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Regione (Archivio)

Sulla proclamazione alla elezione alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica

Data: 14/03/2018
Numero: 175
Soggetto: Assemblea

Sulla proclamazione alla elezione alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica

 

PRESIDENTE (Saliera): Il consigliere Foti ha chiesto la parola, prego.

 

FOTI: Presidente, mi permetto di intervenire sull'ordine dei lavori, mi corre l'obbligo di fare una precisazione. So che da parte sua sono stati investiti già i competenti uffici della Camera e gli organi della Camera, peraltro organi che, sulla materia di cui sono stati investiti, sono incompetenti, atteso che la Giunta delle elezioni decade il giorno 22 marzo e il 23 marzo ne viene istituita una provvisoria in attesa del decreto del presidente della Camera di istituzione formale della Giunta delle elezioni, sia il presidente della Camera che – come è noto – il 22 cessa le sue funzioni, perché, anche se fosse la stessa persona, è con il 23 che assume il ruolo di presidente. Ma volevo far presente che ad oggi, almeno per quanto mi riguarda, ma sentendo anche gli altri soggetti qui presenti, o assenti ma interessati alla questione, non è pervenuta a nessuno la proclamazione dell'elezione né alla Camera, né al Senato. Mi permetto di fare questo riferimento, anche perché ho la sensazione che vi sia una fretta abbastanza inusitata nel voler precorrere i tempi. Per quanto mi riguarda, se soggetti esterni stanno facendo indebitamente pressioni su questa Assemblea elettiva perché si pronunci in qualche modo, sappiano questi soggetti esterni – così è chiaro e a verbale – che i soggetti interessati alla questione possono impugnare in ogni sede decisioni inopinate o affrettate, perché anche un'interpretazione che sta dando forse qualche ufficio, compreso dell'Assemblea, di questa legge consiglierei di rileggere la legge e soprattutto di andare a leggere sul sito del Senato i riferimenti a quella legge in termini di incompatibilità, dove tra parentesi vi sono gli articoli della Costituzione a cui si riferiscono, perché è un'incompatibilità che interessa segnatamente: un membro del Consiglio superiore della Magistratura, mi pare che nessuno dei componenti dell'Assemblea sia componente del Consiglio superiore della Magistratura, per il momento. Faccio gli auguri, ma per il momento no. Tra l'altro sarebbe abbastanza limitato, perché – come voi sapete – prevalentemente devono essere professori di diritto, avvocati con dieci anni di Cassazione; membri della Corte costituzionale – mi pare che non ci sia nessuno, faccio gli auguri a chi potrà accedervi, ma in questo momento questa è la condizione – la terza condizione riguarda l'elezione di un consigliere regionale a Presidente della Repubblica e, nel caso di specie, la cosa è esclusa, perché non vi è elezione del Presidente della Repubblica. Fatti salvi questi tre casi, il legittimo Statuto della Regione Emilia-Romagna, che costituisce comunque una fonte di diritto come legge regionale, ma, come tale, subordinata alla legge nazionale, non può prevaricare il Regolamento della Camera o del Senato della Repubblica.

Aggiungo una piccola considerazione, che vorrei pure che rimanesse a verbale. Dal giorno dell'apertura della Camera si aprono i termini tecnici perché i soggetti interessati possano ricorrere contro l'elezione degli eletti. Almeno penso il buonsenso di capire che vi sono, soprattutto allo stato, delle difficoltà, a tal punto che la Corte di cassazione non ha ancora proclamato i risultati finali, perché in sede di prima applicazione di una legge che aveva cento esperti per legge per capirne l'interpretazione, non mi riguarda per i collegi uninominali ma per i collegi proporzionali sono di difficile attribuzione i due terzi dei seggi in relazione ad esempio alla corretta interpretazione di dove sia stato eletto il parlamentare con il minor numero di voti. Ma è il minor numero di voti o è la percentuale minore rispetto al collegio? Essendo un po' vasta la gamma, mi permetto di dire che non bisogna avere fretta da parte dell'Assemblea legislativa, soprattutto quando la stessa in questo momento può ringraziare, nell'ambito delle persone elette, coloro i quali hanno fatto le congratulazioni, ma non vi è stato alcun atto formale che dica a chicchessia che l'organo deputato a proclamare quantomeno (la Corte d'appello) abbia proclamato. Quindi mi permetto di dirlo in questa sede, anche perché, essendo poi materia dell'Ufficio di Presidenza, dove mi troverò ovviamente nell'antipatica posizione di dover giudicare dell'eventuale mio ricorso, chiedo soltanto che vi sia una procedura ordinata e non riferita ai casi precedenti, perché i casi precedenti si basano su dimissioni e l'istituto delle dimissioni risolve il problema.

Concludo facendo presente anche che è dal giorno in cui uno è proclamato, che diventa probabilmente deputato secondo la Corte d'appello, ma è dal giorno in cui uno si insedia che può decidere anche se optare, cosa che qualcuno forse non ha valutato, per rimanere in Regione oppure per rimanere alla Camera dei deputati, secondo i termini di opzione che sono quelli della Camera dei deputati e non evidentemente quelli dell'Assemblea regionale.

Chiedo scusa per l'intervento fuori programma, ma ci tenevo, anche conoscendo la sua sensibilità istituzionale, che nessuno le facesse fare passi affrettati o errati in una materia che andrebbe forse più attentamente valutata nei precedenti della Camera, anziché nei precedenti della Regione.

 

PRESIDENTE (Saliera): La ringrazio, consigliere Foti, per questa illustrazione che penso interessi tutta l'Assemblea. Avremo modo di valutare ovviamente.

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TommasoFoti
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