né tanto meno può ritenersi "falso storico" la fucilazione - nel febbraio del 1945 - di diversi antifascisti, componenti la Brigata Osoppo, formata da partigiani delle fiamme verdi, in località "Malghe di Porzùs". Al riguardo si ricorda che, dopo numerose vicende processuali, nei confronti degli imputati di quell'orribile delitto venne pronunciata, dal Procuratore Generale di Perugia, con sentenza dello 11 marzo 1960, sentenza di estinzione del reato per sopraggiunta amnistia (in applicazione del D.P.R. 11 luglio 1959, n. 460); 

il Parlamento Italiano ha approvato la Legge 30 marzo 2004, n. 92, recante "Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati". Significativamente al comma 1, dell'articolo 1, si legge "La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.". La chiarezza della citata norma, non lascia dubbi in ordine all'interpretazione sia giuridica che politica della stessa; 

negare la Shoah, un crimine di genocidio, un crimine contro l'umanità o un crimine di guerra, come sono definiti dallo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, è circostanza aggravante dei delitti di propaganda razzista e di istigazione o incitamento alla commissione di atti razzisti, puniti dalla legge 13 ottobre 1975, n. 654, ai sensi della Legge 16 giugno 2016, n. 115. Non vi è dubbio che negare le foibe realizza la circostanza aggravante di cui sopra;

esprime 

la propria ferma condanna per le offese rivolte, durante la manifestazione di cui in premessa, alla memoria dei martiri delle foibe; 

chiede 

alle competenti autorità di volere provvedere ad individuare i responsabili dei fatti evidenziati e di procedere ex lege nei confronti degli stessi.

Tommaso Foti

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 21 marzo 2017


14/02/2017

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Tommaso Foti TommasoFoti
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